Flash mob di CGIL e UIL davanti all’ospedale: OSS, tecnici e amministrativi chiedono parità di trattamento economico rispetto agli infermieri. Sul tavolo anche la carenza di personale e il rischio di uno sciopero generale.
La protesta: “non siamo lavoratori di Serie B”.
Sotto lo slogan «Siamo tutti Pronto Soccorso», il 23 gennaio il personale sanitario di Alessandria ha dato voce a un malcontento che covava da tempo. Al centro della disputa c’è una disparità economica netta: un’indennità di 500 euro mensili riconosciuta agli infermieri, contro i 250 euro destinati a OSS (Operatori Socio-Sanitari), tecnici di radiologia, ostetriche e personale amministrativo.
I sindacati CGIL e UIL denunciano una divisione ingiusta tra lavoratori che condividono quotidianamente gli stessi rischi, lo stesso stress e le stesse aggressioni.
Il nodo delle indennità e l’ipotesi sciopero.
Secondo i rappresentanti sindacali Vincenzo Costantino (Fp Cgil) e Sonia Ciminello (Uil), il lavoro in ospedale è complementare e non può essere suddiviso in categorie di “Serie A e Serie B”.
“È stato ammesso che ci sia stato un errore nella deliberazione per le indennità”, ha spiegato l’infermiere Antonio Lace durante il presidio. “È giusto che queste siano livellate in modo uguale per tutti”.
Se le promesse della Regione — rappresentata dall’assessore Federico Riboldi — non si tradurranno in atti concreti, la protesta potrebbe passare dal flash mob allo sciopero generale, un’eventualità caldeggiata soprattutto dagli OSS.
Emergenza organico: attese infinite per i pazienti.
Oltre alla questione salariale, il presidio ha riacceso i riflettori sulle condizioni critiche in cui versa il Pronto Soccorso di Alessandria. La realtà descritta dai lavoratori è preoccupante:
- Carenza di personale: Mancano almeno 5-6 figure per settore per garantire un servizio fluido.
- Tempi d’attesa record: I pazienti arrivano ad aspettare dalle 6 alle 7 ore, con casi limite che superano le 24 ore.
- Sottodimensionamento: “Spesso si assiste una sessantina di persone con una sola OSS”, denunciano i lavoratori.
La posizione della Regione.
L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha aperto alla possibilità di estendere le indennità a tutti i lavoratori, pur rimarcando che l’assenza di CGIL e UIL dai tavoli nazionali ha complicato il dialogo regionale. La palla passa ora alle istituzioni: i lavoratori chiedono fatti, non solo solidarietà.
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