Conti in primo piano e tagli al personale: la denuncia del segretario Cisl Fp Bari, Giovanni Stellacci, sulla bozza di DGR regionale. Precari a rischio e servizi territoriali al collasso tra Bari e la BAT.
I continui rinvii e le ultime disposizioni regionali stanno scatenando un’ondata di forte tensione e sfiducia tra i lavoratori della sanità pugliese. Al centro delle polemiche c’è la nuova bozza di Delibera di Giunta Regionale (DGR), un provvedimento che – stando a quanto denunciano i sindacati – subordina ogni decisione ai vincoli di bilancio, mettendo a rischio il futuro dei servizi e di centinaia di operatori.
La misura impone una preventiva autorizzazione della Regione per quasi tutti i movimenti di spesa e gestione del personale:
- Procedure concorsuali già concluse entro aprile 2026;
- Assunzioni indispensabili per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
- Piani aziendali ed eventuali atti che comportino un incremento di spesa.
In questo scenario di blocco e restrizioni, i tanto attesi grandi concorsi unici regionali — che avrebbero dovuto portare all’assunzione a tempo indeterminato di 1.000 infermieri e 1.000 Operatori Socio-Sanitari (OSS) — rischiano di trasformarsi in una promessa mai mantenuta.
Numeri irrisori per un’intera Regione
A scagliarsi con forza contro l’indirizzo preso dalla Giunta è Giovanni Stellacci, segretario territoriale della Cisl Fp Bari, che fa notare l’enorme sproporzione tra i bisogni reali degli ospedali e le risorse autorizzate.
“Parlare di soli 42 infermieri e 19 Operatori Socio-sanitari da distribuire per l’intera Regione Puglia è emblematico. L’area dell’emergenza-urgenza è in sofferenza, la medicina territoriale non ha mai ricevuto i dovuti innesti e molti servizi d’eccellentza devono ricorrere ad espedienti e salti di riposo per coprire i buchi. Come se non bastasse, anche il ricorso alle prestazioni aggiuntive subirà una progressiva e drastica riduzione.”
Le ripercussioni toccano da vicino sia i presidi della provincia di Bari che quelli della BAT (Barletta-Andria-Trani). Da un lato ci sono le strutture territoriali, a cui viene chiesto un funzionamento H24 senza però garantire il personale necessario; dall’altro ci sono i reparti di corsia, costretti ad arrangiarsi tra carenze d’organico croniche e limiti di spesa insuperabili.
Il nodo precarietà e l’illusione della stabilizzazione
Un altro punto critico sollevato dal sindacato riguarda il destino dei tanti lavoratori precari assunti con contratti a termine. Con la scadenza dei contratti alle porte e senza correttivi immediati alla DGR, una quota consistente di personale rischia di rimanere a casa.
Stellacci tiene inoltre a precisare un aspetto fondamentale tecnico-giuridico troppo spesso frainteso:
“La stabilizzazione consiste esclusivamente nel modificare la natura giuridica del contratto di chi già lavora all’interno della struttura sanitaria — trasformandolo da tempo determinato a tempo indeterminato —, senza che questo comporti un incremento reale dei dipendenti in servizio.”
In sostanza, stabilizzare non significa aggiungere nuove braccia in corsia, ma solo dare garanzie a chi c’è già. Ma senza un piano di assunzioni straordinario e reale, l’organico complessivo rimarrà comunque sottodimensionato.
Le conseguenze sui cittadini: “Aumenta la spesa nel privato”
La Cisl Fp chiede a gran voce correttivi profondi alla bozza di delibera. La linea del sindacato resta ferma: la salute pubblica e la sicurezza sui luoghi di lavoro non possono essere subordinate alle esigenze di cassa.
Le conseguenze di questi tagli non ricadono solo sugli operatori sanitari, ormai allo stremo, ma impattano direttamente sui cittadini: la riduzione delle prestazioni aggiuntive rischia di allungare ulteriormente le liste d’attesa, spingendo sempre più pazienti a dover pagare di tasca propria per curarsi nelle strutture private.
«Garantire prestazioni di qualità senza un adeguato contingente umano è impossibile», conclude Stellacci. «Mentre i lavoratori soffrono in corsia, i cittadini sono costretti a mettere mano ai propri risparmi per tutelare la propria salute. Serve subito una svolta».
Share this content:
