La domanda politica è semplice: si vuole davvero rafforzare la sanità pubblica trentina o si accetta che la sua debolezza diventi spazio per il privato?
L’assestamento di bilancio che sarà discusso in consiglio provinciale non può essere considerato una semplice scadenza contabile. È un passaggio politico decisivo. È il momento in cui si capirà se la sanità pubblica trentina è davvero una priorità o solo un tema da richiamare nei comunicati.
L’Europa sta investendo su competenze, innovazione e nuovi modelli assistenziali in ambito sanitario. Il Trentino ha oggi l’opportunità di diventare protagonista di questa trasformazione attraverso il rilancio della sanità territoriale, la gestione delle cronicità e l’innovazione organizzativa. Occorre rimboccarsi le maniche e uscire dall’impasse in cui siamo da troppo tempo ingabbiati.
Se la politica provinciale vuole difendere il servizio sanitario pubblico, deve dimostrarlo ora, con stanziamenti dedicati e misure concrete per i professionisti sanitari sempre più sottopressione e da molto tempo. Non bastano ringraziamenti al personale, dichiarazioni di principio o parole sulla centralità dei professionisti.
Al Presidente Fugatti, l’Assessore Tonina e la Giunta Provinciale che hanno già riconosciuto, attraverso i precedenti protocolli d’intesa e accordi sottoscritti, la necessità di valorizzare il personale del comparto sanitario pubblico, chiediamo che si proceda innanzitutto a completare il percorso di armonizzazione economica e ulteriori investimenti che devono riguardare anche i percorsi di carriera. La sanità moderna non può continuare a immaginare professionisti fermi per anni nella stessa posizione, senza prospettive di crescita. Servono carriere vere, finanziate, trasparenti e accessibili.
Anche il welfare aziendale non è un dettaglio, parlare di attrattività senza affrontare le criticità su, trasporti, casa, buoni pasto, parcheggi, asili nido e conciliazione vita-lavoro significa non guardare la realtà. Il costo della vita in Trentino pesa, sui giovani e le famiglie, su chi arriva da fuori provincia. Servono foresterie per il personale sanitario, affitti a canone agevolato, forme di cohousing dedicate e strumenti concreti per facilitare l’insediamento di chi sceglie di lavorare nel servizio sanitario provinciale.
Per questo rivolgiamo un appello forte a tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza affinché l’assestamento di bilancio sia un momento di responsabilità. La sanitàpubblica trentina va difesa adesso, con atti concreti e risorse reali, senza personale, senza carriere e senza valorizzazione, il conto non lo pagheranno solo i professionisti sanitari. Lo pagheranno i cittadini.
Fabio Lavagnino, Antonella Genetin, Daniele Costa – Coordinamento Nursing up Trento
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