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Contratti scaduti da oltre dieci anni, salari fermi e il silenzio delle istituzioni. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL lanciano l’allarme: “Situazione inaccettabile, a rischio la tenuta dei servizi per i cittadini”.
BOLOGNA – La pazienza dei lavoratori della sanità privata e delle RSA è ufficialmente esaurita. Nonostante l’incontro al Ministero della Salute dello scorso dicembre, il tavolo di confronto per il rinnovo dei contratti non è mai partito. Una paralisi che ha spinto i sindacati di categoria — FP CGIL, CISL FP e UIL FPL — a proclamare lo stato di agitazione nazionale.
I numeri della crisi in Emilia-Romagna.
Nella nostra regione, la protesta tocca da vicino 9.000 professionisti operanti in oltre 40 strutture sanitarie e residenziali accreditate. Si tratta di infermieri, OSS e personale amministrativo che, nonostante l’adesione massiccia allo sciopero del 22 maggio 2025 sotto la sede della Regione, si ritrovano ancora oggi senza risposte.
“Parliamo di lavoratrici e lavoratori con contratti scaduti da 8 e addirittura 13 anni,” denunciano i segretari regionali M. Bonaccini, S. Franceschelli e P. Palmarini. “Persone che garantiscono ogni giorno un servizio pubblico essenziale ai più fragili, senza alcuna prospettiva di rivalutazione salariale.”
Il nodo dell’Accreditamento e il “rischio d’impresa”.
Il cuore della polemica sindacale punta dritto alle associazioni datoriali Aiop e Aris. Secondo i sindacati, le imprese non possono usare i lavoratori come “ostaggi” o leva di pressione politica per ottenere aumenti tariffari dalla Regione.
Le richieste dei sindacati sono chiare:
- Responsabilità datoriale: Aiop e Aris devono assumersi il rischio d’impresa e aprire il tavolo dei rinnovi indipendentemente dall’aggiornamento delle tariffe.
- Vincolo di Accreditamento: Il rinnovo dei contratti collettivi deve diventare un requisito imprescindibile per ottenere e mantenere l’accreditamento istituzionale.
- Qualità dei servizi: La fuga di personale dal settore, causata da stipendi non dignitosi, mette seriamente a rischio lo standard assistenziale per i cittadini emiliano-romagnoli.
Indicatori della crisi nel settore RSA e Sanità Privata.
| Criticità | Dettaglio |
| Anzianità contrattuale | Contratti fermi da 8-13 anni |
| Lavoratori coinvolti (ER) | Circa 9.000 unità |
| Strutture interessate | Oltre 40 centri accreditati |
| Obiettivo Sindacale | Adeguamento salariale e normativo immediato |
Verso la mobilitazione: ispezioni e sopralluoghi.
L’agitazione non si fermerà ai comunicati stampa. I sindacati hanno annunciato l’invio di richieste formali di sopralluogo agli organi competenti. L’obiettivo è verificare il rispetto rigoroso dei parametri previsti dall’accreditamento, sia in termini di numero di personale che di standard qualitativi delle strutture.
Se il silenzio delle istituzioni e delle controparti datoriali dovesse continuare, sono già al vaglio ulteriori iniziative di mobilitazione per dare voce a un comparto che cura la comunità, ma che si sente abbandonato da troppo tempo.
Un commento sulla situazione.
Questa vicenda solleva un interrogativo cruciale per il futuro del welfare regionale: quanto può restare attrattivo un settore fondamentale come quello sociosanitario se chi vi lavora percepisce stipendi fermi al decennio scorso? La crisi di vocazioni e la fuga dei professionisti verso il pubblico o l’estero sono la conseguenza diretta di questa “miopia” contrattuale.
Resta sintonizzato per aggiornamenti sulle prossime date di mobilitazione.
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