Una petizione nazionale per chiedere il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle RSA accreditate ARIS e AIOP. È l’iniziativa promossa sulla piattaforma Change.org da Daniele Tornabene, che punta a richiamare l’attenzione di Governo, Regioni e associazioni datoriali sulla situazione contrattuale ed economica di migliaia di professionisti sanitari.
A poco più di un mese dal lancio, la raccolta firme ha già superato le 380 adesioni verificate, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente quota 500 e proseguire nella mobilitazione.
Infermieri, OSS e professionisti sanitari chiedono pari dignità
La petizione è indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, ai Presidenti delle Regioni e ai vertici nazionali di ARIS e AIOP.
Secondo i promotori, infermieri, operatori socio-sanitari (OSS), tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione, personale amministrativo e ausiliario che operano negli ospedali privati, nelle cliniche convenzionate e nelle RSA garantiscono ogni giorno prestazioni essenziali per conto del Servizio Sanitario Nazionale, ma continuano a lavorare con contratti collettivi non rinnovati da molti anni.
Il messaggio è chiaro: “Basta lavoratori di serie B”, perché chi assicura le stesse cure ai cittadini dovrebbe poter contare sugli stessi diritti e su un trattamento economico adeguato.
Contratti fermi da anni
Tra le principali criticità evidenziate dalla petizione figura il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali.
Secondo quanto riportato dai promotori:
- il CCNL della Sanità Privata sarebbe scaduto da circa otto anni;
- il CCNL delle RSA e delle Case di Cura risulterebbe fermo da circa quattordici anni.
Una situazione che, secondo i firmatari, ha determinato un progressivo aumento del divario retributivo rispetto ai lavoratori della sanità pubblica.
“Fino a 500 euro al mese in meno”
Uno dei punti più significativi della petizione riguarda il differenziale economico tra dipendenti pubblici e privati.
Secondo i promotori, un professionista della sanità privata potrebbe percepire fino a 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del Servizio Sanitario Nazionale che svolge le medesime mansioni.
A questo si aggiungono gli effetti dell’inflazione, dell’aumento del costo della vita e della cronica carenza di personale, che spesso si traduce in turni più pesanti e maggiore pressione lavorativa.
Le richieste rivolte a Governo e Regioni
Attraverso la raccolta firme vengono avanzate richieste precise alle istituzioni.
Tra queste:
- vincolare l’erogazione dei fondi pubblici e il mantenimento dell’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale all’applicazione di contratti collettivi regolarmente rinnovati;
- introdurre lo stesso principio nei sistemi regionali di accreditamento;
- collegare eventuali incrementi delle tariffe riconosciute alle strutture private a un reale aumento delle retribuzioni del personale.
L’obiettivo è garantire che le risorse pubbliche destinate alle strutture convenzionate contribuiscano anche alla valorizzazione dei lavoratori.
L’appello ad ARIS e AIOP
La petizione rivolge un invito diretto anche alle associazioni datoriali ARIS e AIOP affinché procedano alla firma dei rinnovi contrattuali.
Secondo i promotori, il principio da rispettare è semplice: “A parità di lavoro devono corrispondere parità di salario e di diritti”.
Una richiesta che punta a ridurre le differenze tra chi opera nella sanità pubblica e chi garantisce gli stessi servizi assistenziali nelle strutture private accreditate.
Una vertenza che riguarda migliaia di lavoratori
Il rinnovo dei contratti della sanità privata rappresenta da tempo una delle principali questioni aperte del settore. Infermieri, OSS, fisioterapisti, tecnici sanitari e numerose altre figure professionali chiedono un adeguamento economico e normativo che valorizzi il loro lavoro e contribuisca a rendere più attrattivo il comparto.
Con il crescere delle adesioni, la petizione punta a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni e delle parti sociali, nella prospettiva che il confronto tra Governo, Regioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali possa portare a un accordo condiviso. Per i promotori, un rinnovo contrattuale rappresenterebbe un passo importante verso il riconoscimento del ruolo svolto ogni giorno dai professionisti della sanità privata e delle RSA, con possibili benefici sia per i lavoratori sia per la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
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