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L’11 novembre 2025 segna un importante passo avanti nella vertenza dei lavoratori della sanità privata italiana. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl esprimono soddisfazione per il recente incontro al Ministero della Salute, ma sottolineano l’urgenza di garantire risposte concrete e tempi certi sul rinnovo contrattuale.

Sono oltre 250.000 le persone impegnate quotidianamente nelle strutture ospedaliere e socio-assistenziali private, un settore spesso sottovalutato ma che eroga, a tutti gli effetti, un servizio essenziale alla popolazione.

Per questi lavoratori, il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) è fermo da più di otto anni, con pesanti conseguenze sul potere d’acquisto e sulle condizioni contrattuali.

I Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, rispettivamente Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, hanno evidenziato nelle loro dichiarazioni che “il tempo non è una variabile indipendente”: è necessario un impegno rapido e deciso per sbloccare la situazione e riconoscere adeguamenti sia normativi che economici, in linea con il ruolo delicato e pubblico che questi lavoratori svolgono.
Un punto chiave della richiesta sindacale riguarda l’inserimento, nel disegno di legge di Bilancio, di un vincolo di condizionalità per l’applicazione del CCNL firmato dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, in rapporto all’adeguamento delle tariffe DRG (Diagnosis Related Groups), un sistema che determina il rimborso delle prestazioni ospedaliere.Inoltre, è stato confermato un nuovo tavolo di confronto per il 25 novembre, con la presenza della Conferenza delle Regioni, dedicato a definire le modalità di accreditamento che permettano di collegare l’erogazione dei servizi al rinnovo contrattuale, migliorando così le condizioni di lavoro e i diritti dei dipendenti.
Parallelamente, il Ministero della Salute ha assicurato l’apertura di un tavolo con il Ministero del Lavoro per affrontare la lunga vertenza sui rinnovi contrattuali delle RSA, un settore critico dove il blocco dura da oltre 13 anni.
Gli operatori delle residenze sanitarie assistenziali, che assistono le persone più fragili, meritano anch’essi un pieno riconoscimento economico e normativo.
La mobilitazione sindacale prosegue quindi concentrata su questi temi centrali, auspicando che dal dialogo istituzionale escano soluzioni concrete e tempestive per garantire dignità, sicurezza e giusta retribuzione a tutto il personale della sanità privata, elemento fondamentale dell’intero sistema sanitario nazionale.

