Il sindacato denuncia lo stallo delle relazioni con la Direzione strategica e chiede risposte su assunzioni, concorsi, stabilizzazioni, produttività, DEP e fondi contrattuali. Nel mirino anche le criticità dell’assistenza in diversi presidi, dal Pronto Soccorso di Copertino alla Radiologia di Gallipoli.
La tensione torna a salire nella sanità salentina. La Fials ha proclamato lo stato di agitazione del personale dell’Asl Lecce, portando al centro del confronto una serie di questioni che, secondo il sindacato, da tempo attendono risposte concrete.
Al centro della contestazione ci sono soprattutto le relazioni sindacali, definite ormai in una situazione di sostanziale stallo, ma anche le problematiche legate agli organici, all’organizzazione dell’assistenza e alla gestione delle risorse economiche destinate ai lavoratori.
Per la Fials, l’Asl Lecce sarebbe «al palo» su numerosi dossier considerati strategici: dai DEP 2025 e 2026 alla produttività 2025, passando per il Piano triennale del fabbisogno di personale, i fondi contrattuali, le stabilizzazioni e le procedure di mobilità.
Assunzioni, infermieri e OSS: il nodo più delicato.
Una delle questioni che maggiormente preoccupa il sindacato riguarda il personale sanitario presente nelle graduatorie concorsuali, e in particolare alcuni infermieri che sarebbero già stati convocati dall’azienda sanitaria.
Secondo quanto denunciato dalla Fials, alcuni professionisti avrebbero completato l’iter previsto, compresa la visita medica, e sarebbero stati anche assegnati alle strutture e ai reparti di destinazione.
Sulla base delle indicazioni ricevute, alcuni avrebbero quindi lasciato il precedente posto di lavoro, confidando nell’assunzione presso l’Asl Lecce e nella presa di servizio prevista entro il 15 giugno.
Successivamente, però, il quadro sarebbe cambiato con il blocco delle assunzioni, lasciando alcuni degli interessati nella difficile condizione di aver rinunciato al precedente impiego senza poter iniziare quello per il quale erano stati convocati.
Una situazione che, per il sindacato, non può essere sottovalutata.
La Fials chiede quindi di superare il blocco delle assunzioni, procedere alla conclusione delle procedure concorsuali per infermieri e OSS, accelerare sulle stabilizzazioni e sbloccare le procedure di mobilità.
Le criticità dell’assistenza nei presidi.
La vertenza non riguarda, tuttavia, soltanto gli aspetti occupazionali ed economici.
La Fials richiama anche una serie di criticità organizzative e assistenziali che interesserebbero diversi servizi dell’Asl Lecce.
Tra le situazioni segnalate figurano quelle del Pronto Soccorso di Copertino e della Radiologia di Gallipoli, considerate dal sindacato indicative di una più generale difficoltà nel garantire un’organizzazione adeguata dei servizi e degli organici.
Il tema è particolarmente delicato perché le carenze di personale e le difficoltà organizzative finiscono inevitabilmente per ripercuotersi sia sui professionisti, chiamati a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti, sia sui cittadini che usufruiscono dei servizi sanitari.
DEP, produttività e fondi contrattuali.
Sul tavolo della vertenza ci sono anche questioni strettamente economiche.
La Fials sollecita risposte sui DEP 2025 e 2026, sulla produttività relativa al 2025 e sulla gestione dei fondi contrattuali.
Si tratta di materie che incidono direttamente sul riconoscimento economico e professionale del personale e che, proprio per questo, rappresentano da tempo uno dei principali terreni di confronto tra organizzazioni sindacali e aziende sanitarie.
Secondo la Fials, non sarebbe più sufficiente rinviare le discussioni: servirebbero tempi certi, impegni verificabili e un calendario preciso degli incontri.
La diffida alla Direzione strategica.
Il sindacato ha quindi deciso di alzare il livello della mobilitazione.
Alla Direzione strategica dell’Asl Lecce è stata rivolta una vera e propria diffida: entro una settimana dovrà essere predisposto un cronoprogramma del confronto capace di affrontare le numerose questioni ancora aperte.
In assenza di risposte concrete, la Fials annuncia nuove iniziative.
Tra queste, il possibile ricorso per comportamento antisindacale e ulteriori forme di mobilitazione del personale.
La vertenza entra in una fase decisiva.
Lo stato di agitazione proclamato dalla Fials rappresenta dunque un nuovo passaggio nella vertenza sulla sanità leccese.
Da una parte ci sono le richieste del sindacato: assunzioni, conclusione dei concorsi, stabilizzazioni, mobilità, riconoscimento delle competenze economiche, confronto sui fondi e maggiore attenzione alle criticità dei servizi.
Dall’altra, la Direzione strategica dell’Asl Lecce è chiamata a fornire risposte e soprattutto a indicare tempi e modalità per affrontare concretamente i problemi denunciati.
La questione degli infermieri rimasti senza lavoro dopo aver lasciato il precedente impiego rende inoltre particolarmente delicato il capitolo delle assunzioni.
Per la Fials, insomma, la situazione non è più rinviabile. La richiesta è quella di passare dalle interlocuzioni agli atti concreti. E se entro i termini indicati non arriverà un cronoprogramma condiviso, la vertenza potrebbe trasformarsi in una nuova fase di mobilitazione del personale della sanità leccese.
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