Turni logoranti, reparti sguarniti e ambulanze d’emergenza senza medici a bordo. È il quadro drammatico della sanità molisana denunciato con forza dall’Ordine degli Infermieri di Campobasso-Isernia (VIDEO). Riuniti a Ripalimosani per rendere omaggio ai colleghi andati in pensione, i professionisti della salute hanno acceso i riflettori su una crisi strutturale che, con l’arrivo dell’estate, rischia di trasformarsi in un vero e proprio collasso assistenziale.
La richiesta alle istituzioni è chiara: rivedere immediatamente i tagli e investire sul personale che garantisce la sopravvivenza dei presidi ospedalieri e territoriali.
Emergenza 118: in prima linea senza medici.
A rendere tangibile la gravità della situazione è la testimonianza di chi vive la trincea della sanità ogni giorno, come Walter Cordone, infermiere del 118 attivo a bordo delle ambulanze che coprono i comuni di Santa Croce di Magliano, Bonefro, San Giuliano di Puglia e Colletorto.
In queste zone dell’entroterra, gli infermieri si trovano sempre più spesso a operare su mezzi di soccorso demedicalizzati (privi di medico a bordo). Una responsabilità enorme, amplificata dalle criticità geografiche della regione:
- Collegamenti stradali arretrati: le infrastrutture carenti tra i paesi dell’entroterra e i centri più popolosi rallentano i tempi di percorrenza.
- Isolamento dei piccoli comuni: raggiungere tempestivamente gli ospedali di riferimento dal Basso Molise o dalla costa diventa una corsa contro il tempo.
Tra tagli strutturali e la scure dell’estate.
La pressione sul personale infermieristico è destinata ad aumentare verticalmente nelle prossime settimane. Da un lato c’è l’imminente stagione estiva, che vede la popolazione del litorale adriatico e delle città balneari come Termoli raddoppiare; dall’altro, pesano le recenti e discusse decisioni di ridimensionamento della rete ospedaliera:
- Lo stop al reparto di Emodinamica del “San Timoteo” di Termoli.
- La chiusura del Punto nascite del “Veneziale” di Isernia.
“La carenza di organico nei pronto soccorso, nei reparti e nell’assistenza domiciliare è un problema cronico”, ha sottolineato la presidente dell’Ordine di Campobasso-Isernia, Mariacristina Magnocavallo, evidenziando come i carichi di lavoro siano diventati ormai insostenibili per chi resta in servizio.
Il nodo del ricambio generazionale.
L’evento di Ripalimosani, nato per salutare il personale giunto al pensionamento, ha finito per evidenziare il vero paradosso della sanità molisana: a fronte di decine di professionisti che lasciano il servizio per limiti di età, le assunzioni procedono a rilento, bloccate da logiche di bilancio che non tengono conto del reale fabbisogno dei cittadini.
Senza un piano straordinario di reclutamento e una netta inversione di tendenza sui tagli ai servizi essenziali, il diritto alla salute in Molise rischia di diventare un privilegio legato al codice postale.
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