La Lombardia si conferma il principale hub italiano per il reclutamento di personale sanitario straniero. Secondo i dati di Openjobmetis, il 50% delle assunzioni nazionali di medici e infermieri extra-UE si concentra nel territorio lombardo per contrastare la carenza di organico.
La carenza di personale sanitario in Europa è stata definita dall’OMS come una vera e propria “bomba a orologeria”. In Italia, la risposta a questa emergenza sta arrivando dall’estero, con la Lombardia in prima linea: negli ultimi tre anni, una su due attivazioni di professionisti sanitari stranieri è avvenuta proprio in questa regione.
La mappa delle assunzioni: la Lombardia guida la classifica.
Dietro il primato lombardo (50%), troviamo il Piemonte con il 19% e la Sardegna con il 10%. Seguono il Veneto (8%) e la Calabria (5%), che si distingue come la prima regione del Sud per nuovi inserimenti.
Sebbene la maggior parte dei nuovi assunti sia composta da infermieri (56%), le procedure di ingresso riguardano un ventaglio ampio di figure, tra cui medici, fisioterapisti e tecnici radiologi, destinati a ospedali pubblici, cliniche private e RSA.
I paesi d’origine: chi sono i nuovi professionisti?
I flussi migratori qualificati provengono principalmente da tre nazioni:
- Tunisia: 30% dei reclutati
- India: 25%
- Paraguay: 15%
L’identikit del professionista tipo: si tratta principalmente di donne tra i 25 e i 38 anni, con circa cinque anni di esperienza e, nella maggior parte dei casi (70%), con figli al seguito. A spingerle verso l’Italia sono gli standard clinici elevati e compensi decisamente superiori rispetto ai paesi d’origine.
Formazione e integrazione: un modello che funziona.
Il successo dell’inserimento non dipende solo dal reclutamento, ma da un percorso di integrazione strutturato. Prima di entrare in corsia, i professionisti affrontano:
- Il riconoscimento del titolo di studio.
- Corsi intensivi di lingua italiana professionale.
- Un mese di formazione on the job per allinearsi alle prassi locali.
I dati dimostrano che questo modello favorisce la stabilità: la maggior parte dei professionisti decide di rimanere in Italia anche dopo i primi due anni, radicandosi nel tessuto sociale e sanitario nazionale.
Il futuro del reclutamento: formazione direttamente “in loco”.
Le società di selezione, come la divisione International Recruitment di Openjobmetis, stanno già guardando a nuovi mercati come El Salvador e l’Africa Centrale.
Grazie a programmi come “Learn To Italy” e all’utilizzo dell’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione, è oggi possibile formare i lavoratori direttamente nel loro paese d’origine. Questo permette ai professionisti di arrivare in Italia già pronti sul fronte linguistico e della sicurezza sul lavoro, accelerando i tempi di inserimento e riducendo il peso burocratico per le aziende sanitarie.
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