Un recente report del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) scatta una fotografia impietosa del Servizio Sanitario Nazionale nel 2023: se i medici riescono a mantenere retribuzioni in linea o superiori alla media nazionale, il “comparto” (infermieri e operatori socio-sanitari) arranca, con buste paga che spesso non riflettono l’alto livello delle prestazioni offerte.
Il caso Veneto: eccellenza nei servizi, meno negli stipendi.
In Veneto si registra un netto contrasto. Mentre la retribuzione media dei dirigenti medici si attesta a 87.569 euro, superando leggermente la media nazionale (86.998 euro), la situazione cambia drasticamente per il personale del comparto.
Gli infermieri e gli OSS veneti guadagnano mediamente 32.736 euro l’anno, posizionandosi al di sotto della media italiana di 33.454 euro. Un dato che stride con l’eccellenza sanitaria riconosciuta alla regione e che solleva interrogativi sulla capacità di attrarre e trattenere nuovi professionisti.
L’indennità accessoria: la variabile che premia il Sud.
Il report evidenzia come a fare la differenza siano spesso le indennità accessorie (straordinari, turni notturni, festivi, premialità). Sorprendentemente, regioni come il Molise e la Sicilia superano il Veneto proprio grazie a queste voci:
- Sicilia: vanta un’indennità accessoria media di 5.439 euro.
- Molise: l’accessorio tocca i 4.076 euro.
- Veneto: si ferma a una media di 4.140 euro per il comparto.
La fuga dalla professione: un problema di attrattività.
Le sigle sindacali, tra cui la Uil, lanciano l’allarme: “Alla qualità del lavoro non corrisponde una busta paga adeguata”. Il rischio è che la professione infermieristica perda definitivamente appeal tra i giovani, aggravando la carenza di personale che già costringe le strutture a turni incessanti.
I numeri della disparità (Dati MEF 2023):
| Ruolo | Media Nazionale | Media Veneto | Top Regionale (Bolzano) |
|---|---|---|---|
| Dirigenti (Medici) | 86.998 € | 87.569 € | 142.448 € |
| Comparto (Infermieri/OSS) | 33.454 € | 32.736 € | 46.243 € |
Il divario territoriale e professionale è evidente. Se l’autonomia di province come Bolzano permette stipendi quasi doppi rispetto al resto d’Italia, nelle altre regioni la partita si gioca sui contratti integrativi e sulle indennità. Senza un adeguamento concreto, il sistema sanitario rischia di perdere i suoi pilastri fondamentali.
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