Infermieri di Famiglia e Comunità, UGL Salute: «Servono riconoscimento e valorizzazione. Le Case della Comunità senza professionisti rischiano di restare scatole vuote»
Giuliano: «Non bastano le infrastrutture. Occorrono risorse umane, percorsi di carriera e un adeguato inquadramento contrattuale per gli IFoC»
ROMA – Le Case della Comunità sono chiamate a diventare il cuore pulsante della nuova sanità territoriale italiana, ma senza professionisti adeguatamente valorizzati il rischio è quello di trasformare una delle riforme più ambiziose degli ultimi decenni in un’occasione mancata. A lanciare l’allarme è l’UGL Salute, che richiama l’attenzione sulle criticità ancora aperte riguardanti il ruolo e l’inquadramento degli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFoC), figure considerate strategiche per il successo del nuovo modello assistenziale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
«Le Case della Comunità rappresentano uno dei pilastri della riorganizzazione della sanità territoriale italiana, ma non possono essere considerate un traguardo raggiunto se non vengono garantite le professionalità necessarie al loro funzionamento», dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale dell’UGL Salute.
Il rischio di strutture prive di personale
L’obiettivo fissato dal PNRR è quello di rafforzare l’assistenza di prossimità attraverso una rete capillare di strutture territoriali in grado di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, soprattutto dei pazienti cronici e delle persone più fragili.
Tuttavia, secondo il sindacato, la realizzazione delle opere infrastrutturali non può rappresentare l’unico indicatore di successo della riforma.
«Il rischio concreto – sottolinea Giuliano – è quello di inaugurare strutture prive delle risorse umane indispensabili per assicurare ai cittadini servizi efficienti, continuità assistenziale e una reale presa in carico dei bisogni di salute».
Una preoccupazione condivisa da numerosi operatori del settore, che da tempo evidenziano come il potenziamento della medicina territoriale debba necessariamente accompagnarsi a investimenti sul capitale umano.
Gli Infermieri di Famiglia e Comunità: una figura strategica
L’Infermiere di Famiglia e Comunità è stato individuato come uno dei protagonisti del nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal Decreto Ministeriale 77 del 2022.
Si tratta di professionisti chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione, nell’educazione sanitaria, nel monitoraggio delle patologie croniche e nella continuità delle cure tra ospedale e territorio.
La loro attività si sviluppa a stretto contatto con i cittadini, spesso direttamente al domicilio, favorendo la presa in carico globale della persona e contribuendo a ridurre ricoveri evitabili e accessi impropri ai pronto soccorso.
Per l’UGL Salute, proprio l’importanza strategica di queste funzioni rende ormai improcrastinabile un intervento normativo e contrattuale capace di definirne con precisione il profilo professionale.
«Serve chiarezza su competenze e responsabilità»
Secondo il sindacato, persistono ancora troppe incertezze che rischiano di limitarne la piena valorizzazione.
«Non è più rinviabile un intervento che definisca con chiarezza competenze, responsabilità, percorsi formativi e modalità di inquadramento di questi professionisti», prosegue Giuliano.
L’UGL Salute sottolinea come gli infermieri impegnati sul territorio svolgano funzioni altamente specialistiche e rappresentino un punto di riferimento essenziale soprattutto per gli anziani, i pazienti cronici e le persone fragili.
«È necessario che a tale responsabilità corrisponda un adeguato riconoscimento professionale ed economico», evidenzia il segretario nazionale del sindacato.
Il rinnovo del contratto come occasione decisiva
L’attenzione si sposta ora sul confronto aperto per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del comparto sanità.
Per l’UGL Salute, il tavolo negoziale rappresenta un’opportunità concreta per superare le attuali ambiguità e introdurre strumenti di valorizzazione degli Infermieri di Famiglia e Comunità.
L’obiettivo è costruire percorsi di carriera coerenti con le competenze richieste e con le responsabilità effettivamente esercitate, evitando che una figura ritenuta centrale per il futuro della sanità territoriale rimanga priva di un adeguato riconoscimento.
Una questione che riguarda non soltanto le legittime aspettative professionali degli infermieri, ma anche la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di rispondere ai cambiamenti demografici ed epidemiologici in atto.
Un Paese che invecchia ha bisogno di assistenza di prossimità
L’Italia è uno dei Paesi più anziani d’Europa e registra un costante aumento delle patologie croniche e della multimorbilità.
In questo contesto, la presa in carico continuativa dei pazienti sul territorio diventa una priorità strategica per garantire sostenibilità al sistema sanitario e qualità delle cure.
Gli Infermieri di Famiglia e Comunità rappresentano una delle risposte più efficaci a questa trasformazione, grazie alla loro capacità di intercettare precocemente i bisogni assistenziali, promuovere la prevenzione e coordinare gli interventi all’interno della rete dei servizi.
«Investire sugli infermieri significa investire sul futuro del SSN»
Il messaggio finale dell’UGL Salute è chiaro: la riforma della sanità territoriale non può essere costruita esclusivamente attraverso nuovi edifici e investimenti infrastrutturali.
«Investire sugli Infermieri di Famiglia e Comunità significa investire sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale», conclude Gianluca Giuliano.
«La sanità territoriale non può essere costruita esclusivamente attraverso opere infrastrutturali: servono professionisti motivati, adeguatamente formati e riconosciuti. L’UGL Salute continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare il ruolo degli infermieri e a garantire ai cittadini un’assistenza capillare, moderna ed efficace».
La vera sfida dei prossimi anni, dunque, non sarà soltanto inaugurare nuove Case della Comunità, ma riempirle di competenze, professionalità e risorse umane capaci di trasformare la prossimità delle cure in un diritto realmente esigibile per tutti i cittadini.
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