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12 Dic 2025, Ven

Sanità, Giuliano (UGL): “Sentenza della Cassazione su turni massacranti è una vittoria di civiltà. Ora basta con l’abuso”.

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La sentenza n. 26923/2025 della Corte di Cassazione rappresenta una svolta storica nel riconoscimento dei diritti dei professionisti della sanità, sancendo la responsabilità di un’azienda sanitaria per la morte di un anestesista colpito da infarto dopo quasi sedici ore consecutive di lavoro La sentenza n. 26923/2025 della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto la responsabilità di un’azienda sanitaria per la morte di un anestesista colpito da infarto dopo quasi sedici ore consecutive di lavoro, rappresenta un punto di svolta nel riconoscimento dei diritti e della dignità dei professionisti della sanità. È una vittoria di civiltà, un atto di giustizia e verità che non può restare isolato. Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, ha definito questo provvedimento una vittoria di civiltà e una “sentenza storica”.

Questa decisione sottolinea un principio fondamentale: una volta accertato il nesso causale tra stress lavorativo derivante da turni massacranti e danno alla salute, spetta al datore di lavoro dimostrare di aver adottato tutte le misure preventive previste dall’articolo 2087 del Codice Civile. In casi come questo, dunque, il datore di lavoro può essere chiamato a risarcire il danno qualora non dimostri adeguate misure di prevenzione e tutela.

La sentenza mette l’accento sull’insostenibilità dei turni estenuanti che medici, infermieri e operatori sanitari sono costretti a svolgere per sopperire alle carenze di organico e a un’organizzazione del lavoro spesso disumana. Giuliano ha sottolineato che “non si può più morire di lavoro, tantomeno in corsia” e che la sicurezza dei pazienti passa anche dalla tutela della salute di chi li cura.

Inoltre, la UGL Salute chiede alle istituzioni una piena applicazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, affinché nessun lavoratore sanitario sia lasciato solo di fronte a un sistema che chiede troppo e restituisce troppo poco. È un monito chiaro a garantire turni sostenibili, organici adeguati e una reale prevenzione dello stress lavoro-correlato.

Questa sentenza non rappresenta solo un punto d’arrivo, ma un forte segnale per il futuro della sanità e dei suoi professionisti: la tutela della salute di medici, infermieri e operatori sanitari deve diventare una priorità strutturale e non più un’eccezione “Questa sentenza non è solo un punto d’arrivo, ma un monito: nessun lavoratore deve più essere lasciato solo davanti all’usura di un sistema che chiede troppo e restituisce troppo poco”.

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