Alfredo Sepe FIALS
«Meno autocelebrazioni e più risposte su liste d’attesa, personale e servizi. Far quadrare i bilanci aumentando tasse e ticket non significa aver risolto i problemi della sanità.»
Bologna – I conti migliorano, ma la domanda che l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi deve porsi è molto semplice: a quale prezzo per cittadini e lavoratori?
Il disavanzo delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna è passato dai circa 194 milioni di euro del 2024 ai 54 milioni del 2025. Un miglioramento che nessuno nega.
Ma trasformare questo dato in una celebrazione del modello sanitario regionale significa raccontare soltanto una parte della realtà.
Per sostenere il sistema, infatti, la Regione ha scelto di aumentare le entrate: addizionale regionale Irpef sui redditi superiori a 28 mila euro, ticket farmaceutici, maggiorazione IRAP dal 2026 e aumento del 10% del bollo auto.
E allora chiediamo all’assessore Fabi:
è davvero un successo riequilibrare i conti quando una parte del conto viene trasferita direttamente sulle tasche degli emiliano-romagnoli?
Il cittadino non giudica la sanità leggendo un bilancio.
La giudica quando prova a prenotare una visita specialistica.
La giudica quando aspetta mesi per un esame diagnostico.
La giudica quando entra in un pronto soccorso sovraffollato.
E soprattutto la giudicano ogni giorno infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e professionisti sanitari, chiamati a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti, carenze di organico, ferie difficili da programmare e continue riorganizzazioni.
All’assessore Fabi diciamo quindi con chiarezza: il pareggio contabile non può diventare l’alibi dietro cui nascondere le criticità reali del sistema.
Se il bilancio 2026 arriverà davvero al pareggio, ne saremo soddisfatti. Ma vogliamo sapere contemporaneamente:
- quanti professionisti verranno realmente assunti;
- quanto diminuiranno concretamente le liste d’attesa;
- come verranno rafforzati pronto soccorso e servizi territoriali;
- quali risorse aggiuntive saranno destinate al personale;
- quali servizi saranno potenziati e quali, invece, rischiano ridimensionamenti.
Perché un bilancio in pareggio con professionisti esausti e cittadini che aspettano mesi non rappresenterebbe una vittoria.
FIALS riconosce anche il problema del sottofinanziamento nazionale del Servizio sanitario e ritiene necessario che il Governo aumenti strutturalmente le risorse destinate alla sanità pubblica.
Ma il sottofinanziamento nazionale non può diventare una risposta buona per ogni domanda né cancellare le responsabilità delle scelte regionali.
L’Emilia-Romagna ha sempre rivendicato di possedere uno dei migliori sistemi sanitari italiani. Proprio per questo deve avere il coraggio di misurarsi con standard più alti.
Assessore Fabi, meno conferenze stampa sui conti e più risultati verificabili negli ospedali e nei territori.
La vera sanità non è quella dei comunicati.
È quella che cittadini e lavoratori incontrano ogni giorno nelle corsie.
Alfredo Sepe, FIALS Emilia-Romagna
327 778 6561
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