Condividi contenuto
Aumentare gli stipendi di medici e infermieri che operano nelle strutture sanitarie delle aree di confine italiane per rafforzare la sanità pubblica e rendere più attraenti queste professioni: è questo l’obiettivo di una proposta discussa in un recente incontro tra la Regione Lombardia e le associazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Per raggiungere questo scopo, si prevede di utilizzare un “contributo di solidarietà” da parte dei cosiddetti “vecchi pendolari” .
Il contributo dei frontalieri.
Il piano prevede l’applicazione di un contributo del 3% della paga netta dei frontalieri, ovvero la percentuale minima prevista dalla legge . Questa misura riguarda in particolare gli oltre 80.000 “vecchi frontalieri”, cioè coloro che lavoravano in Svizzera prima del nuovo Accordo fiscale entrato in vigore nel luglio 2023 . È fondamentale sottolineare che questi lavoratori, pur usufruendo dei servizi del sistema sanitario regionale italiano, attualmente non vi contribuiscono economicamente . L’assessore regionale ai Rapporti con la Confederazione Elvetica, Massimo Sertori, ha ribadito l’intenzione di applicare questa percentuale minima .
Contesto e obiettivi.
L’idea di tassare i lavoratori frontalieri per finanziare il personale sanitario italiano nasce dall’esigenza di frenare la “fuga di cervelli” verso la Svizzera, dove gli stipendi sono significativamente più alti . La Legge di Bilancio 2024 (e successive bozze per il 2025) ha già introdotto una novità in tal senso, prevedendo un’imposta annuale a carico dei frontalieri che potrebbe variare tra il 3% e il 6% del reddito netto annuo, con l’aliquota definitiva decisa dalle singole Regioni, soprattutto Lombardia e Piemonte .
Le entrate generate da questo contributo potrebbero toccare i 110 milioni di euro a livello nazionale . Il ricavato complessivo è destinato al sostegno del servizio sanitario delle aree di confine e prioritariamente a beneficio del personale medico e infermieristico, come trattamento accessorio, in misura non superiore al 20% dello stipendio tabellare lordo . Si stima che questo “bonus frontiera” potrebbe tradursi in un aumento mensile fino a 750 euro in busta paga per medici e infermieri .
Prossimi passi.
Durante l’incontro a Palazzo Pirelli, è stata avanzata anche la proposta di studiare un sistema di welfare territoriale che possa rispondere a specifiche esigenze dei lavoratori frontalieri . L’assessore Sertori ha sottolineato l’impegno a tradurre queste discussioni in azioni concrete nelle prossime settimane, con l’obiettivo di portare benefici reali al personale sanitario e al sistema sanitario regionale . La manovra, ancora al vaglio del Parlamento, punta a soddisfare una delle richieste degli ordini professionali sanitari, stremati dalla carenza di personale e dalla competizione salariale con la vicina Svizzera
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Saniari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it –LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it

