Giuseppe Mangiacotti Cisl
Carenze di organico, turni sempre più pesanti, straordinari e prestazioni aggiuntive utilizzati per garantire la continuità dei servizi. La CISL FP Foggia lancia l’allarme e chiede alla Regione Puglia e alle Aziende Sanitarie un piano straordinario di assunzioni, il completamento delle stabilizzazioni e una programmazione pluriennale degli organici.
La sanità della provincia di Foggia rischia di trovarsi davanti a una nuova emergenza: quella del personale. A lanciare l’allarme sono il segretario generale della CISL FP Foggia, Marcello Perulli, e il segretario territoriale Giuseppe Mangiacotti, che denunciano una situazione sempre più difficile nei servizi sanitari del territorio.
Secondo il sindacato, le attuali politiche di contenimento e verifica della spesa non possono tradursi in un ulteriore sacrificio per lavoratori e cittadini.
Il principio espresso dalla CISL FP è netto: il personale sanitario non può essere considerato una semplice variabile di bilancio sulla quale intervenire ogni volta che emergono difficoltà finanziarie.
Medici, infermieri, OSS, tecnici, autisti, soccorritori, amministrativi e tutti gli altri professionisti della sanità e dell’area sociosanitaria rappresentano infatti la condizione indispensabile per garantire il diritto alla salute.
Quando gli organici si riducono, sostiene il sindacato, il sistema finisce inevitabilmente per chiedere sempre di più a chi è già in servizio: più turni, più straordinari, più prestazioni aggiuntive e maggiore disponibilità personale.
Penitenziario di Foggia: forte riduzione degli infermieri.
Tra le situazioni indicate dalla CISL FP Foggia c’è quella del penitenziario di Foggia.
A fronte di una struttura indicata con una capienza di circa 364 detenuti e una presenza riferita di circa 700 persone, il sindacato segnala una significativa riduzione del personale infermieristico: dalle precedenti 12 unità si sarebbe passati a circa 4-5 infermieri.
Una situazione che, secondo la CISL FP, merita particolare attenzione anche alla luce delle segnalazioni relative alle aggressioni ai danni del personale sanitario e alla mancata presenza del medico in alcune fasce del turno notturno.
Una riduzione degli organici in un contesto complesso come quello penitenziario rischia di aumentare ulteriormente il carico di lavoro sugli operatori rimasti in servizio.
SET 118: un territorio vasto che non può permettersi organici insufficienti.
Altro capitolo particolarmente delicato è quello dell’emergenza-urgenza.
La provincia di Foggia comprende 61 Comuni, con una rete territoriale indicata dalla CISL FP in 49 postazioni 118 e 5 Postazioni Fisse Medicalizzate.
Un territorio estremamente vasto, caratterizzato da aree interne, comuni distanti tra loro e significative differenze nella distribuzione dei servizi.
Secondo il sindacato, le carenze di personale medico e infermieristico nel SET 118 rappresentano un problema che non può essere affrontato ricorrendo sistematicamente alla disponibilità degli operatori già presenti.
Nell’emergenza-urgenza, infatti, il fattore tempo è determinante. Per questo, secondo la CISL FP, non può diventare strutturale il ricorso a organici insufficienti in un settore nel quale pochi minuti possono fare la differenza.
Case della Comunità: nuovi servizi, ma con quale personale?
Un’altra questione riguarda le Case della Comunità.
La provincia di Foggia è interessata dalla programmazione di 19 strutture e, secondo il sindacato, l’attivazione dei nuovi servizi deve essere accompagnata da una verifica immediata delle effettive dotazioni organiche.
La domanda posta dalla CISL FP è sostanzialmente questa: come si possono aprire nuovi servizi territoriali senza assicurare contemporaneamente il personale necessario?
La riorganizzazione dell’assistenza prevista dai nuovi modelli territoriali richiede infatti professionisti adeguatamente formati e numericamente sufficienti, anche in relazione agli standard previsti dal D.M. 77/2022 e al ruolo degli Infermieri di Famiglia e di Comunità.
Il rischio, secondo la CISL FP, è quello di costruire nuove strutture sulla carta senza garantire le risorse umane necessarie per farle funzionare realmente.
San Severo, autisti di ambulanza dimezzati.
Tra le criticità segnalate dal sindacato c’è anche quella relativa al Presidio Ospedaliero di San Severo, dove gli autisti di ambulanza sarebbero passati da 8 a 4 unità.
Una riduzione del 50% dell’organico che, secondo la CISL FP, avrebbe inevitabili ripercussioni sulla gestione delle turnazioni e sui carichi di lavoro.
Ancora una volta, il problema individuato è lo stesso: organici insufficienti che finiscono per essere compensati attraverso un maggiore impegno del personale rimasto in servizio.
La contraddizione dello straordinario.
Per la CISL FP Foggia emerge una contraddizione che non può più essere ignorata.
Da una parte le Aziende Sanitarie denunciano o affrontano problemi di contenimento della spesa; dall’altra, per garantire la continuità assistenziale, ridurre le liste d’attesa e assicurare i servizi, si continua a ricorrere a straordinari e prestazioni aggiuntive.
Il sindacato pone quindi una serie di interrogativi.
Se gli organici sono sufficienti, perché è necessario ricorrere continuamente allo straordinario?
Se invece gli organici sono insufficienti, perché non si procede con una programmazione delle assunzioni coerente con i reali fabbisogni?
Secondo la CISL FP, lo straordinario non può diventare la risposta strutturale a una carenza strutturale di personale.
Il rischio è quello di alimentare un circolo vizioso: meno personale significa maggiori carichi di lavoro; maggiori carichi significano più stress e maggiore rischio di burnout; condizioni di lavoro più pesanti possono quindi incidere sulla qualità e sulla continuità dell’assistenza.
Concorsi e stabilizzazioni: «Non si può continuare a rimandare».
La CISL FP Foggia chiede anche di accelerare le procedure concorsuali e i percorsi di stabilizzazione.
Il sindacato sollecita una programmazione certa delle proroghe del personale a tempo determinato, così da garantire continuità occupazionale e, contemporaneamente, continuità nei servizi.
Particolare attenzione viene richiesta per gli operatori che hanno già maturato i requisiti per la stabilizzazione e per i candidati che hanno partecipato ai concorsi destinati a infermieri, OSS e alle altre figure professionali.
Per la CISL FP non è accettabile che migliaia di lavoratori rimangano per mesi o anni in una condizione di incertezza mentre le Aziende Sanitarie continuano a segnalare difficoltà nella gestione dei servizi.
I fabbisogni devono fotografare la realtà.
Il sindacato chiede che i Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale siano costruiti partendo dalle reali esigenze assistenziali.
Non basta, secondo la CISL FP, considerare esclusivamente il contenimento della spesa.
Occorre tenere conto di pensionamenti, cessazioni, assenze, nuovi modelli organizzativi, sviluppo dell’assistenza territoriale, emergenza-urgenza e standard previsti dalla normativa nazionale.
Una programmazione efficace dovrebbe quindi anticipare le criticità, anziché intervenire quando l’emergenza è già esplosa.
«Un infermiere in più non è uno spreco».
La CISL FP precisa di non essere contraria ai controlli sulla spesa pubblica né alla lotta agli sprechi.
Il punto, però, è distinguere ciò che rappresenta realmente uno spreco da ciò che costituisce un investimento indispensabile.
Per il sindacato, un infermiere in più in un reparto in sofferenza non è uno spreco. Un OSS in più non è uno spreco. Stabilizzare un professionista che già lavora nei servizi non è uno spreco. Assumere personale per ridurre il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive non è uno spreco.
Sono, al contrario, risorse necessarie per garantire la qualità dell’assistenza e, nel medio periodo, possono contribuire anche a una gestione più efficiente della spesa.
Il ragionamento è semplice: se una struttura è costretta continuamente a ricorrere allo straordinario perché non dispone di personale sufficiente, il costo complessivo del lavoro rischia di aumentare senza risolvere alla radice il problema organizzativo.
«Basta emergenze permanenti».
È proprio da qui che arriva la richiesta principale della CISL FP Foggia alla Regione Puglia e alle Aziende Sanitarie.
Basta emergenze permanenti.
Secondo il sindacato servono assunzioni adeguate ai reali fabbisogni, stabilizzazioni del personale che ha maturato i requisiti, completamento dei concorsi e una programmazione seria e pluriennale degli organici.
La CISL FP chiede inoltre un confronto trasparente con le organizzazioni sindacali, dotazioni di personale coerenti con i nuovi modelli di assistenza territoriale e condizioni di lavoro che consentano agli operatori di svolgere le proprie funzioni senza essere sottoposti a carichi insostenibili.
Eventuali misure di contenimento della spesa, secondo il sindacato, non possono trasformarsi automaticamente in un blocco generalizzato delle assunzioni, delle stabilizzazioni e delle opportunità professionali.
Il nodo politico: quale sanità per la provincia di Foggia?
La denuncia della CISL FP apre inevitabilmente una questione più ampia sul futuro della sanità foggiana.
La provincia sta attraversando una fase di profonda trasformazione organizzativa, con il potenziamento dell’assistenza territoriale, l’attivazione delle Case della Comunità e la necessità di garantire una rete di emergenza-urgenza adeguata alla vastità del territorio.
Tutto questo richiede però una risorsa fondamentale: le persone.
Strutture, tecnologie e nuovi modelli organizzativi rischiano di rimanere incompleti se non vengono accompagnati da un adeguato investimento sul personale.
La CISL FP Foggia annuncia quindi che continuerà a vigilare e a chiedere risposte concrete alla Regione Puglia e alle Aziende Sanitarie.
Perché, come sottolinea il sindacato, dietro ogni numero di bilancio ci sono lavoratori che ogni giorno tengono in piedi i servizi e cittadini che hanno diritto a ricevere cure tempestive, sicure e di qualità.
Il personale, dunque, non dovrebbe essere considerato soltanto una voce di costo.
È la condizione necessaria perché la sanità possa funzionare.
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