Non è un dibattito sindacale acceso. È un caso che rischia di trasformarsi in un vero e proprio scandalo nel sistema sanitario lombardo.
Negli ultimi giorni, all’interno dell’ASST Nord Milano, un esponente sindacale – secondo quanto ricostruito – ha pubblicato sui propri canali social contenuti gravemente offensivi nei confronti di Giulio Schettino, dirigente di Fials Milano, arrivando a toccare aspetti personali e familiari di estrema delicatezza.
Nel materiale diffuso sarebbero stati richiamati, con toni ritenuti inaccettabili, riferimenti a persone scomparse e a condizioni di disabilità, superando – secondo Fials – “ogni limite etico e umano, prima ancora che sindacale”.
Un elemento che rende la vicenda ancora più pesante riguarda la gestione successiva: i contenuti sono rimasti online per diverse ore senza essere rimossi e, nei giorni seguenti, l’autore avrebbe reagito alle critiche con ulteriori atteggiamenti provocatori.
Secondo quanto emerso, il soggetto coinvolto apparterrebbe a un sindacato confederale. Un dettaglio che, per Fials Milano, aggrava ulteriormente la situazione, “perché chi rappresenta i lavoratori dovrebbe garantire per primo rispetto e responsabilità”.
La richiesta è netta: dimissioni immediate.
“Qui non siamo più di fronte a uno scontro di idee, ma a un attacco personale costruito per colpire la dignità di una persona e dei suoi affetti più cari”, dichiara Vincenzo Chianese, vice segretario generale di Fials Milano.
“È un episodio gravissimo, che segna un livello di imbarbarimento del confronto sindacale che non può essere tollerato. Il fatto che quei contenuti siano rimasti online e che si sia persino ironizzato sulle proteste rende tutto ancora più inaccettabile. Chi si comporta così non è degno del ruolo che ricopre. Le dimissioni sono un atto dovuto”.
Fials Milano annuncia che valuterà anche ulteriori iniziative a tutela del proprio dirigente, mentre cresce l’attenzione su un episodio che rischia di aprire un fronte delicato nel sistema delle relazioni sindacali in sanità.
Il caso, infatti, va oltre il singolo episodio: quando la diffamazione diventa strumento di lotta, viene meno la credibilità dell’intero sistema di rappresentanza, in un settore – quello sanitario – già sottoposto a forti tensioni.
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