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Egr. direttore,
questo è il nostro ennesimo appello. La nostra storia è lo specchio di un fallimento delle politiche sanitarie in Sardegna e della minimizzazione di una problematica enorme, che non riguarda soltanto i fondi stanziati ma tocca direttamente l’organizzazione delle strutture, conducendo in maniera irreversibile alla mala sanità.
Siamo lavoratori che hanno garantito assistenza nei momenti più duri della pandemia e che oggi si ritrovano esclusi dalle chiamate per le stabilizzazioni esistenti, privati di graduatorie per ciascuna Asl e derubati da prospettive di futuro. La precarietà è diventata sistema, mentre reparti e cittadini pagano ogni giorno il prezzo di decisioni rinviate e promesse tradite.
– All’AOU di Cagliari la gestione delle stabilizzazioni ha assunto tratti surreali. Il dott. Cocco, tecnico della Sanità al fianco dell’assessorato, aveva garantito che avrebbe fatto chiarezza sulla situazione e, per questo, ha chiesto direttamente ai lavoratori la documentazione sulle assunzioni. Una richiesta giudicata assurda, perché quelle informazioni sono contenute in delibere pubbliche, consultabili sul sito istituzionale: atti ufficiali che un’amministrazione dovrebbe conoscere e condividere senza doverle richiedere ai precari.
Nonostante ciò, il commissario Vincenzo Serra continua a farsi negare e non risponde alle PEC con cui i lavoratori sollecitano incontri chiarificatori. Lo stesso Cocco aveva promesso un riscontro entro pochi giorni, ma quell’impegno non è mai stato mantenuto.
Negli anni passati, l’AOU ha attinto personale da diverse fonti:
la graduatoria “omnibus” emanata dall’Arnas Brotzu; la graduatoria di stabilizzazione AOU, estesa a tutto il personale proveniente da tutte le ASL e AOU della Sardegna, senza rispettare il vincolo che avrebbe dovuto prioritizzare la stabilizzazione del personale interno, arrivando persino ad utilizzarla dopo la sua scadenza del 31/12/2023 e assumendo a gennaio 2024 persone da una graduatoria ormai priva di validità; il reclutamento da graduatoria di concorso, preferendo in più occasioni personale esterno invece di risolvere la situazione dei precari interni.
Ad oggi, esiste una graduatoria di priorità, valida fino al 31 dicembre 2025, nella quale sono inseriti tutti i precari dell’AOU di Cagliari. Tuttavia, questa graduatoria si è fermata alle 9 assunzioni del luglio 2024 e da allora è rimasta congelata. Le risposte riguardanti il suo scorrimento continuano a essere vaghe e fumose, lasciando i lavoratori senza prospettive chiare.
Il risultato è che i lavoratori dell’AOU Cagliari si trovano oggi in una condizione di totale incertezza, esclusi dalla chiamata nei percorsi di stabilizzazione definiti, che siano trasparenti e sono costretti a rincorrere spiegazioni che non arrivano, mentre l’azienda continua a ricorrere a procedure discutibili e incoerenti
– All’Arnas Brotzu, diversi OSS, pur avendo maturato i 36 mesi di servizio, sono rimasti esclusi dalle stabilizzazioni. Sarebbe auspicabile e necessario aprire con urgenza una nuova procedura che includa tutti gli aventi diritto, poiché la graduatoria “omnibus”, pur prevedendo una corsia preferenziale per i lavoratori già interni all’Azienda, non comprende alcuni operatori che dopo tre anni di servizio chiedono a gran voce il riconoscimento dei requisiti maturati. A questo si aggiunge la vicenda degli operatori esclusi per effetto di una vera e propria “trappola normativa”. Nel 2023 non avevano potuto partecipare agli avvisi di stabilizzazione perché al 31 luglio 2024 non avevano ancora maturato i 18 mesi richiesti dalla normativa speciale “Covid”. Successivamente, una delibera aziendale del marzo 2024 ha esteso la scadenza al 31 dicembre 2024, consentendo di maturare i requisiti minimi. Ma proprio in quella delibera è stato stabilito che, al raggiungimento dei 36 mesi, i contratti sarebbero cessati, senza alcuna apertura verso la stabilizzazione. Un paradosso che ha trasformato il completamento del servizio in un automatismo di esclusione.
Sul fronte del lavoro somministrato, il Brotzu fa un ricorso massiccio agli interinali, non solo per OSS, ma anche per infermieri e ausiliari. Il sistema della somministrazione, gestito tramite le gare centralizzate ARES, produce effetti devastanti: aumento dei costi, precarietà cronica e frammentazione del rapporto con i lavoratori. In certi casi, il numero degli interinali supera persino i limiti di legge (30% rispetto agli assunti a tempo indeterminato per i contratti a termine, 20% per le missioni a tempo indeterminato).
Va inoltre sottolineato che alcuni operatori vivono da oltre dieci anni in questa condizione di somministrati: una situazione inaccettabile che fotografa con chiarezza l’urgenza di una risposta strutturale. Un quadro confermato anche dalle numerose denunce sindacali, che segnalano straordinari insostenibili, ritardi cronici nelle stabilizzazioni e un utilizzo sistematico del lavoro interinale al posto di assunzioni stabili.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le dichiarazioni di impegno da parte della politica, ma ciò che manca davvero sono i fatti. Abbiamo avuto anche alcuni incontri con dei consiglieri di maggioranza.
L’ultimo impegno emerso da questi colloqui è quello della convocazione dei commissari da parte delle commissioni, per avere spiegazioni dirette sulla gestione delle stabilizzazioni.
Ad oggi, però, il tempo scorre e la situazione resta immobile: ciò che viene detto da oltre un anno è ancora in alto mare, mentre i lavoratori continuano a vivere nell’incertezza.
Denunciamo, come operatori qualificati, questa rincorsa infinita ai nostri diritti e ribadiamo che senza fondi certi e vincolati all’assistenza ogni promessa resta un esercizio sterile di retorica.
– La ASL di Oristano non è nuova a esposizioni mediatiche negative ed è stata più volte al centro delle cronache, segnata da scandali e criticità che hanno minato la fiducia dell’opinione pubblica.
Scaduti i contratti tra ottobre 2024 e febbraio 2025, l’allora direttore generale Angelo Maria Serusi aveva ventilato un bando di stabilizzazione per almeno 8 OSS con i requisiti. Una promessa che si è rivelata un clamoroso inganno: dapprima prospettata come imminente, poi rimangiata e infine abbandonata senza alcuna spiegazione, lasciando i lavoratori in un deserto di risposte e di tutele.
Ad aggravare la situazione è l’atteggiamento degli uffici del personale di via Carducci, che anziché supportare i lavoratori hanno risposto che “a livello organico l’azienda sarebbe al completo”: un’affermazione smentita dai lavoratori interni, che denunciano turni massacranti, reparti sguarniti e crescente rabbia.
Dall’interno, inoltre, emergono segnali sempre più preoccupanti di disagio profondo e di sfiducia verso la direzione aziendale.
– Nella ASL 6 del Medio Campidano la situazione è drammatica. Una dozzina di operatori con i requisiti per la stabilizzazione è rimasta esclusa, senza alcuna graduatoria attiva e senza che a settembre 2025 sia stato ancora indetto un nuovo bando, in aperta violazione delle direttive regionali.
A rendere ancora più pesante il quadro è stata la dichiarazione dell’assessore al Lavoro Desirée Manca, che durante un incontro con i lavoratori ha affermato che “le stabilizzazioni sono finite” e che chi è rimasto fuori non verrà reintegrato.
Parole giudicate dai precari come offensive e contrarie alla normativa vigente, che consente fino al 31 dicembre 2025 la stabilizzazione del personale che ha lavorato durante il Covid.
Il risultato è una realtà segnata da sfiducia crescente, precarietà forzata e reparti allo stremo, dove gli operatori continuano a garantire l’assistenza senza alcuna prospettiva di futuro.
– All’ASL 8 di Cagliari, gli OSS assunti con la graduatoria Brotzu del 22 aprile 2020 sono stati esclusi dalla prima tornata di stabilizzazioni per pochi mesi o addirittura giorni. Con la delibera n. 613 del 3 ottobre 2023 erano stati stabilizzati 80 operatori; nel luglio 2025, con la delibera n. 145, altri 27. Oggi resta fuori una ventina di operatori, privi di qualunque graduatoria di riferimento.
Eppure, il 2 aprile 2025, il Consiglio regionale aveva chiarito che sarebbero stati stabilizzati tutti gli OSS che avevano lavorato durante il Covid. Ma a settembre 2025 quella promessa non è stata rispettata.
Il tempo stringe: entro il 31 dicembre 2025 scadrà la finestra normativa che consente la stabilizzazione Covid . Dopo quella data, varranno altri criteri, che escluderanno sistematicamente i lavoratori in oggetto.
CHIEDIAMO:
1) applicazione effettiva degli indirizzi regionali e scorrimento completo delle graduatorie con vincolo di priorità;
2)indizione urgente di nuovi bandi di stabilizzazione per le ASL sprovviste;
3)superamento dell’abuso di lavoro interinale;
4)garanzie su fondi vincolati esclusivamente all’assistenza;
5)tutela di tutti gli aventi diritto entro il 31 dicembre 2025.

