Un sistema sanitario in ginocchio, medici ormai prossimi alla pensione e infermieri in fuga di massa verso servizi meno logoranti. È la fotografia drammatica e senza precedenti che emerge dall’ultima indagine condotta da AssoCareNews.it, il quotidiano sanitario nazionale diretto da Angelo Riky Del Vecchio.
I dati raccolti delineano una vera e propria emergenza nazionale, con un Meridione d’Italia che sta pagando il prezzo più alto. Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Molise e Basilicata sono le regioni dove il Sistema 118 e i Pronto Soccorso stanno letteralmente rischiando lo svuotamento totale.
I numeri del disastro: medici a 61 anni e infermieri in fuga.
I dati emersi dall’inchiesta giornalistica non lasciano spazio a interpretazioni e mostrano un turnover bloccato e un personale allo stremo:
- Medici ridotti al 20%: la carenza è ormai strutturale. Nelle ambulanze, nelle Centrali Operative e nei Pronto Soccorso, la presenza dei medici è ridotta al lumicino.
- Un’età media preoccupante: l’età media dei camici bianchi ancora in servizio nell’emergenza-urgenza è di 61 anni. Professionisti vicini alla pensione costretti a turni massacranti.
- Il crollo della presenza infermieristica: negli ultimi mesi la situazione è precipitata. Si è passati da una copertura dell’85% a un netto 70% di infermieri presenti.
- Il peso sui soccorritori: con la fuga di medici e infermieri, la responsabilità ricade sempre più spesso su OSS e soccorritori, lasciati soli in turno a gestire situazioni che superano le loro reali competenze legali e professionali.
Perché tutti scappano dall’Emergenza-Urgenza?
Alla base di questo abbandono di massa non ci sono solo i turni estenuanti. L’indagine di AssoCareNews.it evidenzia un aumento esponenziale delle responsabilità a fronte di tutele minime. Il personale è logorato da malattie, infortuni e acciacchi legati all’età avanzata, ma a far traboccare il vaso è il clima di costante tensione.
Le aggressioni e le risse nei Pronto Soccorso e contro il personale del 118 sono ormai all’ordine del giorno. I cittadini, esasperati da attese infinite e dalla mancanza di risposte adeguate, scaricano la propria rabbia sull’anello più debole della catena: medici e infermieri in prima linea.
Per sopravvivere, i professionisti sanitari stanno cercando in ogni modo – anche attraverso l’appoggio di politici, dirigenti e sindacati – un trasferimento per anzianità o per incompatibilità con i ritmi dell’emergenza.
Il paradosso del PNRR e il totale contrasto con il D.M. 77/2022.
C’è però un retroscena ancora più economico e politico che emerge dall’indagine, una vera e propria “guerra tra poveri” istituzionale che si scontra frontalmente con la normativa vigente.
Perché si sta impoverendo il servizio salvavita del 118 e dei Pronto Soccorso, specialmente al Sud? La risposta risiede nella gestione dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per popolare le nuove strutture territoriali.
Tutto questo impianto si pone in netto contrasto con il D.M. 77/2022. Il decreto ministeriale prevede sì il necessario potenziamento dell’assistenza territoriale, ma non ha mai disposto il depauperamento dell’Emergenza-Urgenza. L’obiettivo della riforma era creare una rete complementare, non smantellare i servizi salvavita per aprire nuovi uffici.
Si sta assistendo invece al trasferimento forzato di personale dai reparti di emergenza per andare a riempire e giustificare l’esistenza di strutture che altrimenti rischierebbero di rimanere cattedrali nel deserto:
- Case e Ospedali di Comunità;
- Poliambulatori territoriali;
- Centrali Operative Territoriali (COT);
- Strutture carcerarie.
Il risultato è un cortocircuito pericoloso: si tolgono medici e infermieri dalle ambulanze e dai Pronto Soccorso per popolare uffici e strutture territoriali nuove di zecca, lasciando sguarnito il cuore dell’emergenza.
Serve programmazione: la coperta è corta.
Spostare il personale sanitario da un servizio all’altro a piacimento delle direzioni generali, senza un vero progetto e senza una programmazione lungimirante, non fa che aggravare il problema.
In questa situazione la metafora è chiara: la coperta è drammaticamente corta. È del tutto inutile continuare a tirarla a destra e a manca, scoprendo ora il territorio ora l’emergenza. Quello che serve davvero è comprare una coperta più grande – ovvero procedere con l’assunzione massiccia e strutturale di nuovi Medici e Infermieri – oppure utilizzare la stessa ma allungata lungo tutti e quattro i bordi attraverso una riorganizzazione logica, efficiente e soprattutto integrata.
Un sistema allo stremo.
L’allarme lanciato da AssoCareNews.it non può rimanere inascoltato. Se il trend di abbandono non verrà invertito immediatamente con assunzioni mirate, incentivi economici e una reale tutela della sicurezza sul posto di lavoro, il diritto alla salute e al soccorso tempestivo rischia di diventare un lusso per pochi. La corda è tesa al massimo, e si sta spezzando.
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it
Partner di AssoCareNews.it:
- Avvisi e Concorsi OSS: LINK
- Canale telegram: LINK
- Ricerca lavoro OSS: LINK
- Coordinamento nazionale Oss: LINK
- OSS News: LINK
- Mobilità e cambi compensativi OSS: LINK
Share this content:
