Due facce della stessa medaglia: mentre il Nursind denuncia il personale sanitario negli uffici in Campania, l’ASP di Palermo punta tutto sugli operatori socio-sanitari per vincere la sfida del PNRR.
La gestione del personale sanitario in Italia viaggia su binari opposti. Nelle stesse ore in cui da Salerno rimbalza la notizia di una denuncia alla Procura per “infermieri e OSS negli uffici”, da Palermo arriva un segnale di segno opposto: la stabilizzazione a tempo indeterminato di 61 Operatori Socio Sanitari pronti a scendere in campo per la sanità del futuro.
Il caso Salerno: la denuncia del “personale fantasma”.
A far scattare l’allarme in Campania è il sindacato Nursind, che ha segnalato alle autorità (NAS e Corte dei Conti incluse) una situazione paradossale presso l’ASL di Salerno. Secondo il sindacato:
- 400 unità (tra infermieri e OSS) sarebbero impiegate in compiti amministrativi.
- Si continuano a fare nuove assunzioni per coprire i buchi nei reparti, ignorando il personale già presente ma “distaccato” negli uffici. Una gestione che il sindacato definisce inefficiente e che graverebbe sulle casse pubbliche, oltre che sulla salute dei cittadini.
La risposta di Palermo: stabilizzazione e “spirito nuovo”.
Di tutt’altro tenore la cronaca che arriva dall’ASP di Palermo. Il Direttore Generale, Alberto Firenze, ha incontrato i 61 OSS appena stabilizzati dopo anni di precariato. Qui la visione è strategica: non si parla di uffici, ma di Ospedali di Comunità e progetti legati al PNRR.
“Il vostro lavoro è fondamentale”, ha dichiarato Firenze ai neoassunti. “Ogni persona che assistete potrebbe essere un vostro familiare: questo deve essere lo spirito con cui affrontare ogni giornata”.
L’obiettivo siciliano sembra chiaro: investire sulla dignità del lavoro per rispondere a una fase di “profondo cambiamento”, dove l’assistenza diretta torna a essere il pilastro della sanità territoriale.
Share this content:
