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Il Direttore Generale dell’Ausl Davide Fornaciari scatta una fotografia della sanità locale: se per i medici la situazione migliora, per gli infermieri è allarme strutturale. Tra le cause, il costo della vita e la carenza di alloggi.
La sanità reggiana si trova oggi davanti a un paradosso: un’offerta territoriale completa — che spazia dalla prevenzione alla ricerca — che deve però fare i conti con un “equilibrio precario” sul fronte del personale. A spiegarlo è Davide Fornaciari, Direttore Generale dell’Ausl di Reggio Emilia, che individua nel fattore abitativo uno dei principali ostacoli al reclutamento.
Il nodo infermieri: una crisi strutturale.
Mentre per alcune specialità mediche (come chirurgia e medicina interna) l’emergenza sembra rientrata, il settore infermieristico soffre profondamente. I dati delineano uno scenario critico:
- Invecchiamento: Circa il 40% degli infermieri in servizio ha più di 50 anni.
- Calo di vocazioni: I posti universitari non vengono interamente coperti.
- Fuga verso il Sud: Molti professionisti tornano nelle regioni d’origine quando queste riaprono i concorsi, complice un costo della vita più sostenibile.
L’ostacolo casa e le condizioni di lavoro.
Secondo Fornaciari, la competizione per attrarre talenti non si gioca solo sullo stipendio, ma sui servizi accessori. “Spesso, se potessimo garantire un alloggio, i professionisti verrebbero”, ammette il Direttore. L’emergenza abitativa e il costo elevato degli affitti nel reggiano scoraggiano chi viene da fuori, specialmente le donne (che rappresentano il 75% della categoria) che devono conciliare turni complessi senza una rete familiare di supporto.
Medici e Pronto Soccorso: addio ai “gettonisti”?
Sul fronte dei medici, la strategia dell’Ausl punta alla stabilizzazione. L’obiettivo è ridurre drasticamente il ricorso ai medici “a gettone” (i liberi professionisti che coprono i turni scoperti), la cui proroga scadrà a luglio.
- Nuove assunzioni: Sono stati regolarizzati 7 medici per il Pronto Soccorso.
- Il gap da colmare: Al momento, i gettonisti coprono il carico di lavoro di circa 20 medici a tempo indeterminato, su un organico totale di 70 strutturati.
- Medici di base: La situazione è tornata in equilibrio. “Nessun cittadino è oggi senza medico di medicina generale”, assicura Fornaciari.
Le soluzioni: l’assistente infermiere e nuove figure.
Per tamponare la carenza di personale, il sistema si sta riorganizzando introducendo figure intermedie e specialistiche:
- L’Assistente Infermiere: Una nuova figura, a metà tra OSS e infermiere, destinata ai contesti a bassa intensità assistenziale.
- Tecnici della riabilitazione e occupazionali: Figure inserite per rimodulare le attività e ottimizzare le risorse esistenti.
Il commento finale.
Il ruolo della direzione generale, conclude Fornaciari, è oggi un delicato equilibrismo tra bilancio amministrativo e necessità cliniche. La sfida del futuro non sarà solo trovare nuovi medici, ma rendere il territorio reggiano “accogliente” e attrattivo per chi deve garantirne la salute.
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