Sotto lo sguardo di San Pio, lavoratori e cittadini chiedono certezze per il futuro dell’ospedale. Domani l’incontro decisivo tra i sindacati e il Segretario di Stato della Santa Sede.
SAN GIOVANNI ROTONDO – Una marea umana ha attraversato oggi, 4 maggio, le strade di San Giovanni Rotondo. Migliaia di persone hanno risposto all’appello dei sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursing Up, unendosi in un corteo che è molto più di una protesta: è un grido d’aiuto per il futuro di Casa Sollievo della Sofferenza.
La manifestazione arriva al culmine di una mobilitazione serrata, segnata da due giorni di sciopero della fame dei rappresentanti sindacali, accampati sotto un gazebo davanti alla scalinata della Via Crucis. Al centro della disputa, quella che è stata definita la “crisi senza precedenti” del “miracolo di Padre Pio”.
I tre pilastri della vertenza.
Lavoratori e sindacati chiedono risposte concrete su tre punti giudicati non negoziabili:
- Adeguamento contrattuale e arretrati: il riconoscimento economico dovuto ai professionisti della struttura.
- Contrattazione: l’eliminazione dell’applicazione del contratto della sanità privata, ritenuto penalizzante.
- Organizzazione del lavoro: la cancellazione dei massacranti turni di 12 ore.
“Non è solo una questione di stipendi”, spiegano i rappresentanti sindacali, “è tutto il sistema Casa Sollievo che ci preoccupa. È in pericolo l’economia di un intero territorio e la tenuta di una comunità”.
L’attesa per il Cardinale Parolin.
La vera svolta della mobilitazione è attesa per domani, 5 maggio, in occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario dell’inaugurazione dell’ospedale. Il Segretario di Stato del Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, ha infatti confermato che riceverà una delegazione sindacale alle ore 14:30.
L’incontro, mediato dall’Arcivescovo Padre Franco Moscone, rappresenta l’ultima grande speranza per i lavoratori. Luigi Giorgione (Uil Fp), Michele Centola (Nursing Up), Angelo Ricucci (Fp Cgil), Giuseppe Mangiacotti (Fp Cisl) e Maurizio Di Candia (Fials) consegneranno al Segretario di Stato un documento politico-sindacale con tutte le rivendicazioni della categoria.
“70 anni di speranza, non perdiamola”.
Lo slogan che ha accompagnato il corteo da viale Kennedy fino al sagrato della Chiesa di Santa Maria delle Grazie racchiude il sentimento di una città intera. In piazza, oltre ai dipendenti dell’ospedale, erano presenti scuole, commercianti e semplici cittadini, tutti uniti dalla consapevolezza che Casa Sollievo “non si tocca”.
L’obiettivo dei sindacati è chiaro: ottenere un’apertura reale dalla Santa Sede per poter finalmente interrompere le proteste e tornare a garantire l’eccellenza sanitaria che ha reso celebre l’opera di San Pio nel mondo.
Domani pomeriggio si capirà se questa speranza troverà terreno fertile nelle parole del Cardinale Parolin o se la mobilitazione dovrà proseguire.




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