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A Salerno si rinnova la polemica sull’impiego di infermieri e operatori socio sanitari (OSS) in attività che non rispecchiano il loro profilo professionale. Secondo le denunce dei sindacati Nursind e UIL FPL, un numero significativo di lavoratori è destinato a mansioni amministrative o gestionali anziché all’assistenza diretta ai pazienti, con ripercussioni negative sulla qualità della cura e sull’organizzazione del sistema sanitario locale.
La denuncia del Nursind Salerno.
Il segretario territoriale del Nursind, Biagio Tomasco, ha evidenziato come centinaia di infermieri e OSS risultino distolti dalle loro competenze tipiche per essere impiegati in ruoli di ufficio. Nonostante le segnalazioni formali e le verifiche di NAS e Ispettorato del lavoro, restano disomogeneità gestionali e interpretazioni arbitrarie delle direttive, che non permettono una reale ricollocazione professionale. Tomasco ha auspicato un pronto intervento per evitare che queste pratiche compromettano la qualità dell’assistenza e il morale del personale.
La posizione della UIL FPL.
Anche la UIL FPL di Salerno ha sollevato la questione, soprattutto in riferimento all’Asl e alle strutture di Eboli, Battipaglia e Roccadaspide. Il coordinatore provinciale Vito Sparano ha denunciato la continuazione di compiti amministrativi e di gestione affidati a infermieri e OSS, attività non conforme alle loro qualifiche, nonostante una circolare interna richieda il loro immediato reinserimento nelle mansioni assistenziali. Sparano chiede trasparenza e rispetto delle procedure, evidenziando che circa metà del personale sanitario di alcuni distretti è adibito a mansioni d’ufficio, sottraendo risorse fondamentali all’assistenza.
Implicazioni normative e richieste sindacali.
Dal punto di vista normativo, l’impiego di infermieri e OSS in mansioni non previste dal loro profilo, come indicato dal D.M. 739/94, può configurare un demansionamento e un danno alla dignità professionale. Per questo, i sindacati hanno presentato esposti alle procure e alla Corte dei Conti, chiedendo verifiche e interventi. La richiesta principale è il ritorno a criteri di gestione trasparenti e rispettosi delle competenze, con una chiara separazione tra attività assistenziali e amministrative.
Un appello per la qualità dell’assistenza.
Il caso di Salerno è emblematico di una situazione che rischia di indebolire il sistema sanitario locale in un momento di carenza cronica di personale. I sindacati chiedono un impegno concreto da parte delle direzioni sanitarie per garantire che ogni professionista operi nel proprio ambito, restituendo dignità al ruolo e migliorando l’efficacia delle cure per i cittadini.
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