Mentre gli ospedali salernitani soffrono per la carenza cronica di personale, una denuncia del Nursind accende i riflettori su centinaia di professionisti sanitari impiegati in mansioni amministrative. La questione finisce in Procura.
In un momento storico in cui la sanità pubblica italiana combatte contro turni massacranti e reparti sguarniti, il caso dell’ASL di Salerno solleva un polverone mediatico e giudiziario. Il sindacato Nursind ha presentato una denuncia formale che delinea un quadro paradossale: centinaia di infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) sarebbero “parcheggiati” negli uffici, lontano dal letto del paziente.
I numeri della discordia: 400 unità lontano dalle corsie.
Secondo i dati raccolti dal sindacato e inviati alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e ai NAS, la distribuzione del personale risulterebbe quantomeno discutibile. Nello specifico, la segnalazione riguarda:
- 187 infermieri assegnati a direzioni o uffici amministrativi.
- 213 operatori socio-sanitari (OSS) impiegati in attività non assistenziali.
In totale, si parla di circa 400 professionisti sanitari che, pur avendo una formazione clinica, non svolgerebbero mansioni di assistenza diretta, proprio mentre nei reparti si fatica a coprire i turni e garantire i livelli minimi di assistenza.
Il paradosso delle nuove assunzioni.
Uno dei punti più critici sollevati dal Nursind riguarda la gestione economica e organizzativa. L’ASL di Salerno starebbe procedendo a nuove assunzioni di OSS per tamponare le emergenze nei reparti, nonostante nell’organico aziendale figurino già oltre 200 operatori assegnati a compiti burocratici.
“Perché assumere nuovo personale se basterebbe riportare in corsia chi è già in organico?” è, in sintesi, il quesito posto dal sindacato alle autorità di controllo.
Disparità e trasparenza: i dubbi del sindacato.
Oltre al danno organizzativo, emerge un tema di equità tra colleghi. Chi lavora in corsia affronta stress psicofisico e responsabilità cliniche elevate, pur mantenendo lo stesso inquadramento economico di chi svolge orari d’ufficio.
Il Nursind chiede ora chiarezza su due fronti:
- Criteri di assegnazione: Con quali procedure questi professionisti sono stati spostati negli uffici?
- Competenze: Tali spostamenti sono giustificati da reali necessità tecniche o da altre logiche?
Verso l’intervento della Corte dei Conti.
Il coinvolgimento della Procura regionale della Corte dei Conti suggerisce che la vicenda potrebbe avere risvolti legati al danno erariale. Pagare personale specializzato per mansioni che potrebbero essere svolte da profili amministrativi rappresenta un uso inefficiente delle risorse pubbliche, specialmente se questo costringe l’azienda a nuove spese per assunzioni d’urgenza.
Share this content:
