Novità significative nel panorama sanitario italiano: un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno ha dato il via libera all’introduzione dell’Assistente Infermiere, una nuova figura professionale destinata a supportare gli infermieri e a rinnovare il ruolo degli Operatori Socio Sanitari (OSS). Questo cambiamento, frutto di accordi tra Governo e Regioni, promette di ridefinire le dinamiche assistenziali.
Comunemente ribattezzato “Super OSS”, l’assistente infermiere si posiziona come un profilo intermedio tra l’OSS e l’infermiere. Farà parte dell’équipe infermieristica e svolgerà attività sanitarie definite dal decreto, tra cui la rilevazione dei parametri vitali e la somministrazione di terapie su indicazione specifica dell’infermiere. L’obiettivo è chiaro: integrare e rafforzare il personale sanitario, pur mantenendo chiara la distinzione dei ruoli.
Per accedere a questo nuovo ruolo, gli OSS dovranno soddisfare specifici requisiti:
- Con diploma di scuola secondaria di secondo grado: Almeno 24 mesi di servizio come OSS.
- Senza diploma: 5 anni di esperienza negli ultimi 8 e il superamento di un corso preliminare di 100 ore.
Una volta soddisfatti questi prerequisiti, il percorso formativo per qualificarsi come assistente infermiere prevede:
- Un corso tra i 6 e i 12 mesi, per un totale di 500 ore, di cui almeno 280 di tirocinio pratico.
- Un aggiornamento annuale obbligatorio pari a un’ora di formazione per ogni mese lavorato.
Nonostante le finalità dichiarate, l’introduzione dell’assistente infermiere ha scatenato la ferma protesta di alcune associazioni infermieristiche. In particolare, il sindacato Nursing Up, per voce del suo presidente Antonio De Palma, ha definito la misura un “boccone amaro” e una “triste e pericolosa toppa mal cucita per coprire la cronica carenza di personale, non certo per migliorare l’assistenza”. Una critica che solleva interrogativi sulla reale efficacia e le implicazioni a lungo termine di questa nuova figura.
Parallelamente all’introduzione del “Super OSS”, il decreto ha anche apportato una revisione del profilo degli Operatori Socio Sanitari. Questo aggiornamento si inserisce in un percorso già avviato anni fa, in particolare con la Legge Lorenzin del 2018 (legge 3/2018), che ha riformato le professioni sanitarie.
La principale novità per gli OSS riguarda la definizione del corso di formazione, che sarà di almeno 1000 ore, suddivise in due moduli didattici da svolgere tra i 9 e i 18 mesi. L’obiettivo è adeguare e potenziare le competenze di questi operatori, fondamentali per l’assistenza.
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it
Partner di AssoCareNews.it:
- Avvisi e Concorsi OSS: LINK
- Canale telegram: LINK
- Ricerca lavoro OSS: LINK
- Coordinamento nazionale Oss: LINK
- OSS News: LINK
- Mobilità e cambi compensativi OSS: LINK
Share this content:
