Caro Direttore,
mi viene davvero da sorridere leggendo certi stralci di giornale: grandi titoli, parole altisonanti, dichiarazioni solenni… e poi, nella realtà, si continua a giocare con il destino dei lavoratori, alimentando incertezza e vero e proprio terrorismo psicologico.

Da una parte il “capo supremo” che annuncia il mancato rinnovo dei contratti e la non espletazione dei concorsi perché “non ci sono soldi”. Dall’altra il vertice aziendale che afferma che i soldi ci sono e che bisogna aprire servizi, reparti e attività.
A questo punto, tra una risata e l’altra, viene spontanea una domanda: a chi dobbiamo credere?
Scherzi a parte, dietro queste dichiarazioni contrastanti ci sono persone, famiglie e professionisti che ogni giorno lavorano con impegno e che vedono il proprio futuro appeso a titoli di giornale e dichiarazioni spesso in contraddizione tra loro.
Da un lato si dice: “Non si rinnova, non ci sono risorse”. Dall’altro: “Apriamo tutto”. E la domanda resta sempre la stessa: i lavoratori dove sono? Chi garantirà questi servizi? Con quale personale?
Con questo messaggio voglio semplicemente esprimere la mia vicinanza a tutti i colleghi che vivono questa situazione di incertezza, nella speranza che alle parole seguano finalmente decisioni chiare, coerenti e rispettose della dignità di chi lavora ogni giorno per garantire servizi essenziali ai cittadini.
Tanto alla fine andrà com’è sempre andata😂😂🤦🏻♂️🤦🏻♂️🤦🏻♂️😂😂 Puccat.
Un Infermiere del Policlinico Riuniti di Foggia
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