Sanità Puglia, l’assessore Pentassuglia rompe gli indugi: “Assumere è necessario, concorsi entro l’anno”.
La sanità pugliese torna a guardare al reclutamento strutturale del personale. A fare il punto sul futuro del Servizio sanitario regionale è l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, intervenuto alla Festa dell’Unità di Martina Franca per delineare le prossime mosse dell’amministrazione regionale tra carenze d’organico, fabbisogni aziendali e sostenibilità finanziaria.
Il messaggio di fondo lanciato dall’assessore è netto: il ricorso alle prestazioni aggiuntive, sebbene utile e necessario per tamponare le emergenze, non può trasformarsi nella soluzione ordinaria alla cronica carenza di personale che attraversa gli ospedali e i servizi territoriali. Una criticità aggravata da un contesto demografico complesso, caratterizzato da una popolazione complessivamente in calo ma sempre più anziana e bisognosa di cure.
Mobilità intraregionale e procedure di reclutamento.
Sul fronte della mobilità del personale, l’assessore ha sgombrato il campo da possibili stop, confermando la linea intrapresa: la mobilità intraregionale non verrà bloccata. Una notizia particolarmente attesa da migliaia di professionisti inseriti nelle procedure collegate all’avviso unico coordinato dall’Asl BT — nato dall’accordo sindacale dello scorso anno — che interessa centinaia di posti per infermieri, operatori socio-sanitari e altri profili del comparto.
Ancora più rilevante per chi attende l’accesso nei ruoli del Servizio sanitario è l’annuncio relativo ai tempi delle selezioni: i concorsi si svolgeranno entro la fine dell’anno, dando contestualmente spazio anche alle quote di stabilizzazione del personale precario. Tra le procedure di maggiore rilievo spicca il concorso unico regionale per mille infermieri indetto dall’Asl Bari, pensato per rafforzare gli organici su scala territoriale.
Piani del fabbisogno e nodo finanziario.
La messa a terra delle nuove assunzioni passerà inevitabilmente attraverso la programmazione aziendale. Entro il 15 settembre, infatti, le Asl sono chiamate a definire i Piani triennali di fabbisogno, strumenti fondamentali insieme alle autorizzazioni regionali per quantificare i reali innesti necessari a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).
Il tutto in un quadro economico che resta complesso, segnato dal recente risanamento del disavanzo sanitario e dai provvedimenti sul bilancio consolidato e sull’addizionale Irpef varati nei mesi scorsi. La sfida per la Regione, inserita nella seconda fase del Piano operativo attesa per il mese di novembre, sarà quella di bilanciare il rigore finanziario con il diritto alla salute dei cittadini, confermando un principio riassunto da Pentassuglia in una formula che non lascia spazio a equivoci: è bene assumere le persone.
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