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La UIL FPL ASL 3 rende noto di aver ricevuto dalla Regione Liguria – Direzione Generale Area della Salute e dei Servizi Sociali – il documento relativo alla discussa riforma del Servizio Sanitario Regionale (SSR). La comunicazione è stata inviata ai delegati sindacali in data 14 dicembre.
Il sindacato precisa che il documento originale presentava un errore poi rettificato dalla Regione: un refuso che aveva erroneamente inserito il personale dell’Ospedale Villa Scassi nell’ATS (Azienda Territoriale Sanitaria), anziché nella costituenda Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM), come previsto dalla riforma.
La UIL FPL, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato al presidio svoltosi davanti al Consiglio Regionale nel giorno in cui la riforma è stata approvata.
La principale motivazione della protesta risiede nella totale assenza di un reale confronto e del mancato coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori. Secondo la UIL FPL, tale coinvolgimento è un passaggio indispensabile per poter mitigare e gestire le inevitabili ricadute che una riforma di questa portata avrà sia sugli utenti che sugli operatori della sanità.
Ad oggi, giorno di approvazione della riforma, non sono stati affrontati gli argomenti chiave che determinano e regolano le condizioni di lavoro degli operatori, comprese quelle economiche.
Il sindacato sottolinea che non è stata fornita alcuna condivisione né approfondimento su temi fondamentali che incideranno profondamente sui rapporti di lavoro del personale coinvolto:
- Armonizzazione dei contratti integrativi.
- Gestione degli accordi decentrati e dei diversi Fondi Aziendali.
- Mobilità del personale.
- Dettagli sulla convenzione che riguarderà l’Ospedale Galliera.
- Regole di ingaggio per definire l’appartenenza o meno alla nuova AOM.
La UIL FPL solleva un forte interrogativo sulla gestione operativa: “Ci chiediamo come dal primo gennaio gli uffici preposti, come quelli delle professioni sanitarie o quelli amministrativi, potranno continuare a gestire il personale e tutti i processi legati alla continuità assistenziale?”
Durante la seduta del Consiglio Regionale, il sindacato ha assistito a quello che definisce un “comportamento offensivo e umiliante” nei confronti dei lavoratori.
È stata avanzata la richiesta di una sospensiva dei lavori per consentire l’audizione dei capi gruppo e permettere ai sindacati di esprimere le preoccupazioni raccolte dalla base. Questa richiesta è stata negata. Il rifiuto ha determinato l’ira dei sindacati (UIL FPL e FPCGIL), ad eccezione della CISL che ha scelto di non aderire alla richiesta di sospensione.
La tensione è culminata nell’aula del Consiglio Regionale, con i gruppi di opposizione che hanno deciso di abbandonare la seduta in segno di protesta e di sostegno alle legittime rivendicazioni dei lavoratori.
Nonostante il tentativo di esclusione e delegittimazione denunciato, la UIL FPL ribadisce con forza il proprio ruolo: “Continueremo a svolgere il nostro ruolo fondamentale a difesa e garanzia dei diritti dei lavoratori della sanità e dei cittadini fruitori dei servizi.”
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