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18 Gen 2026, Dom

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La UIL FPL ASL 3 rende noto di aver ricevuto dalla Regione Liguria – Direzione Generale Area della Salute e dei Servizi Sociali – il documento relativo alla discussa riforma del Servizio Sanitario Regionale (SSR). La comunicazione è stata inviata ai delegati sindacali in data 14 dicembre.

​Il sindacato precisa che il documento originale presentava un errore poi rettificato dalla Regione: un refuso che aveva erroneamente inserito il personale dell’Ospedale Villa Scassi nell’ATS (Azienda Territoriale Sanitaria), anziché nella costituenda Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM), come previsto dalla riforma.

​La UIL FPL, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato al presidio svoltosi davanti al Consiglio Regionale nel giorno in cui la riforma è stata approvata.

​La principale motivazione della protesta risiede nella totale assenza di un reale confronto e del mancato coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori. Secondo la UIL FPL, tale coinvolgimento è un passaggio indispensabile per poter mitigare e gestire le inevitabili ricadute che una riforma di questa portata avrà sia sugli utenti che sugli operatori della sanità.

​Ad oggi, giorno di approvazione della riforma, non sono stati affrontati gli argomenti chiave che determinano e regolano le condizioni di lavoro degli operatori, comprese quelle economiche.

​Il sindacato sottolinea che non è stata fornita alcuna condivisione né approfondimento su temi fondamentali che incideranno profondamente sui rapporti di lavoro del personale coinvolto:

  • Armonizzazione dei contratti integrativi.
  • ​Gestione degli accordi decentrati e dei diversi Fondi Aziendali.
  • ​Mobilità del personale.
  • ​Dettagli sulla convenzione che riguarderà l’Ospedale Galliera.
  • ​Regole di ingaggio per definire l’appartenenza o meno alla nuova AOM.

​La UIL FPL solleva un forte interrogativo sulla gestione operativa: “Ci chiediamo come dal primo gennaio gli uffici preposti, come quelli delle professioni sanitarie o quelli amministrativi, potranno continuare a gestire il personale e tutti i processi legati alla continuità assistenziale?”

​Durante la seduta del Consiglio Regionale, il sindacato ha assistito a quello che definisce un “comportamento offensivo e umiliante” nei confronti dei lavoratori.

​È stata avanzata la richiesta di una sospensiva dei lavori per consentire l’audizione dei capi gruppo e permettere ai sindacati di esprimere le preoccupazioni raccolte dalla base. Questa richiesta è stata negata. Il rifiuto ha determinato l’ira dei sindacati (UIL FPL e FPCGIL), ad eccezione della CISL che ha scelto di non aderire alla richiesta di sospensione.

​La tensione è culminata nell’aula del Consiglio Regionale, con i gruppi di opposizione che hanno deciso di abbandonare la seduta in segno di protesta e di sostegno alle legittime rivendicazioni dei lavoratori.

​Nonostante il tentativo di esclusione e delegittimazione denunciato, la UIL FPL ribadisce con forza il proprio ruolo: “Continueremo a svolgere il nostro ruolo fondamentale a difesa e garanzia dei diritti dei lavoratori della sanità e dei cittadini fruitori dei servizi.”

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