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Il Consiglio dei Ministri, il 18 settembre 2025, ha dato via libera a una riforma epocale della legislazione farmaceutica in Italia, volta a migliorare l’accesso ai farmaci, il controllo della spesa pubblica, la produzione nazionale, la digitalizzazione e il rafforzamento delle farmacie territoriali. Questa trasformazione punta a una sanità moderna, equa e vicina ai cittadini, grazie a una rete integrata di servizi e professionisti sanitari.
In questo nuovo paradigma, l’infermiere territoriale diventa una figura chiave, capace di garantire continuità assistenziale, efficienza terapeutica e accompagnamento dei pazienti nel percorso farmacologico. La sua presenza sul territorio si configura come elemento essenziale per tradurre in pratica gli obiettivi della riforma farmaceutica.
Facilita l’accesso ai farmaci e sostiene l’aderenza terapeutica.
L’infermiere, grazie alla sua deontologia e competenza, agevola l’accesso tempestivo ai medicinali, individua situazioni di bisogno e interviene per migliorare l’aderenza ai trattamenti farmacologici. Attraverso l’educazione sanitaria, promuove l’uso corretto dei farmaci, prevenendo sprechi e uso inappropriato, contribuendo così al contenimento della spesa sanitaria pubblica.
Innovazione digitale: un ponte tra paziente e sistema sanitario.
Con la crescente digitalizzazione prevista dalla riforma, come l’uso esteso del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), l’infermiere diventa intermediario fondamentale nell’aggiornamento e nella condivisione dei dati clinici e farmacologici tra pazienti, medici e farmacie. Supporta chi ha difficoltà con le tecnologie, garantendo continuità terapeutica anche in caso di carenze di medicinali e migliorando la qualità complessiva dell’assistenza.
Collaborazione con farmacie e medici di base: un nuovo modello integrato.
L’infermiere lavora in stretta sinergia con farmacie e medici di base per realizzare programmi di prevenzione, campagne vaccinali, servizi di telemedicina e iniziative di educazione alla salute. Questo modello rafforza la farmacia come presidio sanitario di prossimità e promuove interventi comunitari finalizzati alla salute pubblica.
Un ruolo cruciale nelle aree rurali e interne.
Nei territori con difficoltà di accesso ai servizi sanitari, l’infermiere territoriale garantisce assistenza domiciliare, mantiene attivi i collegamenti con farmacie e medici e sostiene chi rischia l’isolamento sanitario, contribuendo a ridurre diseguaglianze e a valorizzare l’assistenza di prossimità.

