Dietro il silenzio strategico delle ultime settimane c’era una precisa volontà: analizzare lo scenario, unire i puntini e comprendere la scaturigine di un attacco tanto inatteso quanto gratuito. Annalisa Silvestro, figura storica della politica professionale infermieristica — già senatrice della Repubblica, ex-Presidente nazionale IPASVI e oggi responsabile nazionale delle professioni sanitarie per il sindacato FIALS — rompe il silenzio.
Al centro della riflessione non c’è solo la replica alle recenti e discusse uscite del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ma un’analisi profonda del “filo rosso” che lega le resistenze mediche alla rivoluzione imminente dei percorsi formativi universitari degli infermieri.
La strategia del silenzio: “cercavamo il filo rosso”.
A chi chiedeva conto di una presa di posizione che tardava ad arrivare, Silvestro risponde con la lucidità della diplomazia politica:
“Abbiamo aspettato un momento. Personalmente, anche ragionando con i colleghi, ho pensato fosse impossibile che una persona come il dottor Anelli uscisse con un’affermazione così gratuita. Una sortita che ha suscitato una grave questione non solo per gli infermieri, ma per tutte le professioni sanitarie, creando tra l’altro non poco imbarazzo al Ministero della Salute e agli organismi tecnici.”
La scelta di non reagire d’impulso è servita a decodificare il contesto. Secondo l’esponente FIALS, le tensioni dell’ultimo periodo non sono casuali, ma rappresentano la reazione a un cambiamento normativo epocale che sta per ridisegnare gli equilibri del sistema salute in Italia.
Il nuovo assetto universitario: addio alla triennale pediatrica, arrivano le Magistrali Cliniche.
Il vero snodo della vicenda è squisitamente politico e formativo. Sono state infatti rese pubbliche le indicazioni normative, attualmente al vaglio delle Commissioni parlamentari, destinate a ridefinire i percorsi di laurea delle professioni sanitarie. Un impianto che tocca da vicino l’evoluzione della professione infermieristica attraverso tre pilastri fondamentali:
- Superamento di Infermieristica Pediatrica: il corso di laurea triennale in Infermieristica Pediatrica viene eliminato nella sua forma attuale, per essere assorbito e trasformato in un corso di laurea magistrale ad indirizzo clinico nell’area pediatrica.
- Magistrale in Emergenza-Urgenza: viene definito un nuovo percorso specialistico biennale dedicato interamente alla gestione del paziente critico e alle reti dell’emergenza.
- Magistrale in Sanità Pubblica e Cure Primarie: un indirizzo focalizzato sull’assistenza territoriale, che strutturerà definitivamente le competenze dell’infermiere di famiglia e di comunità.
Competenze avanzate e resistenze: cosa spaventa davvero?
Questi nuovi corsi di laurea magistrale ad indirizzo clinico non si limiteranno a un titolo accademico sulla carta, ma definiranno funzioni e percorsi di autonomia estremamente rilevanti ed avanzati. Ed è proprio questo salto di qualità della componente infermieristica a generare, secondo l’analisi di Silvestro, le barricate di una parte del mondo medico.
La ridefinizione delle competenze professionali e lo sviluppo della specialistica clinica spaventano chi è ancora legato a una visione gerarchica e superata della sanità, laddove invece il Ministero e i tavoli tecnici stanno spingendo verso un modello multiprofessionale, indispensabile per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.
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