Lun. Lug 22nd, 2024

Il 20 novembre 2022, un uomo di 67 anni, in stato confusionale, è stato ritrovato smarrito e infreddolito in un fosso, due giorni dopo aver lasciato il pronto soccorso di Ravenna. Portato nuovamente in ospedale, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente, portandolo alla morte per ipotermia e polmonite il 7 dicembre.

Gli Indagati

Per la sua morte, sono stati indagati per omicidio colposo in concorso tre infermieri:

  1. Due infermieri dell’ambulanza che lo avevano trasportato al Santa Maria delle Croci.
  2. Un infermiere del triage che aveva preso in carico il paziente e che non si era accorto del suo allontanamento, attribuendo l’errore al sovraffollamento del pronto soccorso.

L’Inchiesta

L’inchiesta ha messo in luce problemi di sovraffollamento e carenze organizzative all’interno della struttura ospedaliera di Ravenna. Il giudice per le indagini preliminari (Gip), Janos Barlotti, ha disposto una perizia in incidente probatorio affidata al medico legale Donatella Fedeli.

Le Conclusioni della Perizia

Secondo le conclusioni del perito:

  • Gli infermieri dell’ambulanza non hanno compiuto errori, avendo affidato correttamente il paziente all’operatore di triage.
  • L’infermiere del triage rimane sotto accusa, poiché si deve ancora accertare se il suo comportamento sia stato conforme alle pratiche corrette.

Il Contesto

I consulenti del Pubblico Ministero e della difesa hanno evidenziato che l’evento è avvenuto in un contesto di forte sovraffollamento e carenze organizzative del pronto soccorso di Ravenna. Questo sovraffollamento ha contribuito alle difficoltà nel monitoraggio adeguato del paziente.

Conclusione

Il caso mette in luce le criticità della sanità locale, evidenziando la necessità di migliorare le condizioni lavorative e organizzative per evitare simili tragedie in futuro. L’indagine continua per determinare le responsabilità precise e per implementare eventuali miglioramenti nei protocolli di sorveglianza e gestione dei pazienti.

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