Perché in alcuni reparti l’équipe sanitaria sembra ancora una catena di comando?
C’è una domanda che molti OSS si fanno, spesso sottovoce:
Perché alcuni infermieri sentono il bisogno di comandare l’OSS anche quando non ce n’è alcun bisogno?
Non parliamo dell’infermiere che organizza correttamente il lavoro, che assegna un’attività nell’ambito delle proprie responsabilità, che coordina l’assistenza o che richiama un collega quando è necessario; parliamo di qualcosa di diverso… di quel tono da “io sono l’infermiere e tu sei l’OSS”. Di quella frase pronunciata con aria solenne:
“Devi fare quello che ti dico io.”
Di quel modo di rivolgersi all’OSS come se, insieme al diploma di infermiere, fosse stato consegnato anche un piccolo martelletto da giudice e, soprattutto… parliamo di quella strana convinzione secondo cui l’OSS sarebbe professionalmente importante solo quando serve.
💪 Quando c’è da lavorare, indispensabile!!
🫥 Quando c’è da riconoscere competenza e professionalità, improvvisamente… trasparente!
🧔🏻☝🏻 PRIMA REGOLA:
📌 L’INFERMIERE È UN PROFESSIONISTA.
📌 L’OSS È UN PROFESSIONISTA DEL PROPRIO RUOLO.
Partiamo da una cosa che dovrebbe essere ovvia.
Infermiere e OSS non sono la stessa figura professionale. Hanno formazione, competenze, responsabilità e profili differenti.
🔸️ Il D.M. 739/1994 definisce il profilo dell’infermiere e le sue responsabilità professionali.
🔸️ L’OSS, invece, è una figura disciplinata da uno specifico profilo professionale, nato con l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 e successivamente revisionato dall’Accordo del 3 ottobre 2024, recepito nel 2025.
Questa distinzione non significa che:
infermiere = capo
OSS = sottoposto
Questa equazione, per quanto possa essere ancora presente nella testa di qualcuno, non è una regola professionale.
MA ALLORA DA DOVE NASCE IL “COMANDO”?
Il fenomeno non si spiega semplicemente dicendo:
“alcuni infermieri sono arroganti”.
Sarebbe troppo facile e troppo semplicistico!
🧔🏻☝🏻 Le ragioni possono essere molte!!
1. LA VECCHIA CULTURA DELL'”AIUTANTE”
Per anni l’OSS è stato percepito, in alcune realtà, come una sorta di estensione delle mani dell’infermiere.
“Porta questo.”
“Prendi quello.”
“Vai lì.”
“Fai questo.”
“Non discutere.”
Una cultura che ha lasciato una traccia profonda!
Il problema è che l’OSS è cambiato, la formazione è cambiata, il profilo è cambiato. Ma qualche mentalità è rimasta parcheggiata nel secolo scorso.
☝🏻 È come aggiornare il computer e continuare a utilizzare Windows 95 😅
2. RESPONSABILITÀ NON SIGNIFICA SUPERIORITÀ
L’infermiere possiede responsabilità professionali proprie e, proprio per questo, deve poter organizzare e gestire gli aspetti dell’assistenza che rientrano nelle sue competenze.
Ma responsabilità professionale e superiorità personale… sono due concetti completamente diversi.
☝🏻 Un professionista autorevole non ha bisogno di ricordare continuamente agli altri di esserlo. L’autorevolezza si vede!!
Il problema nasce quando si passa da:
“Questa attività deve essere svolta in questo modo perché…”
a:
“Perché lo dico io.”
👉 Nel primo caso abbiamo professionalità.
👉 Nel secondo abbiamo semplicemente potere esercitato male.
3. QUANDO IL CARTELLINO DIVENTA UNA CORONA
🧔🏻☝🏻 C’è poi un fenomeno curioso!!
Alcune persone sembrano trasformare il proprio titolo professionale in una sorta di “titolo nobiliare”.
Non basta essere infermiere!!
Bisogna ricordare di esserlo… Sempre!
“Io sono infermiere.”
“Tu sei OSS.”
Come se il badge identificativo non servisse a riconoscere il professionista, ma a stabilire la posizione nella scala evolutiva della specie.
E qui c’è un paradosso!!
☝🏻 Più una persona sente il bisogno di sottolineare continuamente la propria superiorità, meno appare autorevole 😅
L’autorevolezza non ha bisogno di urlare!
L’autorità, invece, qualche volta sì!
4. L’INSICUREZZA VESTITA DA AUTORITÀ
Non possiamo sapere cosa passi nella testa di ogni persona, ma in generale esiste un meccanismo umano abbastanza conosciuto:
“quando manca autorevolezza autentica, qualcuno può cercare di compensare attraverso il controllo”.
Il comando diventa quindi una rassicurazione personale.
“Se tutti fanno quello che dico, significa che sono importante.”
Ma un’équipe sanitaria non è una caserma e nemmeno un reparto dovrebbe diventare il luogo nel quale qualcuno misura la propria autostima contando quante persone riesce a far obbedire.
5. “SEI SOLO UN OSS”
Questa è forse una delle frasi più devastanti.
“Sei solo un OSS!”
Quel “solo” pesa!!
Perché non descrive una competenza, ma una svalutazione.
L’OSS non è un infermiere mancato…
Non è un infermiere di serie B…
Non è un “porta-pazienti”…
Non è un “pulitore con il camice”…
Non è nemmeno una figura professionale che deve sentirsi fortunata ogni volta che qualcuno le concede dignità.
È un professionista con un proprio profilo e una propria formazione, che lavora all’interno dell’équipe secondo le proprie competenze… e proprio perché ha un proprio profilo, deve conoscere anche i propri limiti. Questa è professionalità!
☝🏻 Dire “questo rientra nelle mie competenze” è professionalità.
☝🏻 Dire “questo NON rientra nelle mie competenze” è professionalità.
☝🏻 Dire “non so farlo” quando non si è formati per farlo è professionalità.
L’OSS serio non è quello che dice sempre sì… è quello che sa quando dire sì e quando dire no.
6. IL PARADOSSO DELL’OSS: INDISPENSABILE QUANDO SERVE, INVISIBILE QUANDO SI PARLA DI PROFESSIONALITÀ
L’OSS è spesso fondamentale per il funzionamento quotidiano di un reparto.
È quello che sta accanto al paziente…
Che lo aiuta nell’igiene…
Che lo mobilita nell’ambito delle proprie competenze…
Che osserva…
Che ascolta…
Che intercetta cambiamenti…
Che collabora…
Che conosce spesso le abitudini del paziente meglio di chiunque altro!
Poi, però, arriva il momento della discussione professionale… e improvvisamente:
“Tu sei OSS!”
Come se quelle otto ore accanto al paziente non avessero alcun valore professionale.
7. L’OSS NON È IL PARAURTI DEL REPARTO
Quando manca personale, l’organizzazione scricchiola e i carichi di lavoro aumentano, oppure quando qualcosa non funziona perché qualcuno ha omesso qualcosa… il dito finisce inevitabilmente verso il basso e l’OSS diventa il candidato ideale.
🧔🏻☝🏻 Perché?
Perché è considerato il più facilmente sostituibile!!
Ma una cosa deve essere chiarissima:
“la diversa posizione professionale non autorizza nessuno a scaricare sull’OSS responsabilità che non gli appartengono. Ogni professionista risponde delle proprie competenze, delle proprie decisioni e delle proprie condotte secondo il proprio ruolo e il contesto organizzativo.”
8. L’OSS NON È L’AVVERSARIO DELL’INFERMIERE
Questo articolo non vuole creare una guerra tra categorie… anzi… una guerra tra infermieri e OSS sarebbe probabilmente la cosa più stupida che potremmo fare.
Perché il paziente non ha bisogno di sapere chi comanda. Ha bisogno che l’équipe funzioni!!
📌 Un bravo infermiere sa che un OSS competente è una risorsa.
📌 Un bravo OSS sa che l’infermiere ha responsabilità e competenze che lui non possiede.
Nessuno perde qualcosa riconoscendo il valore dell’altro.
9. IL VERO PROFESSIONISTA NON HA BISOGNO DI UMILIARE
C’è una differenza enorme tra autorevolezza e autoritarismo.
L’autorevolezza dice:
“Ti spiego perché dobbiamo farlo così.”
L’autoritarismo dice:
“Fallo e basta.”
L’autorevolezza ascolta… L’autoritarismo zittisce!
L’autorevolezza corregge un errore… L’autoritarismo umilia chi lo ha commesso!
L’autorevolezza costruisce collaborazione… L’autoritarismo costruisce paura!
E in sanità la paura è un pessimo strumento di lavoro, perché un operatore che ha paura di parlare può evitare di segnalare un problema e, quando in sanità le persone smettono di comunicare, a perdere non è soltanto il collega. È il paziente.
10. LA DOMANDA GIUSTA
Perché alcuni infermieri si accaniscono contro gli OSS?
Probabilmente non esiste una risposta unica!
Può esserci una cultura professionale vecchia…
Può esserci ignoranza dei reciproci ruoli…
Può esserci stress…
Può esserci un’organizzazione sbagliata…
Può esserci una leadership inefficace…
Può esserci carattere…
Può esserci insicurezza…
Può esserci semplicemente maleducazione!
E sì, qualche volta può esserci anche la convinzione di essere “superiori”. Ma quest’ultima non è una competenza professionale. È soltanto un atteggiamento!!
E ALLORA METTIAMOLA COSÌ
L’infermiere non perde autorevolezza se tratta l’OSS con rispetto… La guadagna!
L’OSS non diventa più professionale se pretende di fare ciò che non gli compete… Diventa più professionale se conosce perfettamente ciò che gli compete!
L’équipe non funziona quando tutti fanno tutto… Ma quando ognuno conosce il proprio ruolo, rispetta quello degli altri e collabora per lo stesso obiettivo!
Alla fine c’è una cosa che dovrebbe essere più importante del camice, del titolo, del grado e del “lei non sa chi sono io”: il paziente!!
☝🏻 Davanti al paziente siamo tutti chiamati a dimostrare non quanto siamo bravi a comandare, ma quanto siamo capaci di lavorare insieme.
⚠️☝🏻 Un vero professionista non ha bisogno di umiliare un collega per dimostrare il proprio valore.
Prima di dire “Io sono infermiere e tu sei OSS”, sarebbe più utile ricordarsi una cosa molto più semplice: siamo professionisti diversi, ma siamo colleghi.
E se per sentirsi “superiori” bisogna continuamente ricordarlo agli altri, forse il problema non è l’OSS.
Forse è proprio quella presunta superiorità che andrebbe curata!
Alex Monk
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