Il ruolo degli Assistenti Infermieri (figura recentemente ridefinita in Italia e sancita dal CCNL Comparto Sanità 2022-2024) nel prelievo venoso e arterioso di sangue è un tema che richiede chiarezza, in quanto le competenze e le responsabilità sono strettamente delineate dalla normativa vigente e dai percorsi formativi.
Prelievo Venoso.
Per quanto riguarda il prelievo venoso, la situazione è più chiara e in evoluzione. Tradizionalmente, il prelievo venoso è una competenza specifica dell’Infermiere professionale (oggi laureato in Scienze Infermieristiche) e dell’Assistente Sanitario. Entrambe le figure hanno ricevuto la formazione teorico-pratica necessaria per eseguire questa procedura in sicurezza.
Il prelievo venoso non è considerato un “atto medico esclusivo” e l’evoluzione dei percorsi formativi delle professioni sanitarie ha permesso ad altre figure, come appunto l’Infermiere e l’Assistente Sanitario, di acquisirne la competenza.
Per gli Assistenti Infermieri.

La nuova figura dell’Assistente Infermiere, approvata recentemente dalla Conferenza Stato-Regioni e dal Governo Meloni, è destinata a supportare l’infermiere in una serie di attività. Sebbene il profilo dettagliato possa variare leggermente tra le regioni o le singole strutture, le loro competenze si concentrano prevalentemente su:
- Rilevazione dei parametri vitali.
- Esecuzione di elettrocardiogrammi (ECG).
- Somministrazione di ossigeno.
- Prelievi capillari (ad esempio, per la misurazione della glicemia o emogasanalisi da puntura capillare, spesso tramite dispositivi POCT – Point Of Care Testing).
- Assistenza alla persona nelle attività quotidiane e di igiene.
È cruciale notare che le competenze dell’Assistente Infermiere sono definite come “attività attribuite dall’infermiere” e devono essere svolte “secondo le indicazioni dell’infermiere e in collaborazione e integrazione con gli altri operatori”.
Allo stato attuale, il prelievo venoso, inteso come venipuntura per la raccolta di campioni ematici, non rientra nelle competenze dirette e autonome dell’Assistente Infermiere. Se dovesse essere coinvolto, ciò avverrebbe sempre sotto la stretta supervisione e responsabilità dell’Infermiere, e solo nell’ambito di protocolli operativi specifici che lo prevedano, e per azioni di supporto e non di esecuzione diretta della procedura invasiva. La venipuntura richiede un’abilitazione specifica e un percorso formativo più approfondito rispetto a quello previsto per l’Assistente Infermiere.
Prelievo Arterioso.
Il prelievo arterioso (spesso per emogasanalisi, EGA) è una procedura più complessa e invasiva rispetto al prelievo venoso, con maggiori rischi di complicanze.

In Italia, il prelievo arterioso è una competenza che la normativa e la giurisprudenza hanno riconosciuto all’Infermiere, ma con precise condizioni:
- L’infermiere deve aver acquisito la completa competenza attraverso il proprio percorso formativo (Laurea in Infermieristica, in conformità alla Legge 42/1999).
- Deve esistere un protocollo operativo correttamente redatto, condiviso e approvato all’interno dell’unità operativa o della struttura sanitaria, che assicuri la buona pratica della tecnica e la gestione dei rischi connessi.
- Spesso è richiesta una formazione specifica o un addestramento per la tecnica del prelievo arterioso (generalmente dall’arteria radiale), che viene praticata routinariamente in reparti come le terapie intensive, la rianimazione o la pneumologia.
Per gli Assistenti Infermieri, il prelievo arterioso è attualmente fuori dalle loro competenze.
Data la sua complessità, invasività e i potenziali rischi, rimane una procedura riservata a professionisti con una formazione sanitaria specifica e avanzata, come l’Infermiere e il Medico.
In sintesi, mentre il prelievo venoso è saldamente nelle mani dell’Infermiere e dell’Assistente Sanitario, e il prelievo arterioso è competenza dell’Infermiere (con protocolli specifici), il ruolo dell’Assistente Infermiere si concentra su attività di supporto all’assistenza più basilari e sul prelievo capillare, ma non include la venipuntura o la puntura arteriosa come atto autonomo. Qualsiasi estensione di queste competenze dovrebbe essere accompagnata da specifiche normative, percorsi formativi aggiuntivi e protocolli aziendali che garantiscano la sicurezza del paziente.
Seguici anche su:
- Canale Telegram Ufficiale – LINK
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Saniari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
E-mail: redazione@assocarenews.it
Condividi
