Il disavanzo sanitario della Regione Puglia rischia di ricadere interamente sulle spalle dei contribuenti, colpendo paradossalmente proprio quegli operatori che il sistema dovrebbero sostenerlo. Francesco Balducci (NurSind): “Beffa in arrivo per infermieri e OSS”.
Il delicato equilibrio dei conti sanitari in Puglia è arrivato a un punto di rottura che rischia di trasformarsi in un paradosso economico per migliaia di lavoratori. Per coprire il buco di bilancio della sanità regionale, la Giunta sta valutando un innalzamento delle aliquote IRPEF, una misura che si preannuncia come una vera e propria “stangata” fiscale.
Il paradosso: aumenti in busta paga già “prenotati” dal Fisco.
Secondo l’analisi del NurSind Puglia, il sindacato delle professioni infermieristiche, lo scenario è allarmante. Mentre a livello nazionale si discute dei benefici del prossimo rinnovo contrattuale, a livello locale la pressione fiscale regionale rischia di neutralizzare ogni miglioramento economico.
“Siamo di fronte a una situazione inaccettabile,” dichiara Francesco Balducci, Segretario Regionale NurSind Puglia. “Gli aumenti previsti dal nuovo contratto, conquistati con fatica dopo anni di attesa, potrebbero essere quasi interamente azzerati dal prelievo fiscale aggiuntivo. In pratica, quello che lo Stato dà, la Regione si riprende.”
I numeri della “Stangata”
Il meccanismo è semplice quanto spietato:
- Rinnovo Contrattuale: Prevede incrementi salariali per compensare l’inflazione e valorizzare la professionalità di infermieri e OSS.
- Aumento IRPEF Regionale: L’aliquota maggiorata andrebbe a incidere direttamente sul reddito imponibile, riducendo drasticamente il netto in busta paga.
- Risultato: Un potere d’acquisto invariato o, in alcuni casi, addirittura diminuito rispetto agli anni precedenti.
“Non si salva la sanità impoverendo i lavoratori”.
La critica di Balducci punta al cuore della gestione politica del disavanzo. Non si può pensare di risanare i debiti accumulati dalla mala gestione o dalle inefficienze strutturali chiedendo il conto a chi, ogni giorno, garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza tra mille difficoltà.
“Non si può salvare la sanità impoverendo chi la manda avanti ogni giorno,” ribadisce il Segretario. “Chiediamo alla Regione Puglia soluzioni alternative che non vadano a colpire il reddito dei professionisti sanitari, già provati da turni massacranti e carenze di organico.”Cosa succederà ora?
Il sindacato promette battaglia nelle sedi opportune. Se la manovra fiscale dovesse essere confermata senza correttivi o tutele per le fasce di reddito medie e basse, il malcontento nelle corsie degli ospedali pugliesi potrebbe sfociare in nuove forme di protesta. La sanità pubblica ha bisogno di investimenti e valorizzazione, non di nuove tasse che scoraggino chi ha scelto di restare nel sistema pubblico.
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