La Puglia compie un passo concreto verso il riconoscimento economico del personale sanitario impegnato nell’emergenza-urgenza. La Giunta regionale ha infatti approvato il piano di riparto delle risorse destinate alle indennità di medici e infermieri dei Pronto Soccorso, per un totale complessivo di circa 44 milioni di euro.
Si tratta di un intervento atteso da tempo, che mira a valorizzare il lavoro svolto quotidianamente da professionisti chiamati a operare in contesti ad alta pressione, spesso caratterizzati da carichi assistenziali elevati, carenza di personale e crescente complessità clinica.
Un investimento tra arretrati e nuove risorse
Il piano approvato prevede una doppia finalità: da un lato il riconoscimento degli arretrati relativi agli anni precedenti, dall’altro la programmazione delle risorse per il presente e il futuro.
Nel dettaglio, sono stati stanziati:
- oltre 21 milioni di euro per il conguaglio 2023-2024 e per le indennità del 2025
- circa 23 milioni di euro come previsione per il 2026
Queste risorse saranno distribuite tra Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere in base al personale effettivamente in servizio nei Pronto Soccorso, nelle centrali operative 118 e nei servizi di coordinamento.
Le cifre per il personale del comparto
Per infermieri e altri professionisti sanitari del comparto, il piano prevede importi differenziati per annualità.
Per il 2023 e il 2024 sono stati riconosciuti conguagli mensili rispettivamente di circa 11,56 euro e 17,21 euro pro-capite.
Più consistente invece l’indennità prevista per il 2025, con una media mensile di circa 353,84 euro per operatore.
Per il 2026, la Regione ha già quantificato uno stanziamento di quasi 16 milioni di euro, a conferma della volontà di rendere strutturale questo riconoscimento economico.
Le risorse per la dirigenza medica
Anche la dirigenza medica beneficerà delle nuove risorse.
Per il 2025 è previsto un compenso pari a circa 11,76 euro per ogni ora di servizio svolta in Pronto Soccorso, per un totale di oltre 6 milioni di euro.
Per il 2026, invece, lo stanziamento supera i 7 milioni di euro.
In questo caso, la ripartizione avverrà sulla base delle ore effettivamente lavorate dai medici nei servizi di emergenza.
Il commento dell’assessore alla Sanità
L’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha sottolineato l’importanza del provvedimento, evidenziando come il personale dei Pronto Soccorso meriti non solo riconoscimento economico, ma anche migliori condizioni di lavoro.
Un tema particolarmente sentito riguarda la difficoltà nel reperire medici per l’emergenza-urgenza, una specializzazione sempre meno scelta proprio per l’elevato rischio professionale e la minore attrattività economica rispetto ad altri ambiti.
Un segnale importante, ma non risolutivo
L’approvazione del piano rappresenta senza dubbio un segnale positivo per il sistema sanitario regionale, ma non può essere considerata una soluzione definitiva alle criticità del settore.
Chi lavora in Pronto Soccorso sa bene che le difficoltà non sono solo economiche: turni massacranti, aggressioni, sovraffollamento e carenza di personale continuano a mettere a dura prova medici e infermieri.
In questo contesto, le indennità rappresentano un riconoscimento doveroso, ma devono essere accompagnate da interventi strutturali più ampi, capaci di migliorare realmente la qualità del lavoro e la sicurezza degli operatori.
Verso una sanità più attrattiva?
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di rendere più attrattivo il lavoro nei servizi di emergenza-urgenza, incentivando i professionisti a scegliere e rimanere in questi contesti.
Resta ora da capire se le risorse messe in campo saranno sufficienti a invertire la tendenza e a garantire una maggiore stabilità degli organici.
Perché se è vero che il riconoscimento economico è fondamentale, è altrettanto vero che la dignità professionale passa anche attraverso organizzazione, sicurezza e valorizzazione delle competenze.
Se vuoi, posso oppure ?
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