La FIALS Emilia-Romagna lancia un allarme gravissimo sulla situazione organizzativa e sul clima lavorativo all’interno del Pronto Soccorso Generale dell’Ospedale Maggiore di Bologna.
Dopo numerose e circostanziate segnalazioni dei lavoratori, il sindacato denuncia condotte vessatorie, bossing sistematico, controllo ossessivo dell’attività lavorativa, pressioni indebite e pratiche al limite del mobbing.
«Siamo di fronte a un quadro inquietante – dichiara Alfredo Sepe, Segretario Regionale FIALS Emilia-Romagna – fatto di abusi di potere, gestione autoritaria, mortificazione dei lavoratori e totale assenza di tutela della dignità professionale. Il clima è ormai avvelenato, la fiducia verso la linea di comando è azzerata, la tensione è alle stelle».
I lavoratori segnalano in modo reiterato:
impossibilità concreta di fruire delle pause previste per legge e contratto
controlli continui, invasivi e ingiustificati durante l’attività lavorativa
atteggiamenti punitivi, discriminatori e mortificanti
uso distorto del potere gerarchico come strumento di repressione e non di organizzazione del lavoro
Tali condotte configurano un rischio grave, concreto e attuale per la salute psicofisica del personale, in palese violazione del D.Lgs. 81/2008 e dei principi fondamentali di tutela del lavoratore.
A rischio non solo i lavoratori, ma anche i pazienti
La FIALS lancia un allarme ulteriore e gravissimo: questa situazione mette direttamente a rischio anche i pazienti e la qualità delle prestazioni sanitarie.
«Un Pronto Soccorso governato con la paura, con il controllo ossessivo e con la repressione – sottolinea Sepe – è un Pronto Soccorso che non può garantire sicurezza, lucidità operativa e qualità dell’assistenza.
Operatori stremati, sotto pressione continua, privati delle pause e costantemente intimiditi non possono lavorare nelle condizioni ottimali richieste da un servizio di emergenza. Qui non è in gioco solo il benessere dei lavoratori, ma la sicurezza delle cure e l’incolumità dei cittadini».
Secondo la FIALS, il deterioramento del clima organizzativo sta già producendo:
- riduzione della qualità dell’assistenza
- aumento del rischio clinico
- peggioramento dei tempi di risposta
- maggiore esposizione a errori, stress e burnout
«È gravissimo – continua Sepe – che l’Azienda tolleri una situazione che compromette direttamente la qualità del servizio pubblico e tradisce la missione stessa del Servizio Sanitario Nazionale».
Gestione dei turni: responsabilità precise, non scaricabili
La FIALS evidenzia inoltre che la gestione dei turni non è riconducibile a un solo soggetto, ma è di fatto in capo a Valeria Betti e Alfonso Romano, titolari di incarichi di funzione rispettivamente da 4.000 e 9.000 euro annui.
«La gestione dei turni è uno snodo organizzativo cruciale – prosegue Sepe – e chi percepisce incarichi e indennità ha precise responsabilità gestionali, organizzative e di tutela del personale.
Non accetteremo che queste figure vengano tenute fuori dalle verifiche: le responsabilità vanno accertate, punto».
Immobilismo sindacale e silenzi colpevoli
Durissima anche la presa di posizione contro le altre organizzazioni sindacali:
«Registriamo un silenzio assordante e complice – attacca Sepe –. Invece di difendere i lavoratori, sembrano difendere l’Azienda. Questo immobilismo isola i dipendenti e legittima le derive autoritarie. È una resa incondizionata che pagano i lavoratori e, indirettamente, i cittadini».
Accusa diretta al Direttore DATER Cristiano Pelati
Nel mirino della FIALS anche il Direttore DATER, dott. Cristiano Pelati:
«Avevamo già segnalato formalmente la situazione – afferma Sepe –. Non solo non è stato fatto nulla, ma la situazione è peggiorata, esattamente come avevamo previsto. Questo immobilismo è inaccettabile e configura una responsabilità diretta per omissione di intervento».
Diffida all’Azienda USL di Bologna
La FIALS ha formalmente diffidato l’Azienda USL di Bologna e chiede con urgenza:
Apertura immediata di un’indagine interna nei confronti del coordinatore del Pronto Soccorso Generale, nonché di Valeria Betti e Alfonso Romano
Rivalutazione urgente dello stress lavoro-correlato con coinvolgimento reale e documentato dei lavoratori e delle RLS
Intervento immediato della Direzione per ristabilire condizioni lavorative dignitose, rispetto delle pause e cessazione di ogni controllo vessatorio
Trasmissione formale degli esiti alla FIALS
«Se non arriveranno risposte concrete, documentate e tempestive – conclude Sepe – ci rivolgeremo senza esitazione a Ispettorato del Lavoro, INAIL, Procura della Repubblica, ANAC e tutte le autorità competenti.
La FIALS non permetterà che il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore diventi un luogo di abusi di potere, compressione dei diritti e messa a rischio della sicurezza dei cittadini».
Condividi
