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Pronto soccorso ed emergenza-urgenza in Regione Campania: un riconoscimento economico che premia solo alcuni ed esclude figure professionali di rilievo come i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Tecnici di Laboratorio Biomedico.
Regione Campania.
Nel vivace e spesso sfiancante contesto dei servizi di emergenza-urgenza ospedaliera, dove ogni turno si confronta con codici clinici complessi, flussi incessanti di pazienti e carenza strutturale di personale, vede premiare solo alcune figure professionali, riconoscendogli indennità economica specifica per il pronto soccorso e l’emergenza-urgenza.
Tuttavia, questa misura, pensata per valorizzare l’impegno in contesti lavorativi critici, appare adesso al centro di aspre critiche da parte dei professionisti sanitari esclusi, tra cui tecnici sanitari di radiologia medica e tecnici sanitari di laboratorio biomedico, figure che operano quotidianamente in prima linea al fianco di infermieri e medici nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti urgenti.
Cosa prevede la Regione Campania?
In attuazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) comparto Sanità 2022-2024, la Regione Campania ha definito i criteri per l’erogazione dell’indennità di pronto soccorso per il personale sanitario dipendente che opera con continuità nei servizi di Pronto Soccorso (PS) e nelle aree di osservazione breve intensiva (OBI).
In base a un accordo del 15 marzo 2023, è stato stabilito un importo indicativo pari a circa 80 euro lordi al mese, per 12 mensilità, a titolo di acconto, con decorrenza dal 1° gennaio 2022.
Questa cifra si somma – dove prevista – alle indennità nazionali e regionali già legate agli specifici turni, notti e festività, ma soprattutto riflette una soglia economica relativamente contenuta rispetto al carico di stress e di rischio reale vissuto nei reparti di emergenza, tanto che sindacati e rappresentanze professionali hanno spesso definito questo importo insufficiente e, in alcuni casi, simbolico.
Un’esclusione controversa: soli infermieri?
Al momento, l’interpretazione operativa del regolamento regionale sta provocando un forte malcontento tra professionisti sanitari esclusi come i tecnici sanitari di radiologia medica e tecnici sanitari di laboratorio biomedico che, pur lavorando stabilmente al fianco di medici e infermieri nei reparti di emergenza-urgenza – ad esempio nei percorsi diagnostici urgenti come radiografie, tomografie, risonanze magnetiche, angiografie o nei laboratori di analisi per esami urgenti, vengono esclusi dall’indennità specifica di PS/Emergenza-Urgenza.
Questa situazione nasce dall’applicazione di una “definizione piuttosto ristretta” dei beneficiari, che privilegia i profili infermieristici.
I sindacati denunciano che questa lettura limita l’applicazione dell’indennità e non riconosce adeguatamente figure tecniche che svolgono un ruolo cruciale nel funzionamento dell’emergenza diagnostica e terapeutica quotidiana.Oltre al danno economico percepito, sul piano organizzativo si apre un dibattito più profondo su come definire il concetto di “lavoro in prima linea” e quali figure dovrebbero essere ricomprese nel novero di chi meritano un riconoscimento compensativo, alla luce di rischi, stress professionale e specificità operative.
Cifre nazionali e confronto con il CCNL.
Secondo quanto emerso dal nuovo CCNL Sanità 2022-2024, l’indennità di pronto soccorso a livello nazionale non è un importo uniforme fisso per tutte le regioni, ma viene determinata in sede di contrattazione regionale sulla base delle risorse assegnate a ciascuna azienda sanitaria e della interpretazione locale della contrattazione.
Secondo una stima della contrattazione nazionale, l’indennità base prevista dal CCNL è orientativamente di circa 6,52 euro al mese, come quota standard, cui si aggiungono incrementi specifici di circa 305 euro mensili a partire dal 2025 e un ulteriore aumento previsto per il 2026.
Queste cifre, però, vanno sempre interpretate con cautela: spesso in molte Regioni l’effettivo importo riconosciuto in busta paga è molto superiore rispetto alla quota base indicativa, grazie alle risorse decentrate contrattate localmente, oppure è adeguato annualmente in funzione delle risorse regionali disponibili.
Altre Regioni: modelli di estensione degli incentivi.
Il quadro nazionale è variegato e alcune Regioni si sono mosse in modo più inclusivo o più retributivo, anche prevedendo estensioni a figure professionali oltre agli infermieri:
Regione Liguria: ha ridefinito l’indennità di pronto soccorso soprattutto per i medici, arrivando a riconoscere importi molto più elevati — circa 750 euro lordi mensili per dirigenti medici operanti nei servizi di emergenza-urgenza – e estendendo l’applicazione anche a chi svolge attività in radiologia e nelle aree OBI in supporto al PS.
Emilia‑Romagna: ha stabilito un’indennità mensile di 80 € per il personale non medico (tecnici, OSS, amministrativi, operatori sociosanitari e altri) che lavora in pronto soccorso, PS specialistico, 118, prima assistenza.
Marche: è stata segnalata l’erogazione di un’indennità di circa 80 euro mensili per 12 mensilità, “al personale operante nei servizi di Pronto Soccorso e di Emergenza Urgenza”, e in comunicato ufficiale si citano — oltre a infermieri e OSS — anche “tecnici di radiologia”.
Regioni come Lombardia e Toscana hanno attivato indennità di pronto soccorso con valori significativamente più alti per varie categorie del personale sanitario (infermiere, OSS, tecnici e personale amministrativo), con range che variano da 280 a oltre 420 euro mensili per infermieri e OSS, e da 200 a 220 euro per tecnici e amministrativi in alcuni accordi sindacali.
Lombardia: con l’accordo regionale del gennaio 2023 l’indennità di pronto soccorso prevista dal contratto nazionale è stata attivata per “servizi di pronto soccorso accreditati e di primo soccorso, pronto soccorso pediatrici/ginecologici accreditati, mezzi di soccorso e servizi di emergenza/urgenza”. Tra i “lavoratori” beneficiari vi sono anche i “tecnici” (di radiologia, altri profili del comparto).Sicilia: in un recente riparto dei fondi per il 2024 l’indennità di pronto soccorso e le prestazioni aggiuntive sono stanziate “per il personale medico e del comparto sanitario che opera nei Pronto Soccorsi ospedalieri (PS, PS pediatrici, PS ginecologici)”. Il “comparto sanitario” indicato include potenzialmente anche profili tecnici/sanitari.
In altre Regioni come Umbria, la deliberazione regionale per gli anni 2023-2024 ha previsto fondi per pagare indennità a infermieri, OSS e tecnici che operano nei servizi di PS e quindi un riconoscimento economico più ampio rispetto all’interpretazione restrittiva campana con una delibera del 2025 ha assegnato fondi per riconoscere l’indennità a “personale dei servizi di pronto soccorso” che comprende anche infermieri, operatori socio-sanitari e “tecnici”.
Questo panorama mette in evidenza che non esiste un criterio uniforme nazionale nella concreta attuazione dell’indennità di pronto soccorso e che l’inclusione di profili professionali (tecnici diagnostici, tecnici di laboratorio, ecc.) dipende in larga misura dal livello di contrattazione integrativa regionale e aziendale.
In molte Regioni del Centro-Nord il criterio non è la qualifica, ma l’effettiva attività svolta nel percorso di emergenza TSRM e TSLB sono riconosciuti come parte integrante dell’emergenza: imaging urgente (RX, TC, RM, angiografie), diagnostica di laboratorio in tempo reale.
L’assenza di tali figure dall’indennità non riflette la realtà clinica, dove senza diagnostica il pronto soccorso si blocca.
«Il confronto tra la Regione Campania e le altre Regioni dimostra che l’esclusione dei tecnici sanitari di radiologia medica e tecnici sanitari di laboratorio biomedico dall’indennità di pronto soccorso emergenza – urgenza non è una necessità normativa, ma una scelta politica e contrattuale. Una scelta che rischia di alimentare disparità, demotivazione e ulteriore fuga di professionisti da settori già in sofferenza.»
Ciò crea lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.
Tutto ciò fa emergere la netta differenza che c’è tra le diverse figure professionali del Comparto, ma appartenenti comunque entrambi alle Professioni Sanitarie e aventi la stessa topologia contrattuale.
Il pronto soccorso funziona grazie a un lavoro di squadra, e ogni componente merita lo stesso riconoscimento.
La discussione sull’indennità di pronto soccorso ed emergenza-urgenza in Campania fa emergere un tema più generale sul riconoscimento del valore professionale nel Servizio Sanitario Nazionale: non solo quantità monetaria, ma equità e riconoscimento del ruolo svolto.
Le richieste di includere figure come i tecnici sanitari di radiologia e di laboratorio biomedico sottolineano come la contrattazione regionale debba evolvere per riflettere in modo più completo la realtà operativa del lavoro sanitario, soprattutto in contesti ad alta pressione come quelli dell’emergenza.
Dott. Vincenzo Grimaldi
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