La sanità marchigiana è al punto di rottura. A lanciare l’ennesimo, accorato grido d’allarme è l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Ancona, che fotografa una realtà drammatica all’interno dei Pronto Soccorso della provincia e della regione. Tra ambulanze bloccate, turni massacranti e carenze organiche croniche, la tenuta del sistema è a rischio.
Emergenza nei presidi: ambulanze ferme e personale allo stremo
Secondo Giuseppino Conti, presidente dell’OPI Ancona, la pressione organizzativa ha superato i livelli di guardia. La crisi non riguarda solo l’attesa dei pazienti, ma l’intera filiera dell’emergenza-urgenza.
«Le problematiche organizzative per l’accesso e la gestione del Pronto soccorso hanno raggiunto livelli insostenibili ed è ora di assumere decisioni responsabili», afferma Conti.
Le criticità segnalate dall’Ordine (che rappresenta oltre 4.000 iscritti) sono molteplici e quotidiane:
- Blocco dei mezzi di soccorso: ambulanze del 118 ferme per ore in attesa di poter “scaricare” i pazienti.
- Condizioni di lavoro degradate: ricorso sistematico a turni allungati e rinuncia ai riposi settimanali.
- Rischio demansionamento: infermieri costretti a sopperire a carenze strutturali, perdendo la propria specificità professionale.
- Tensioni sociali: la crescente esasperazione dei cittadini sfocia spesso in aggressioni, verbali o fisiche, ai danni di chi è in prima linea.
Il nodo della governance: Marche in fondo alle classifiche
Non è solo una questione di affluenza, ma di gestione. Conti evidenzia un dato allarmante sulla governance sanitaria: nel rapporto tra dirigenti e personale infermieristico (calcolato per 1.000 unità), le Marche sono terzultime in Italia, seguite solo da Umbria, Basilicata e Campania.
Questo vuoto decisionale impedisce una valorizzazione reale della professione, che resta ai margini dei processi organizzativi nonostante sia il pilastro dell’assistenza.
Le richieste alla Regione: «mancano 1.000 infermieri».
Per uscire dall’impasse, l’OPI Ancona punta il dito sulla carenza di organico e sulla necessità di riforme strutturali. Si stima che nelle Marche manchino all’appello almeno 1.000 infermieri.
Le richieste alla Giunta Regionale sono chiare:
- Applicazione della Legge Regionale 19/2022: in particolare l’Articolo 36, per definire meglio ruoli e responsabilità delle professioni sanitarie.
- Adeguamento ai DM 70/2015 e DM 77/2022: per rafforzare la medicina territoriale e alleggerire la pressione sugli ospedali.
- Valorizzazione economica e di carriera: stipendi più competitivi e percorsi di crescita per frenare la fuga dei professionisti verso il privato o l’estero.
In sintesi: i numeri della crisi.
| Criticità | Impatto rilevato da OPI Ancona |
| Carenza personale | Almeno 1.000 infermieri mancanti in tutta la regione. |
| Governance | Marche terzultime in Italia per rapporto dirigenti/infermieri. |
| Operatività | Ambulanze 118 bloccate e turni senza riposi garantiti. |
«Gli infermieri sono le prime vittime di questo caos», conclude Conti. Nonostante la dedizione e il senso di responsabilità, senza un intervento rapido sulla gestione e sugli organici, la qualità dell’assistenza ai cittadini marchigiani rischia un declino irreversibile.
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