Tsrm: come posso lavorare se manca infermiere?
Tsrm: come posso lavorare se manca infermiere?
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Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (TSRM): ecco il Modello per la Determinazioni dei carichi di lavoro e della produttività.

La conoscenza dei molteplici aspetti relativi alla cosiddetta “produttività delle risorse” (in particolare nell’area del personale, la risorsa più pregiata e “costosa” in sanità) è notoriamente un elemento essenziale in qualsiasi processo di programmazione, organizzazione, qualificazione e valutazione dei servizi: soprattutto in periodi come quello attuale — in cui la spinta (a volte esasperata) al contenimento della spesa finisce con l’indirizzare univocamente le politiche gestionali verso soluzioni organizzative di “massima efficienza” anche — a volte a spese di importanti fattori di qualità del risultato ( salute dei cittadini) o del lavoro (stress, sicurezza, ecc.).

In ogni realtà operativa (dalle più piccola case di cura, alle aziende sanitarie di maggiori dimensioni) si assiste di conseguenza molto frequentemente al “braccio di ferro” tra forze professionali e sindacali, da un lato, e Direzioni aziendali, dall’altro, che si
trovano a discutere, dibattere, contrattare su dati, parametri, indicatori, metodologie, a volte anche approcci concettuali, che si caratterizzano paradossalmente (malgrado la sostanziale omogeneità del problema sul tappeto) per la difficoltà di condividere le stesse “regole del gioco” con cui la produttività deve essere misurata.

Difficoltà che si sostanziano nella coesistenza di nomenclatori diversi delle prestazioni (a livello interregionale ed interaziendale), di sistemi e logiche diverse nella attribuzione di “pesi” alle prestazioni stesse, nella obiettiva influenza che, su tali pesi, esercitano fattori organizzativi, strutturali, tecnologici locali, e addirittura nelle ricadute evoluzione delle norme nazionali e regionali in tema di competenze delle figure professionali, di sicurezza (nel caso specifico, ne è emblema la radioprotezione), di requisiti di qualità per l’accreditamento.

Da ciò la stringente esigenza che le componenti professionali, ciascuna per le categorie rappresentate, si pronuncino su questo importante tema, fornendo al mondo politico-istituzionale, alle Direzioni aziendali ed ai propri iscritti strumenti e linee-guida
operative che possano rappresentare un “punto di vista comune” e professionalmente condiviso sul problema della misura della produttività, allo scopo di favorire, con basi metodologiche scientificamente corrette, il confronto sui tavoli istituzionali tra gli operatori e le Amministrazioni.

In questa linea si colloca lo studio promosso dalla Federazione Nazionale dei TSRM, e sviluppato in collaborazione con la Società di ricerca Sago (1). Tale studio, i cui risultati sono riportati nella presente pubblicazione, è rivolto appunto alla definizione di un metodo di analisi della produttività dei Tecnici di radiologia medica, distintamente per le aree operative (Radiodiagnostica, Medicina Nucleare, Radioterapia Oncologica).

Due sono i principali punti fermi che hanno guidato il gruppo di lavoro nella realizzazione dello studio:

da un lato, la salvaguardia dei contenuti professionali dell’attività del TSRM, alla luce delle più recenti definizioni del suo ruolo, a livello normativo. Ciò ha condotto a considerare come parte strutturata del modello le attività — di tipo diretto ed
indiretto — che la nuova organizzazione del lavoro prevede a carico di questa figura, ed a considerare gli elementi quantitativi del modello (i pesi-prestazione) alla luce delle obiettive esigenze di qualità e sicurezza delle stesse prestazioni;

dall’altro lato, il riferimento concreto alla realtà operativa, che ha indirizzato la ricerca verso un confronto empirico con un campione di servizi distribuiti sul territorio nazionale, come indispensabile punto di riferimento per qualsiasi considerazione quantitativa.

Ne sono scaturiti un modello concettuale ed una serie di indicatori “tarati sul campo”, il cui utilizzo consente oggi — a quanti lo desiderano di sviluppare l’analisi della produttività all’interno dei propri servizi e di confrontare i risultati con indici di riferimento nazionali e regionali, determinando il proprio “posizionamento”.

Certo, questo modello — ancorché frutto di un lungo percorso di ricerca — potrà (e dovrà) essere monitorato e migliorato nel futuro, anche alla luce degli esiti della sua applicazione: in questa prospettiva, la Federazione auspica una rapida diffusione del suo impiego.

E’ auspicabile comunque che il corredo di strumenti operativi proposti — di uso molto semplice possa essere favorevolmente preso come riferimento non solo dalle componenti professionali e sindacali del settore, ma anche dalle autorità sanitarie istituzionali (Ministro della Salute, Assessorati regionali, Aziende sanitarie) potendo essere utilizzato, come ultimo ma non meno importante risultato e se diffuso sul teritorio nazionale, anche nell’ambito del processo formativo per la valutazione della domanda di TSRM nei servizi dell’area radiologica.

Lo studio si è articolato in due fasi distinte:

  • messa a punto del modello (febbraio 1999 — gennaio 2001);
  • revisione del modello (ottobre 2001 — febbraio 2002) e validazione dello stesso.

Nel documento, realizzato da G. Brancato e M. Coppeto (per la Federazione Nazionale TSRM), P. Beltrami e S. Lombardo (per Sago) sono riportati i risultati raggiunti congiuntamente nel corso delle due fasi.

Il modello è stato sviluppato, nelle fasi di impostazione metodologica e di revisione e validazione dei risultati raggiunti, da un’équipe costituita da esperti Sago di metodologia d’indagini e di modellazione organizzativa e da TSRM referenti per la Federazione Nazionale dei Collegi TSRM (3).

Ecco il documento completo: TSRM Carichi di lavoro e produttività.

Note:

  1. SAGO spa — Società di ricerca per l’orgamzzazione sanitaria – Firenze
  2. Laura Aversa, Gabriella Barillà, Tommaso Batistini, Paola Beltrami (Coordinatrice dello studio), Elisabetta De Melis, Sisto Lombardo.
  3. Paolo Balestri, Luigi Betto, Giuseppe Brancato, Gianfranco Brusadin, Mario Coppeto, Sandra Giani, Bruno Marini, Paolo Salucci.