Pubblicità

Parliamo oggi di Claustrofobia durante la risonanza magnetica: la capacità e il ruolo del TSRM di sormontare l’ostacolo.

La claustrofobia (dal latino claustrum, “luogo chiuso”) è una paura che accomuna la maggior parte delle persone. E’ la paura eccessiva degli spazi chiusi per il timore di non riuscire a scappare.

La claustrofobia può presentarsi in seguito ad attacchi di panico, oppure a seguito di un disturbo post-traumatico, oppure attraverso l’apprendimento familiare, cioè se qualcuno in famiglia soffre di questo disturbo.

I sintomi possono essere: paura eccessiva di uno spazio ristretto o affollato, sudorazione, paura di soffocare, vertigini, accelerazione del battito cardiaco etc.

Una delle paure più grandi dei pazienti è quella di restare chiusi nel “tubo della risonanza”, rimanere intrappolati senza via d’uscita, perdere conoscenza durante un esame diagnostico.

Un fattore concomitante legato alla claustrofobia nell’indagine di esami diagnostici di risonanza magnetica è la sprovvista informazione che precede l’esecuzione dell’esame.

Infatti i pazienti che devono sottoporsi ad esami di risonanza magnetica ricevono informazioni da parenti, amici e conoscenti che purtroppo nella maggior parte dei casi sono errate.

Le esperienze sono soggettive e posso assicurare che la maggior parte dei pazienti, dopo aver eseguito un’indagine di risonanza magnetica, confermano che le informazioni che hanno ricevuto precedentemente l’esame da terzi, erano false, ovvero erano stati forniti dettagli come: “il tubo della risonanza è stretto, è molto buoi all’interno, ti fa mancare l’aria”.

La maggior parte dei pazienti che si sottopongono ad indagini di risonanza magnetica sono disinformati, disorientati e disorganizzati.

Il punto di partenza per eseguire un’indagine diagnostica di risonanza magnetica nel migliore dei modi è L’INFORMAZIONE.

È ovvio che molte apparecchiature possono destare preoccupazione, ansia, paura, ma è altrettanto ovvio che la preparazione precedentemente l’indagine, aiuta in maniera significativa.

Esistono svariate apparecchiature di risonanza magnetica, da quelle chiuse molto performanti a quelle aperte dove il paziente ha un raggio visivo maggiore.

Molti sono i fattori che possono influenzare l’esecuzione dell’indagine, come la posizione del paziente, il forte rumore, saltuaria sensazione di calore, l’illuminazione, il colore dell’apparecchiatura, il colore della stanza, la ventilazione all’interno dell’apparecchiatura.

Infatti rendere la posizione adagiata del paziente risulta essere un fattore concomitante per l’ottima riuscita dell’indagine, la buona illuminazione riesce a far diminuire la sensazione di claustrofobia legata al buio, l’ottimo isolamento dei rumori evita l’agitazione del paziente, l’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nell’esecuzione dell’indagine, il colore dell’apparecchiatura e della stanza (colori chiari) aiutano il paziente ad allargare la vista, perdendo la concezione di spazi ristretti e la ventilazione all’interno dell’apparecchiatura evita la sensazione di oppressione.
Esistono svariate apparecchiature aperte dove possono essere svolti quasi molti esami a differenza di alcuni che necessitano obbligatoriamente l’esecuzione della metodica su apparecchiatura “chiusa”.

Esistono diversi metodi per l’esecuzione di indagini diagnostiche per pazienti claustrofobici. Uno dei quali è quello di bendare il paziente previa sua disponibilità affinché lo stesso non visualizzi l’apparecchiatura durante lo svolgimento dell’indagine diagnostica.Altro metodo è quello relativo al cambio di posizionamento e cambio bobina applicabile solo ad alcuni esami diagnostici.Altra risoluzione a tale problematica potrebbe essere quella di mostrare la consolle e la postazione del TSRM deputato ad eseguire l’indagine affinché il paziente possa rendersi conto che la distanza che lo separa dall’operatore in caso di emergenza è davvero minima. Inoltre, anche la presa visione dell’apparecchiatura sia nella parte anteriore, sia in quella posteriore può consentire al paziente di verificare che il gantry entro il quale verrà collocato è totalmente aperto ambo i lati .Infine,potrebbe risultare efficace anche consentire al paziente di essere accompagnato da un parente o altra persona di sua conoscenza, garantendone la permanenza nella sala durante l’intera durata dell’esame diagnostico. In tal caso colui che si propone di accompagnare il paziente in esame può aver accesso alla sala diagnostica solo dopo aver compilato un apposito modulo e solamente dopo che il Medico Radiologo rilasci il proprio consenso all’accesso alla sala.

Una peculiare metodica di posizionamento del paziente, che giova alla sua buona riuscita, concerne la modalità con la quale il tecnico di radiologia deve eseguire l’esame. Deve trattarsi, di un posizionamento fatto con estrema calma e in piena tranquillità, fornendo poi un campanello mediante il quale, in caso di necessità, il paziente può premere il pulsante per richiamare l’attenzione del TSRM e chiedere immediatamente il supporto di cui necessita.

L’introduzione nel “tunnel” rappresenta il momento più importante per lo svolgimento della metodica e il tecnico di radiologia deve eseguirlo lentamente, assicurandosi delle condizioni del paziente sia durante l’ingresso, sia al termine del posizionamento.
Il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica deve dunque instaurare un dialogo con il paziente affinché esso possa sentirsi a proprio agio durante la fase di preparazione. A tal fine è opportuno che il TSRM spieghi al paziente lo svolgimento della metodica, faccia visionare l’apparecchiatura prima dell’esecuzione dell’esame e rispetti i tempi e i bisogni del paziente stesso.

Dunque il TSRM svolge un ruolo fondamentale nella preparazione del paziente claustrofobico e nell’esecuzione dell’indagine diagnostica.

Leggi anche:

Risonanza Magnetica: cos’è, come funziona e quando si fa l’esame?