Ostetriche: occorre migliorare i punti nascita valorizzando modello monoprofessionale.

Ostetriche: occorre migliorare i punti nascita valorizzando modello monoprofessionale.
Ostetriche: occorre migliorare i punti nascita valorizzando modello monoprofessionale.

Iniziativa della FNOPO

Il miglioramento dell’organizzazione dei Punti nascita è tra gli impegni prioritari dell’agenda politica 2019 della FNOPO. La loro riorganizzazione, attivata con l’Accordo Stato Regioni del 2010 e il Percorso Nascita nazionale, si è resa necessaria alla luce delle nuove esigenze di salute della popolazione femminile nel mutato contesto sociale ed economico del nostro Paese, il cui Sistema sanitario, a quarant’anni dalla sua istituzione, dev’essere supportato per continuare a garantirne i principi di universalità e gratuità delle cure – affermano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO).

Questo processo di aggiornamento, avviato all’insegna delle sostenibilità del sistema, non può prescindere dai criteri fondamentali di appropriatezza, qualità e sicurezza delle cure, da ottenere attraverso una pianificazione organizzativa che preveda un adeguato e appropriato utilizzo delle risorse, anche professionali: il professionista giusto, per una risposta adeguata, al momento e al posto giusto.

Non di rado, invece, nei sistemi organizzativi aziendali si riscontra l’assenza di specifiche figure, come neonatologi, ostetriche e ginecologi adeguatamente preparati per lo specifico setting assistenziale dell’area materno infantile, sostituiti da personale preparato per un’assistenza generalista, ad esempio infermieri al posto delle ostetriche o medici non specialisti al posto dei neonatologi.

In questa direzione, la FNOPO già da tempo ha rappresentato, nei vari tavoli tecnici e istituzionali, l’esigenza di adottare il modello organizzativo monoprofessionale ostetrico per la gestione in autonomia delle gravidanze a Basso rischio ostetrico. Modello supportato da evidenze, frutto di numerosa letteratura scientifica, con Linee Guida internazionali e nazionali, nonché da un vasto repertorio normativo europeo e nazionale, non ultimo dal Ministero della Salute con le “Linee di indirizzo per la definizione e l’organizzazione dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico (BRO)”. Tale modello è stato anche tema di confronto nell’ultimo Congresso Nazionale FNOPO e nel recente incontro che si è svolto tra i vertici politico-amministrativi della Regione Abruzzo, una delegazione della FNOPO, e i direttori generali e sanitari delle aziende sanitarie locali abruzzesi, tra cui il professore Liberati della Clinica Ostetrico-ginecologica di Chieti.

Come rappresentanti delle ostetriche italiane riteniamo indispensabile, al fine di perseguire gli obiettivi di sostenibilità e qualità delle cure, l’implementazione su tutto il territorio nazionale del modello organizzativo monoprofessionale ostetrico, oggi adottato o in via di adozione, a macchia di leopardo, solo in alcune regioni, che sono quelle più virtuose dal punto di vista della spesa sanitaria e degli esiti delle cure, come da valutazione del Programma nazionale esiti (PNE: indicatore tasso di taglio cesareo primario) spiegano i vertici FNOPO che aggiungono: – L’adozione del modello monoprofessionale ostetrico, in tutto il sistema sanitario nazionale e in quelli regionali, rappresenta soprattutto uno strumento a difesa della buona salute della donna, dal pre-concepimento, alla gravidanza e poi nel puerperio e post partum, ma anche negli ambiti di prevenzione oncologica, delle malattie infettive anche congenite e di quelle sessualmente trasmesse, nell’implementazione delle coperture vaccinali per la donna e il bambino, nella promozione della salute delle adolescenti e delle donne in menopausa, per le quali l’ostetrica è la professionista abilitata alla rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico (vedi Master approvati dal Ministero della Salute). Il tutto realizzabile con il contenimento della spesa sanitaria che rappresenta quell’obiettivo di sostenibilità e appropriatezza che i diversi Dicasteri perseguono.

Per questi motivi – concludono le rappresentanti nazionali della Categoria ostetrica – siamo pronte a replicare incontri regionali, come quello abruzzese, e soprattutto a livello nazionale con il ministro della Salute, alla quale abbiamo più volte chiesto un incontro, ai tavoli istituzionali dedicati, come quello Tecnico permanente appena approvato con Protocollo congiunto FNOPO e Conferenza Stato regioni, affinché ci si possa confrontare proficuamente, a tutto vantaggio della salute della donna, bambino e comunità”. 

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