Ostetriche chiamano Infermiere le OSS per non creare confusione tra i Pazienti!

Ostetriche chiamano Infermiere le OSS per non creare confusione tra i Pazienti!
Ostetriche chiamano Infermiere le OSS per non creare confusione tra i Pazienti!

Una collega denuncia tutto all’URP, noi informiamo OPI e OPO competenti e Direzione Sanitaria

Accade ancora una volta in Emilia Romagna dove la Professione Infermieristica è nuovamente messa sotto i piedi da “cugini” di altre discipline. Questa volta parliamo di quanto accaduto, e si perpetra in realtà da anni, presso il Consultorio Familiare di una nota cittadina emiliano-romagnola. Qui le Operatrici Socio Sanitarie vengono chiamate Infermiere dalle Ostetriche perché così “non si crea confusione” tra gli Utenti della struttura. La segnalazione è giunta ad AssoCareNews.it da una collega Infermiera, che ha prontamente presentato un esposto all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP). Il nostro giornale ha appena informato gli Ordini professionali competenti di Infermieri ed Ostetrici/che e la Direzione dell’ASL. Vediamo i fatti.

A dire della collega, che si è rivolta più volte al consultorio per motivi privati, le Ostetriche ci godono quasi a chiamare in maniera impropria le OSS con l’appellativo di Infermiere.

“Più volte ho sollevato la questione alle Ostetriche del consultorio – ci spiega la nostra interlocutrice, che avendo presentato una denuncia all’URP preferisce rimanere segreta, anche perché ha fatto i nomi degli interessati – ma mi hanno sempre risposto che in questo modo le Utenti della struttura non ci mettevano in soggezione. Un conto, infatti, è dire che sono assistite da OSS, un conto è dire che sono assistite da Infermiere. Non fa una grinza. Il Problema è che si creano false aspettative nei Pazienti e che, soprattutto, si continua a creare confusione di ruoli e di competenze”.

E non è tutto. “A questo va aggiunto che nell’Azienda Sanitaria Locale a cui afferisce il suddetto Consultorio ha sede il Polo Universitario e vi è il Corso di Laurea in Infermieristica – aggiunge la collega – molti studenti sono inseriti in tirocinio proprio in Consultorio e sono tutti i giorni chiamati a ripetere che quelle sono OSS e non Infermieri; ovviamente fino ad oggi sono rimasti inascoltati anche loro, le Ostetriche continuano a fare e a dire quello che vogliono”.

Come AssoCareNews.it ci siamo presi la briga di informare gli Ordini professionali competenti e la Direzione Sanitaria dell’Azienda, al fine di trovare una soluzione e di chiedere a queste Ostetriche di rispettare il ruolo e le competenze dei colleghi Infermieri. Nulla da eccepire contro gli OSS, svolgono il loro lavoro di accoglienza perfettamente, che non è quella sanitaria.

“E’ come se un Geometra venisse chiamato continuamente Architetto – conclude la nostra interlocutrice – che bisogno c’è di studiare, di prepararsi, di continuare a formarsi, di prendere master e lauree magistrali se poi serve una semplice Ostetrica per attribuire ruoli impropri a chi i titoli non ce li ha? A sto punto promuoviamo queste OSS ad Ostetriche dell’Accoglienza, che ne direbbe l’Ordine di categoria? Dobbiamo garantire ai Cittadini le giuste informazioni per tutelarli da eventuali errori degli operatori e offrire loro la migliore assistenza possibile, non è che confondendo i ruoli questi sono più tranquilli!”.

Abbiamo verificato di persona che quanto denunciato dalla collega corrispondesse a vere e purtroppo è così. Per fortuna che queste Ostetriche sono prossime alla pensione, il problema è che verranno sostituite presto da chi è più giovane e se non si spiega a queste che il ruolo dell’infermiere non è quello dell’Ostetrica ci ritroveremo presto a scrivere di nuovo su questa continua e volontaria confusione delle competenze.

Le OSS che accettano di farsi chiamare Infermiere lo fanno forse per sentirsi più importanti? E si accorgono o no di abusare della professione altrui? La risposta al Direttore Generale dell’ASL.

Staremo a vedere. Se avete altre segnalazioni scrivete tramite WhatsApp al 3494009003 o via mail a direttore@assocarenews.it

Servizio a cura di Maria Carla Suzzi e Angelo Riky Del Vecchio

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