FNOPO: con la salute delle donne non si scherza. Basta con avventurieri in sanità.

FNOPO: con la salute delle donne non si scherza. Basta con avventurieri in sanità.

La dura presa di posizione della Federazione nazionale delle ostetriche e degli ostetrici.

“La gravidanza e la maternità sono eventi troppo seri e spesso unici che vanno seguite con professionalità e competenza. Negli ultimi tempi, purtroppo, si assiste a un proliferare indiscriminato e incontrollato fioriere di notizie che riguardano le cosiddette “nuove figure professionali” che si autoproclamano a supporto della donna durante il percorso perinatale (prima durante e dopo la gravidanza– affermano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale della Professione di Ostetrica (FNOPO) -. Si tratta di episodi che non solo preoccupano ma soprattutto allarmano, perché di consegna al lettore la convinzione, errata, che ci si può improvvisare professionisti in sanità. Inquieta, quindi, che con tanta disinvoltura si scriva e si faccia parlare, senza che l’interlocutore ne abbia alcun titolo, di una fase tanto delicata e importante per la donna, coppia e comunità: la gravidanza, il parto e il post partum.

La FNOPO, l’unica istituzione che ex legge rappresenta tutte le ostetriche italiane iscritte ai rispettivi Ordini professionali provinciali o interprovinciali, ribadisce con fermezza che chiunque paghi e frequenti corsi della durata di alcuni mesi durante i quali, nei fine settimana, ascolta per un paio di ore e prende appunti su “nozioni” di quello che dovrebbe essere il buono stato di salute della donna gravida non ha alcun titolo per occuparsi della salute della madre e del neonato. L’ostetrica, professione normata già nel 1946 e successivamente ordinata dalla legge 3/2018 (LINK), è la professione sanitaria riconosciuta dal nostro Ordinamento, inserita a pieno titolo nel nostro Sistema Sanitario Nazionale che vanta, anche grazie alle 21mila ostetriche che lavorano in Italia, uno dei più alti livelli di promozione, protezione e tutela della salute delle donne, del nascituro, della coppia e quindi della comunità – sottolineano le rappresentanti nazionali -.

L’ostetrica, dopo una selezione per l’accesso al percorso di studi, acquisisce una preparazione che si articola lungo un periodo di tre anni, durante i quali consegue una formazione pre service, su tutta la fisiologia della donna, del suo intero ciclo biologico, sessuale e riproduttivo. Alla formazione di base segue quindi un percorso post-base (laurea magistrale e master approvati da Miur e Ministero della Salute: LINK). infine, per poter esercitare, si iscrive all’Ordine e continua la propria formazione con i corsi di formazione obbligatori ECM.

Per dare un’idea dell’importanza del lavoro svolto dalle ostetriche, si ricordano brevemente solo alcune aree di intervento: la tutela, la promozione e la protezione della salute sessuale personale e di coppia; la formazione ed educazione sessuale ai giovani e prevenzione per le malattie sessualmente trasmesse; il controllo e la sorveglianza attiva della gravidanza; l’assistenza alla donna durante il travaglio, il parto e il puerperio; la protezione, promozione e il sostegno dell’allattamento materno esclusivo, per almeno i primi sei mesi (LINK); la prevenzione delle alterazioni della statica pelvica e la riabilitazione  del disfunzioni pelviperineali . Queste sono solo alcune delle tantissime funzioni cui sono chiamate quotidianamente le professioniste italiane nelle Unità operative di ostetricia, ginecologia e neonatologia, in strutture pubbliche, convenzionate e private, nei consultori dei quali da tempo la Federazione sostiene il ruolo fondamentale svolto, oltre alle libere professioniste.

Non da ultimo, si sottolinea che in un periodo di fake news e in particolare di pericoloso disconoscimento della validità della scienza e della medicina, alimentare nella cittadinanza la falsa convinzione che chiunque può fare qualsiasi professione, soprattutto in sanità, è dannoso, perché mette a rischio la tenuta della salute di tutti i cittadini. Per tale motivo esortiamo la stampa a essere molto più critica nei confronti di tutto ciò che prolifera attorno al “sistema salute” e che spesso guarda più al business che non a una reale offerta di assistenza.

Consapevoli che la gravidanza e la maternità rappresentano un periodo bellissimo ma anche fisicamente ed emotivamente impattante esortiamo le donne/coppie a non affidarsi a chi non ha titoli né competenze per occuparsene, ma di farsi seguire dalle ostetriche, professioniste dedicate alla fisiologia che sapranno supportarle con professionalità e individuare con competenza segni e sintomi riconducibili anche ad un disagio psicologico ed orientarle per un idoneo percorso diagnostico-terapeutico come nel caso della depressione post-partum.

Alle istituzioni la FNOPO chiede di sostenere concretamente la maternità, con aiuti reali in favore delle donne: più asili nido convenzionati (così come aziendali), tutele contrattuali sul posto di lavoro e congedi parentali per la coppia considerando questa l’unica strada da seguire per riportare in positivo il bilancio demografico negativo cui ormai assistiamo da anni. Anche le aziende sanitarie potrebbero fare la loro parte, investendo maggiormente sulla professionalità delle ostetriche che potrebbero sostenere le donne anche recandosi a casa.

Esortazioni che la Federazione fa con ancor più vigore alle porte di due importanti appuntamenti: il 22 aprile data nella quale si celebra la quarta Giornata della Salute della Donna e il 5 maggio, ovvero la Giornata Internazionale dell’Ostetrica.

Si ricorda infine, che l’esercizio di una professione per la quale è prevista l’iscrizione a un ordine si configura come reato: esercizio abusivo della professione (nuovo art. 348 c. p., riscritto dalla legge 3/2018)”, concludono i vertici FNOPO.

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