Gli Infermieri non possono sostituire le Ostetriche: polemiche in Campania!
Gli Infermieri non possono sostituire le Ostetriche: polemiche in Campania!
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Emergenza Coronavirus. L’emendamento al Decreto “Cura Italia” relativo alle limitazioni responsabilità civili e penali per professionisti sanitari è ottimo. Arriva il plauso di FNOPO.

“Bene l’emendamento al Decreto Cura Italia per la limitazione della responsabilità civile e penale dei professionisti sanitari che si trovano impegnati a fronteggiare l’emergenza Coronavirus, a prima firma Andrea Marcucci (Pd). Adesso che la proposta è stata accolta favorevolmente dal Governo, l’auspicio è che si arrivi al più presto alla rapida approvazione di tutto il provvedimento”, commentano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO).

“Nell’attuale emergenza sanitaria, in cui il numero di ricoveri è ancora alto, e il conseguente carico di lavoro cui sono sottoposti tutti i professionisti sanitari, è importante che non vi siano situazioni di ulteriore stress che possano gravare sulle decisioni di interventi e terapie che devono essere erogate in regime di urgenza con l’obiettivo di salvare quante più vite possibili e non, invece, considerando le possibili conseguenze legali. È impensabile, infatti, – continuano i vertici FNOPO – che i professionisti debbano trovarsi nella paradossale condizione di optare per la medicina difensiva a rischio della salute dei cittadini. L’emendamento introdotto – sottolineano ancora le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica – potrà sgombrare possibili iniziative speculative di chi potrebbe voler approfittare dell’attuale grave situazione sanitaria attraverso cause, civili – penali, pretestuose.

Oggi più che mai – concludono i vertici FNOPO – occorre rispetto per i professionisti che stanno svolgendo con encomio il proprio lavoro e dovere, assistendo pazienti asintomatici, quelli con sospetta o confermata diagnosi di Covid-19, mettendo a rischio la propria vita e quella delle loro famiglie”.