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Si riapre il dibattito sul Primo Congresso Nazionale FNO TSRM PSTRP. La nascita di alcune commissioni e del GITrE-TC non piace ad alcuni, mentre piace ad altri. Ecco il punto di vista di un TSRM.

Per chi – al pari di chi scrive – non vi abbia direttamente partecipato, giungono via web intempestive ulteriori ultime notizie [1] dal recentemente conclusosi 1° Congresso TSRM PSTRP: la creazione di nuovi gruppi intra-professionali che, nelle indicate aspettative, vorrebbero (letteralmente): «generare ricchezza culturale, condividere esperienze e sviluppare competenze mediante lo strumento della formazione, del confronto, della ricerca nonché dell’esperienza»; patrimonio di competenze che si intende, altresì, possano potenzialmente «essere qualificate nel nuovo contratto nazionale di lavoro».

Tale neo-nominato gruppo: GITrE-TC, similmente al citato “Fasterer” (cui però non corrisponde alcun risultato sui motori di ricerca), che pure già dispone di un proprio stentoreo comitato scientifico, con tanto di responsabili e presidenti (eletti da chi, non è dato sapere), è stato quindi “benedetto” dal “consacrato” mega ordine.

… molto bene.

Peccato che già in avvento dell’avvio dei “santi lavori” di tale Concilio Ecumenico, fossero (tra istituende Cattedrali ed attivate tali Beatificazioni e Canonizzazioni) pubblicamente denunciate sia una certa esagerata opulenza di tale neo rispolverato “Stato della Chiesa” – di cui nessuno (a parte alcuni celebri “ex” [2] ) sentiva esattamente il bisogno – sia la completa assenza di regolamenti, giusto caso, proprio su tali “Gruppi di Lavoro”.

L’esternazione utilizzata in quel [3] caso fu «Questo NO ! Questo è troppo!».

Ulteriore peccato è che proprio la costituita responsabile del neonato gruppo abbia fino a poco fa, contemporaneamente aderito ad un etichettato (ne hanno avuto netta sensazione chi invece al congresso c’è stato) “movimento d’opposizione” (o “protestante”) da cui adesso la stessa “neo dirigente”, sbattendo la porta e di fatto sottraendosi ad un legittimo contraddittorio, prende le distanze: corrente ove invece uno dei principali leitmotiv è stato (a meno che non si sia solo scherzato) proprio la contestazione di tali artificiosamente create “carriere”, per il tramite di tali “santificati” gruppi di mera frammentazione professionale, la cui utilità (assai diversamente da più seri siti divulgativi specialistici [4]) è ben lungi dall’essere pienamente dimostrata.

Carriere e gruppi, infatti, che ben poco (anzi nulla) hanno potuto o voluto operare, ad esempio per opportunamente elaborare l’aggiornamento del codice deontologico sub legibus 42/99, 251/00 et 43/06, o per contrastare – a solo titolo di esempio – lo strafunesto d. lgs. 187/00, come anche questioni ben minori, quindi assai più abbordabili, quale quella del “furto” del camice bianco ai TSRM tutti … questione per cui (a detta dello stesso Beux) un gruppo di lavoro appositamente creato … nulla ha concretamente realizzato.

Tali Beati e Canonizzati, in definitiva, muovendosi sulle orme di contemporanei “De Pretis” della politica, che pure già avevano non poco “brillato” per atteggiamenti di sconcertante inconciliabilità (comma 566 l. 190/14 + sentenza n. 54/15 Corte Costituzionale), pur di condurre se stessi alla ribalta ed alfine consegnarsi a capo di qualcosa, sono disposti a tutto (addirittura anche passando dalla contestazione all’ossequio).

In tali deregolamentati (per non definirli proprio irregolari) gruppi, quindi, non soltanto scienza e politica devono funzionalmente confondersi in ordine a che la realtà di professionisti da “super competenze” sul campo, ma con un contrastante status di assenza di formale titolarità sulle stesse, resti sempre immodificata, ma risulta completamente assente anche un uniforme e democratico (pur citato, ma di fatto negato) confronto – presupposto tanto imprescindibile quanto indissolubile – funzionale ad una più corretta possibile, trasparente ed efficace gestione di ogni risorsa (sia umana che economica) da parte dell’attuale direttivo FNO.

Non basta: i medesimi gruppi vogliono però essere lo strumento di una fragorosa propaganda da “panem et circenses”, asserente che tali associazioni siano la linfa necessaria allo sviluppo delle professionalità, competenze ed autorevolezza, in particolare (non me ne vogliano i colleghi delle altre professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione) dei TSRM, come se gli stessi non siano già sufficientemente formati con laurea triennale ed eventuale master, ovvero non sia necessaria una seria riforma del sistema universitario ad essi dedicato, per non dare sempre ragione ad alcuni soliti detrattori (anche anonimi) della classe medica, con il loro insistente e mai fuori moda (o fuori legge, se preferite) adagio, secondo cui solo loro studiano a lungo e seriamente (!?!).

Ottimi risultati … sempre molto bene!

Ancor più peccato si sia pensato prima a delle conseguenze di ordine “contrattuale” , discendenti da tali “necessarie” aggregazioni (che in vero costituiscono un film di terza visione con personaggi ed interpreti alla ricerca – non di autore – ma di improbabili, più importanti “platee”, “podi” e soprattutto “premialità”), e non a più generalizzate conseguenze di tipo normativo: è chiaro che il tutto debba rispettare il nuovo canone “politically correct”: il Beuxiano “patto di non belligeranza” [5], che sta perseverando alla consegna di una intera classe di professionisti – sempre quella dei TSRM – alla pericolosa orbita dell’ ”orizzonte degli eventi” di un “buco nero” creatosi il 26 maggio 2000.

Al netto, quindi, di già fin troppo commentati fallimenti, quali quello del decreto sulle Risonanze Magnetiche del 10 agosto 2018, ove nulla hanno potuto enclave di “porporati” e consacrati gruppi di una mera frammentazione … ; significando in estrema sintesi che una corretta lettura del contesto professionale non può coincidere nè con l’essere super-competenti soltanto nella pratica e non esserlo a livello di titolarità, né con il mettere i “puntini” all’interno di una delle classi professionali invece che interporli tra le stesse (tutte) e la classe medica, né ancora, con il fingere di “ascoltare-contro” chi tenta, anche soltanto con la divulgazione, di far cambiare almeno il contesto culturale (contesto che non deve essere ristretto a motivi di natura tecnica, ma deve aprirsi alla analisi normativa e sociologica), cui proprio i più giovani hanno l’obbligo di coglierne la gravosa responsabilità di retaggio, ebbene, “dimenticarsi” di affrontare argomenti certamente più spinosi, ma altrettanto certamente più importanti ed interessanti, quali la riconquista – e non lo “scippo” – (stiano sereni tutti i detrattori ed i commentatori Facebook), degli articoli 3 e 4 del d. lgs. 187/00 , pianificazione che, a onor del vero, sicuramente si agevolerebbe della crescita nelle competenze specifiche ed avanzate dei “non medici” (idoneità che però devono, e già in primaria sede accademica, costituire valori uniformanti e non di qualsivoglia “nicchia”), significa condurre una professione ad un pericolosissimo superamento di tale orizzonte degli eventi e farla precipitare nel “buco nero”, che peraltro ci si approssima a potenziare, con la nuova edizione del “decreto della discordia”, che recepirà la nuova direttiva euratom 2013/59, il cui termine, è bene ricordarlo, è ad oggi scaduto da ben quasi 9 mesi.

Laudentur Beux et Lorenzin.

P.S. : Per cambiare davvero e radicalmente le cose, occorre che opportunamente si intenda: «Il cuore pulsante di Roma non è di certo il marmo del Senato, ma la sabbia del Colosseo …» (Frase del Senatore Gracco nel film “Il Gladiatore” di Ridley Scott).

[1]https://www.giornalesanita.it/tecnici-di-radiologia-vi-presento-il-gruppo-esperti-in-tac/

[2]http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=78039

[3]http://www.ordinetsrmpstrpfoggia.it/2019/10/18/federazione-ordini-tsrm-pstrp-costi-in-crescita-esponenziale-regole-ferme-al-palo/

[4] https://www.rmnonline.it/

[5]https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=77937