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Emergenza Coronavirus. Professioni Sanitarie: quel Virus subdolo e quel nuovo male oscuro che avanza, lo stress che colpisce la popolazione e tutti noi in quarantena tra casa e lavoro.

Da circa un mese il COVID 19 si sta diffondendo nella nostra Regione (l’Umbria – ndr). Al momento sembrebbe con numeri più contenuti rispetto ad altre aree geografiche, ma sicuramente si fa strada fra una popolazione potenzialmente più vulnerabile a causa dell’alta percentuale di anziani che costituiscono il nostro tessuto sociale.

Questa minaccia aleggia inconsapevolmente anche su chi, probabilmente con scaramantica spavalderia, sembra nulla temere.

Dell’emergenza sanitaria più immediata, quella che fronteggiano le strutture sanitarie, abbiamo un’evidenza più tangibile.

Quasi tutti sono ormai consapevoli delle difficoltà per reperire i dispositivi di protezione individuale e quasi tutti si ritengono esperti sul come organizzarsi, anche con soluzioni casalinghe.

Le conseguenze economiche di questi giorni alcuni le stanno già vivendo pesantemente, per altri saranno più evidenti nell’immediato futuro. L’impossibilità di uscire, le relazioni sociali interrotte, le abitudini quotidiane stravolte le stanno sperimentando tutti. Quello che risulta ancora poco o nulla evidente è il male oscuro che si associa a questa temibile minaccia identificata dalla sigla COVID 19. Lo stress di queste ore lo stanno subendo tutti i cittadini, chi per una ragione, chi per un’altra.

E’ un fatto certo che il personale sanitario e tutti coloro che dentro le strutture ospedaliere e territoriali hanno visto stravolta la loro quotidianità casalinga e familiare, assommano un super stress dovuto all’attività lavorativa che non risponde più, nella stragrande maggioranza di casi, ai consueti ritmi lavorativi, di sonno-veglia, di alimentazione; è una condizione del tutto eccezionale.

Il personale di tanti, troppi servizi, era tarato su attività programmate e modulabili, gestibili con il ricorso agli straordinari o a istituti economici finalizzati all’abbattimento delle liste di attesa, tante ore in più per lo stesso organico in servizio. Ad animo sereno e senza ferie o malattie il sistema ha retto al limite delle proprie forze; con dotazioni organiche generalmente definite senza entrare nel merito delle specifiche competenze professionali, ma su aggiustamenti frutto di capacità negoziali e non di dati oggettivi; con linee professionali prive di riferimenti gerarchici certi, che in questi momenti avrebbero dato sicurezza ed efficienza al sistema. Questo contribuisce all’avanzata del temibile male oscuro: la depressione.

Alcune aziende hanno attivato servizi di consulenza psicologica, ai quali tuttavia pochissimi ricorrono, perchè il male oscuro, come il virus, dà segno di sè quando gran parte del danno è stato fatto. Mi giungono alcuni gravi ed allarmanti segnali che mi fanno temere il degenerare della situazione, non vorrei che quando tutto finirà, gli operatori sanitari si trovino nella condizione dei militari tornati dal fronte!

I servizi dovranno ripartire e affinchè questo avvenga gradualmente è necessario che fin da ora tutte le professioni vengano numericamente rinforzate per garantire prima possibile il giusto riposo a quelli che purtroppo già da ora sognano come indossare o togliere correttamente i DPI senza infettarsi e si svegliano così senza aver dormito!

Dr. Massimo Angelini
Presidente Ordine Interprovinciale Perugia Terni