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Abilitazione alla professione per i laureati in Psicologia, Farmacia e Biologia. Appello della UIL-FPL al Ministro Speranza e al Ministro Manfredi.

“In questi giorni stiamo assistendo a un rimpallo di responsabilità tra Ministeri competenti, ritardi e rinvii decisionali in sede parlamentare sia in merito alle modalità con cui verrà svolto l’esame di Stato per l’abilitazione dei laureati in Psicologia, Farmacia e Biologia sia che per ciò che concerne le richieste del CNSU (Consiglio Nazionale dei Studenti Universitari).” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Questi futuri professionisti in ambito sanitario devono avere certezze e chiarezza in merito al loro percorso di studi e lavorativo” prosegue il Segretario ” chiediamo che il loro Esame di Stato venga tramutato nel riconoscimento del tirocinio professionalizzante (1000 ore), così com’è accaduto per i laureati in Medicina, grazie al DL Cura Italia nello scorso mese di Marzo.Nel frattempo-facciamo presente- le Università hanno pubblicato i bandi nei quali viene specificato che, nel caso in cui saltassero le connessioni internet durante il colloquio dell’Esame di Stato, spetterà alle commissioni esaminatrici decidere per un’eventuale bocciatura: in tal caso, la tassa di iscrizione (che costa una media di circa 400 Euro) non verrà rimborsata”.
“Le barriere tecnologiche, le difficoltà economiche di questi mesi ed il silenzio alle richieste inascoltate di migliaia di giovani laureati che chiedono solanente uguaglianza e certezze nelle modalità di valutazione non possono essere sottovalutate”-conclude il Segretario-” ci aspettiamo che il Ministro Speranza ed il Ministro Manfredi siano pronti a dialogare e a risolvere insieme ai giovani laureati i problemi più volte manifestati:i futuri professionisti della nostra sanità meritano ascolto e risposte in tempi rapidi, dato il primario ruolo che andranno a ricoprire nei prossimi anni, soprattutto in periodi difficili e delicati di emergenza sanitaria, le cui conseguenze ognuno di noi le ha vissute sulla propria pelle.”