Concorsi Bolzano: Professionisti italiani sono discriminati?

Concorsi pubblici in provincia di Bolzano: molti protestano per le restrizioni linguistiche!
Concorsi pubblici in provincia di Bolzano: molti protestano per le restrizioni linguistiche!

Nelle ultime settimane è forte la protesta sui social networks e in moltissimi si chiedono: i bandi dei concorsi pubblici della provincia autonoma di Bolzano stanno discriminando i professionisti sanitari italiani?

La questione è nata dopo l’ennesimo bando di concorso pubblico per infermieri in Alto Adige, dove però stavolta il numero di posti deliberati, 250 diviso in vari distretti sanitari, aveva fatto sperare e ingolosire migliaia di professionisti sanitari precari e disoccupati di tutta Italia.

Alla lettura dei requisiti però si è scatenata la rabbia dei possibili candidati.

I concorsi pubblici della provincia autonoma di Bolzano prevedono infatti requisiti di iscrizione molto ferrei che definiscono la maggior parte dei posti come destinati ai madrelingua tedeschi o ladini e richiedono tassativamente il patentino linguistico ai madrelingua italiani.

Lingua, quella tedesca, non diffusamente studiata in quanto le preferenze scolastiche classiche si concentrano sull’inglese e sul francese.

Gli esclusi, a migliaia che si erano affacciati al concorso con interesse, hanno poi manifestato la loro insofferenza sui social networks, in alcuni casi isolati sfociando nell’idiozia (inutile provare a definirla diversamente).

La stragrande maggioranza però si ha semplicemente manifestato dissenso, chiedendosi se tutto questo fosse ammissibile per legge o se in caso contrario fosse impugnabile legalmente.

Le fonti del diritto che tutelano e giustificano questa formulazione dei bandi, partono addirittura dalla costituzione ma trova palpabilità a partire dalla concessione dello statuto speciale alla province autonome trentine, Trento e Bolzano, avvenuta tramite Decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1972.

Lo statuto della provincia autonoma di Bolzano prevede, di fatto, due articoli che giustificano legalmente la formulazione di requisiti così rigidi.

L’art.10 comma 3 recita:

I cittadini residenti nella provincia di Bolzano hanno diritto alla precedenza nel collocamento al lavoro nel territorio della provincia stessa, esclusa ogni distinzione basata sull’appartenenza ad un gruppo linguistico o sull’anzianità di residenza.

 

Ma è l’art.89 comma 3 che pone le basi per i requisiti:

I posti dei ruoli, di cui al primo comma, considerati per amministrazione e per carriera, sono riservati a cittadini appartenenti a ciascuno dei tre gruppi linguistici, in rapporto alla consistenza dei gruppi stessi, quale risulta dalle dichiarazioni di appartenenza rese nel censimento ufficiale della popolazione.

 

Secondo i dati diffusi dai canali ufficiali della provincia autonoma di Bolzano, la struttura linguistica della popolazione (dati del 2011) vede:

  • 310.360 madrelingua tedeschi

  • 118.120 madrelingua Italiani

  • 20.548 madrelingua ladini

 

Applicando le leggi esistenti con i dati censiti, risultano quindi coerenti per legge i criteri di requisito inseriti nei bandi della provincia autonoma di Bolzano.

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