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Vaccini e Gimbe: si pensi alla salute dei bambini e non alla propaganda

Vaccini e Gimbe: si pensi alla salute dei bambini e non alla propaganda
Vaccini e Gimbe: si pensi alla salute dei bambini e non alla propaganda.

La Fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta interviene pesantemente sulla polemica dei vaccini obbligatori e sulla proroga concessa dal governo di Giuseppe Conte. Si parla apertamente di obiettivi politici a danno della salute dei nostri bambini

Nel Contratto di Governo siglato da Lega e MoVimento 5 Stelle ai vaccini è dedicato un solo paragrafo dal quale emergono tre intenzioni politiche fondamentali:

  • garantire le necessarie coperture vaccinali al fine di tutelare la salute, non solo dei singoli, ma anche della collettività;
  • affrontare la tematica del giusto equilibrio tra il diritto alla salute e quello all’istruzione;
  • tutelare i bambini a potenziale rischio di esclusione sociale.

«Nonostante le posizioni individuali dei parlamentari nei confronti della Legge Lorenzin – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – il Contratto di Governo non contiene affatto posizioni anti-vax: sicuramente annuncia un superamento della normativa vigente, ma non garantisce affatto le rivoluzioni disinvolte e immediate richieste da una consistente frangia dell’elettorato, in primis l’abolizione dell’obbligo vaccinale».

Il 25 luglio 2018, nel corso della presentazione delle linee programmatiche del Ministero della Salute alle Commissioni Affari Sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato, il Ministro Giulia Grillo ha interamente riportato quanto previsto dal Contratto di Governo, esplicitando quattro azioni ben precise:

  • Disegno di legge parlamentare per superare la legge Lorenzin
  • Realizzazione dell’anagrafe nazionale vaccini
  • Insediamento di un tavolo di esperti indipendenti per affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale e per aggiornare il Piano nazionale di prevenzione vaccinale.
  • Comunicazione sulla necessità delle vaccinazioni.

«Tali affermazioni – commenta il Presidente – se da un lato confermano la volontà del nuovo Esecutivo di affidare al dibattito parlamentare una nuova legge sui vaccini, annunciano interventi che introdurranno elementi di discontinuità rispetto alla legge Lorenzin, ma non sarebbe scientifico affermare che saranno necessariamente peggiorativi. D’altronde, l’approvazione della legge Lorenzin sui vaccini non ha trovato un consenso unanime tra la maggioranza della passata legislatura».

Con l’imminente avvio del nuovo anno scolastico, la Ministra della Salute il 5 luglio ha provato a tamponare il crescente dissenso sui social emanando una circolare per consentire l’ingresso a scuola con un’autocertificazione di avvenuta vaccinazione. «Evidentemente – sostiene Cartabellotta – tale linea è stata ritenuta “troppo morbida” dalle frange più estreme del Parlamento, che il 2 agosto hanno forzato la mano approvando due emendamenti identici che posticipano all’anno scolastico 2019-2020 l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie come requisito per l’ammissione alle scuole dell’infanzia».

Di conseguenza, l’inizio di agosto è stato ulteriormente infiammato da un forte dissenso del mondo della scienza e dei sostenitori dell’obbligo vaccinale che continuano giustamente a far leva sulle evidenze scientifiche, in particolare sul rischio che le coperture vaccinali, finalmente in rialzo, possano nuovamente precipitare con danni rilevanti per la salute dei bambini, in particolare di quelli più fragili.

«Purtroppo – puntualizza il Presidente – gli strumenti che la politica sta mettendo in campo dimostrano che la scienza non riveste alcun ruolo in queste decisioni. Considerato che il Ministro della Salute non è stato consultato sulle potenziali conseguenze per la salute dei bambini e nonostante il franco dissenso espresso anche da numerosi parlamentari della maggioranza, è evidente che l’unico obiettivo degli emendamenti è quello di tenersi ben stretta una consistente frangia di elettori».

In questo contesto surreale di mancato rispetto dei ruoli istituzionali – oltre che di metafore vergognose sulle pratiche vaccinali che umiliano professionisti sanitari, mamme e bambini – all’assordante silenzio del Premier Conte fanno eco solo i convergenti proclami dei suoi vice: “Educare e non obbligare” (Salvini) e “La scuola non è il luogo per obbligare i bambini a fare i vaccini” (Di Maio).

«Per fortuna – conclude Cartabellotta – il tempo gioca nell’interesse della salute dei bambini italiani: con le imminenti ferie parlamentari il riveduto DL Milleproroghe, in scadenza il 24 settembre, potrebbe non essere approvato prima dell’inizio dell’anno scolastico, vanificando questo scellerato “colpo di coda”. Rimane, in ogni caso, l’amara consapevolezza che la ricerca spasmodica del consenso elettorale, il mancato rispetto dei ruoli istituzionali e il totale disinteresse per dati ed evidenze scientifiche rappresentano una miscela letale per la salute delle persone».

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