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Veronica Cadei, studentessa, è morta di infezione sistemica fulminante e non di meningite.

Veronica Cadei, studentessa, è morta di infezione sistemica fulminante e non di meningite.

Medici e Infermieri erano stati accusati di non aver riconosciuto per tempo una meningite. Dall’autopsia, invece, è risultato che le meningi erano intatte. Morta di infezione sistemica da meningococco C.

Inizialmente si era pensato ad una “svista” di Medici e Infermieri, dopo l’autopsia si ha avuto la certezza assoluta: Veronica Cadei, studentessa bresciana, non è morta di meningite, ma di infezione sistemica fulminante provocata però da menincococco C. Lo ha reso pubblico il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia. L’esame autoptico era stato disposto dalla locale Procura della Repubblica su sollecitazione dei parenti della deceduta, ma anche come atto dovuto.

L’autopsia sulla studentessa, deceduta dopo aver accusato un malore mentre era all’università, ha chiarito le reali cause del suo decesso. All’inizio si era pensato ad una meningite, invece lo stesso batterio (tipo C) è stato causa di una rara forma di infezione generalizzata che ha portato ad una sorta di setticemia quasi istantanea.

In una nota del nosocomio si legge che i medici stanno rivedendo, insieme ai professionisti interessati, il percorso della paziente sotto i diversi profili clinico-assistenziale, organizzativo, documentale e relazionale.

Tenendo conto degli elementi raccolti finora, l’ospedale ha spiegato che tutti gli interventi che ha condotto li hanno effettuati in maniera completa e adeguata. Sette medici sono comunque stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Questo per permettere tutti gli accertamenti medici necessari a verificare la possibilità che si facesse qualcosa di più o di diverso per salvare la giovane.

Dopo l’autopsia, il sostituto procuratore Lorena Ghibaudo ha firmato il nullaosta per la sepoltura. La madre ha infatti spiegato che domani, venerdì 6 dicembre 2019, il suo corpo tornerà a casa e che i funerali si svolgeranno lunedì 9 dicembre a Villongo, il paese della bergamasca di cui era residente.

Cos’è il Menincococco C?

La Neisseria Meningitidis o  Menigococco è un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso; il 5-10% dei soggetti possono essere portatori asintomatici del batterio nel naso-faringe. Esistono tipi diversi (sierotipi) di questo germe, contraddistinti con le lettere dell’alfabeto e i più frequenti sono l’A, B, C, Y, W135. La trasmissione avviene da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola di persone infette sane o malate.  In alcuni casi il meningococco raggiunge il sangue e, attraverso questo, altri organi, causando malattie invasive, in particolare la meningite (infiammazione grave delle membrane che avvolgono il cervello) o la sepsi (infezione diffusa nel sangue). Queste malattie sono sempre gravi e possono lasciare danni permanenti di tipo neurologico e comportamentale o portare alla morte in poche ore. Meno frequenti sono altre malattie meningococciche come la polmonite e la congiuntivite. La malattia colpisce in particolare i bambini di età inferiore ai 5 anni e soprattutto è più frequente nei bambini al di sotto dei due anni di vita. Un’altra fascia di età interessata, anche se con minor frequenza, è quella degli adolescenti e dei giovani adulti.

Impatto sulla popolazione.

In Italia i vaccini contro il meningococco efficaci nei bambini piccoli sono da poco disponibili: dal 2008 è disponibile quello contro il ceppo C e dal 2014 quello contro il ceppo B. Negli ultimi anni, la malattia è in diminuzione, anche grazie alla vaccinazione contro il meningococco C; considerando tutti i ceppi, si sono registrati 187 casi nel 2009, 149 nel 2010 e 138 nel 2012. Nel 2010 si sono verificati in media 24 casi ogni 1.000.000 abitanti con un picco massimo nei bambini con meno di 1 anno d’età. Nella Regione Veneto nel periodo 2007-2012 sono stati notificati complessivamente 120 casi di patologia correlata a tutti i ceppi di meningococco. Le classi di età più colpite sono state quella di 2-4 anni e quella dei 15-19 anni.

In Europa continuano a verificarsi casi di malattia invasiva da meningococco non essendo uniformemente diffusa la vaccinazione dei nuovi nati in tutti i paesi. I ceppi che prevalgono sono il tipo B e C. Nel 2011 in Europa sono stati riportati 4.121 casi, segnalati da 29 Paesi. Sono maggiormente colpite le fasce di età 0-4 anni seguite da quelle 15-24 anni. I Paesi che hanno notificato un maggior numero di casi sono: Irlanda, Regno Unito, Malta. In Europa alcuni ceppi batterici mostrano un aumento della resistenza agli antibiotici.

Nel mondo, secondo l’OMS i tassi più elevati di malattia si registrano nella cosiddetta “cintura della meningite”, area che comprende i Paesi dell’Africa sub sahariana, dal Senegal all’Etiopia. In questi paesi prevalgono i ceppi A, C, W135. Nei Paesi ad alto reddito e a clima temperato il numero di casi di meningite è piuttosto sporadico (aumentano in inverno e primavera) e non sono frequenti i focolai epidemici. Sono state comunque registrate epidemie in Canada nel 1992-1993 e in Nuova Zelanda nel 2011.

Vaccino.

La vaccinazione rappresenta il mezzo più efficace per ridurre il rischio di morte e di danni permanenti derivanti dalla malattia meningococcica causata dai sierotipi A, B, C, Y, W-135. Il vaccino contiene solo parti del microorganismo. Sono disponibili in commercio i seguenti vaccini:

  • Il vaccino anti-meningococco A, C, Y, W135. Si somministra per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata. E’ offerto gratuitamente ai bambini al 13° mese di vita, agli adolescenti a 14-15 anni che non sono stati precedentemente vaccinati e alle persone con patologie che possono predisporre ad un maggior rischio di sviluppare malattie da meningococco.
  • Il vaccino anti-meningococco C. Si somministra per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata. È molto efficace e il numero di dosi necessarie varia in base all’età di inizio del ciclo vaccinale. Nella nostra Regione è somministrato solo in particolari situazioni.
  • Il vaccino anti-meningococco B. Si somministra per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata.  E’ offerto gratuitamente ai nuovi nati a partire dal 7° mese di vita e a persone con patologie che possono predisporre ad un maggior rischio di sviluppare malattie da meningococco. Il numero di dosi necessarie varia in base all’età di inizio del ciclo vaccinale.
  • Quando non si deve vaccinare Non esistono situazioni cliniche che non consentano l’esecuzione di queste vaccinazioni, fatta eccezione per quei soggetti che hanno presentato reazioni allergiche molto gravi a sostanze contenute nel vaccino o a precedenti dosi dello stesso vaccino.
  • Quando si deve rinviare Queste vaccinazioni come le altre, devono essere temporaneamente rinviate quando il bambino presenta una malattia acuta con febbre o turbe generali giudicate clinicamente importanti.

Rischi dovuti alla malattia.

Nei paesi come l’Italia, le forme invasive dell’infezione quali la meningite e la setticemia possono dare:

  • danni neurologici (emiplegia, ritardo mentale, epilessia, diminuzione dell’udito, disturbi dell’apprendimento): 10-20 ogni 100 dei sopravvissuti alla meningite
  • necrosi di tessuto cutaneo, amputazioni delle dita o degli arti: 25 ogni 100 dei sopravvissuti alla setticemia
  • decessi: 10-12 ogni 100 delle persone con meningite, anche con appropriata terapia antibiotica, in caso di setticemia la mortalità è di oltre 40 su 100 persone.

Rischi dovuti al vaccino.

Il vaccino è ben tollerato. Gli eventuali effetti collaterali sono:

  • rossore, gonfiore, dolore: 15-25 ogni 100 dosi
  • febbre ≥ 38°C: 3 ogni 100 dosi
  • irritabilità, sonnolenza, malessere: 30 ogni 100 dosi
  • manifestazione allergiche: molto rare.

Ha senso rischiare la malattia quando abbiamo a disposizione un vaccino sicuro ed efficace?

No, perché:

  • la malattia può essere molto grave e talora fatale
  •  in Italia, dopo l’introduzione della vaccinazione contro il ceppo C è stata riscontrata una riduzione dei casi di malattia causati da questo ceppo.

Fonte: Notizie.it – AssoCareNews.it – Assessorato Salute Veneto

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