Giulia Grillo: se Governo taglia sulla sanità io rassegno le dimissioni e torno a fare il medico.

Giulia Grillo, GIMBE

Riguardo il Patto per la Salute il ministro competente promette alla platea di GIMBE di dimettersi se non raggiungerà i risultati attesi.

Stamane al Senato della Repubblica, in occasione della presentazione del quarto rapporto sul SSN(Sistema Sanitario Nazionale) presentato dalla fondazione GIMBE, la ministra Giulia Grillo pronuncia nuove dichiarazione sull’andamento dei lavori parlamentari e sulla sua possibile uscita di scena nel caso non raggiunga i risultati desiderati per il Patto Salute.

Le dichiarazioni del Ministro della Salute, Giulia Grillo, arrivano come una doccia fredda dopo giorni di tribolazione circa le future decisioni riguardanti il SSN(Sistema Sanitario Nazionale). Ai nostri microfoni la ministra -in occasione del quarto rapporto GIMBE– parlando del Patto per la Salute si scaglia contro la clausola del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) che prevede una drastica riduzione della spesa pubblica. Definisce la clausola “irricevibile”,  se non addirittura “incostituzionale”. Grillo ribadisce ai nostri microfoni che non ha avuto contatti diretti con il MEF, ma invoca un appello politico a rivalutare la questione della Sanità pubblica in termini economici e sociali. Si dice inoltre convinta che il ministro dell’Economia la pensi come lei. Non annuncia una data precisa sul termine del Patto per la Salute, ma annuncia che a breve “entro lunedì” si riuniranno per i lavori. Sicuramente entro Agosto si dice certa di poter presentare il Patto, che era già scaduto.

L’altra questione annosa è la carenza di medici all’interno del SSN, la ministra rincuora i più dicendo di avere trattato già situazioni di emergenza. Annuncia un incontro a breve sul tema, che vedrà riunirsi sigle sindacali, rappresentanze del mondo universitario e le Regioni. Grillo si fa promotrice di un rinnovamento all’interno del SSN che passi anche e soprattutto attraverso il dialogo inter partes. Continua e dice con visione fatalistica:

Se non ci saranno medici e infermieri nei Pronto Soccorso di tutta Italia, nessuno sarà in grado di soccorrere i cittadini in caso di bisogno.

Invoca dunque un aumento delle risorse umane, come chiave del cambiamento, mettendole al primo punto anche dopo le risorse tecnologiche. Parla anche di rivalutare i contratti di comparto e dirigenza del settore Sanità, per prevenire il turn over di professionisti a livello europeo.

Sul “rimpasto” di Governo, la ministra non si professa sull’ipotesi che il suo Ministero sia a rischio. Lei si ritiene in parte estranea a tali questioni, o almeno abbastanza estranea da potersi dire convinta di continuare a lavorare. Rigetta l’ipotesi che la Lega punti sul suo Ministero per accelerare l’economia. La ministra ci tiene a ricordare che il suo contributo è stato espletato anche nel “Decreto Calabria” e nel “Decreto Semplificazioni”, ricordando così che non è intenzionata a fermarsi operativamente. Ricalca il fatto che per eseguire i lavori nel modo migliore avrà bisogno di tutti gli attori istituzionali.

 

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